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Ambiente

Fukushima: radiazioni che uccidono in 20 minuti

Nel marzo 2011 un terremoto di magnitudo 9.0 nel nord-est del Giappone provocò uno tsunami che, con onde che arrivavano anche a 14 metri di altezza, inondò alcuni reattori della centrale nucleare Daiichi di Fukushima, causando gravissimi danni alla struttura e la fusione dei nuclei. La TEPCO (Tokyo Electric Power Company), dopo aver misurato il tasso di radiazioni in otto zone differenti della centrale nucleare giapponese, ha avvertito che i dati sono davvero allarmanti. Si tratta, infatti, del livello di radiazioni più alto raggiunto fino ad ora e le conseguenze potranno essere davvero disastrose.
Gli esperti del settore sostengono che un tale livello di radioattività può uccidere un essere umano in soli 20 minuti. A questo problema si aggiunge quello del riversamento dell’acqua contaminata nell’Oceano Pacifico: proprio su questo argomento si è fatta avanti la Commissione sulla Regolamentazione del Nucleare americana, la quale ha garantito che l’acqua radioattiva toccherà le coste occidentali degli USA ma con un basso livello di pericolosità per la salute. Allison Macfarlane, presidentessa della Commissione, ha dichiarato “La più alta quantità di radiazioni che raggiungeranno gli USA è di due ordini di grandezza – 100 volte – inferiore alla normale misura dell’acqua potabile. Se si volesse bere l’acqua salata, cosa che non sarebbe possibile, sarebbe ancora una radiazione abbastanza bassa”.  L‘Agenzia sull’Energia Atomica (IAEA), mercoledì scorso, ha proposto di scaricare l’acqua contaminata nell’oceano solo dopo aver ridotto gli elementi radioattivi.
Nel frattempo, circa 400 tonnellate di acqua radioattiva vengono prodotte ogni giorno dalla centrale nucleare. Per cercare di limitare gli ingenti danni, la TEPCO stra progettando un macchinario altamente tecnologico per il trattamento dell’acqua denominato ALPS: l’obiettivo sarebbe quello di rimuovere tutte le componenti radioattive dall’acqua, escluso il trizio. Si spera sarà una soluzione efficiente perché a ogni giorno che passa, un gran pezzo di natura muore.

RoundUp della Monsanto come l’Agente Arancio

Agente Arancio (Agent Orange) era il nome in codice che l’esercito americano utilizzava per indicare un defogliante che fu largamente disperso per tutta la regione del Vietnam del Sud durante la guerra tra il 1961 e il 1971. Migliaia di vietnamiti, thailandesi, coreani e gli stessi americani furono avvelenati da quella sostanza prodotta dalla Monsanto per decenni, e solo ora ricevono compensi (decine di milioni di dollari) per gli effetti disastrosi che hanno procurato a tutte quelle povere persone. Un pericolo ancora presente se si pensa che in molti paesi asiatici se ne fa ancora uso. Ma il prodotto prevalentemente utilizzato oggi dalla Monsanto è RoundUp, un erbicida costituito da glifosato, una sostanza particolarmente dannosa. Infatti, le etichette di questi prodotti presentano delle avvertenze inerenti all’utilizzo: maneggiare con guanti, evitare il contatto con gli occhi e la pelle. È normale allora  che gli alimenti che subiscono questo trattamento arrivino  sulle nostre tavole per essere mangiati?
Ecco come funziona RoundUp: il glifosato inibisce le vie enzimatiche, impedendo alle piante di sintetizzare gli amminoacidi necessari per la crescita. In pratica, bloccano il nutrimento delle piante che sono quindi destinate a morire. E pare che l’utilizzo di questo erbicida sia triplicato dal 1990. Le discussioni intorno agli OGM (Organismi Geneticamente Modificati) sono sempre molto attive, ma raramente portano a dati conclusivi. Questo perché da una parte c’è chi sostiene che la scienza non è determinante nello stabilire che gli erbicidi sono pericolosi; dall’altra ci sono scienziati, anche ex sostenitori degli OGM, che invece sostengono l’inefficacia e la pericolosità di tale sostanza. Basta effettuare una semplice ricerca nel web per rendersi conto di cosa abbiamo di fronte: è singolare il fatto che la Monsanto abbia un potere così enorme nei mercati e che, allo stesso tempo, delle conseguenze in tv, in radio e sui giornali non se ne discuta. Alcuni studi indipendenti da anni raccolgono dati e alcuni esperti sono convinti che le sostanze contenute nel RoundUp potrebbero causare terribili conseguenze come disturbi gastrointestinali, obesità, diabete, malattie del cuore, depressione, autismo, infertilità, cancro e Alzheimer.
Questo si aggiunge ai numerosi motivi che spingono le persone a inveire contro Monsanto. Un’altra questione che dovrebbe far riflettere è quella relativa alla posizione dell’azienda per quanto riguarda l’etichettatura: ovvero, spende milioni di dollari illegalmente per evitare questa operazione sui prodotti OGM. Se tali prodotti sono puliti e genuini, perché impedire ciò? Forse la verità è che ci troviamo di fronte a un derivato dell’Agente Arancio. La multinazionale si arricchisce e molte persone si ammalano a causa della disinformazione. E non si fa nulla a livello governativo per impedire tutto questo; intanto, per fortuna, qualche protesta continua a farsi spazio tra l’indifferenza generale.
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La Francia giudica il fracking anticostituzionale

Il Consiglio Costituzionale francese ha respinto una legge che avrebbe sostenuto la fratturazione idraulica, conosciuta anche come fracking, per l’esplorazione sotterranea e la produzione di gas metano e petrolio. Nel 2011 il Parlamento francese votò per il divieto della fratturazione idraulica (287 contro 146) che impedì questa operazione, ma non l’esplorazione in sé. Ecco come avviene il processo di fratturazione: acqua e componenti chimici non ben dichiarati sono mescolati e pompati ad alta pressione nel terreno col fine di creare delle crepe e rilasci di gas per la raccolta. L’Alta Corte di Francia ha deciso di mantenere il divieto governativo contro il fracking tenendo sfida all’azienda interessata alle operazioni di estrazione ed esplorazione, la Schuepbach Energy
I permessi della Schuepbach Energy sono stati revocati dopo che il Parlamento francese ha vietato la pratica. L’azienda ha dichiarato che questo divieto ha violato i suoi diritti e che la legge anti-fracking è incostituzionale, ma la Corte ha respinto tutte queste argomentazioni. La fratturazione idraulica in Francia era e rimane vietata perché potrebbe causare l’inquinamento delle acque sotterranee e terremoti. Recentemente, ci sono stati tanti problemi legati alle fuoriuscite di petrolio causate proprio dal metodo fracking: flora e fauna delle zone sottoposte a questo processo stanno subendo ingenti danni. 
Per fortuna alcuni stati, come la Bulgaria e la California, stanno prendendo le stesse misure adottate dalla Francia. Ma nonostante il malcontento per il fracking aumenti. ci sono ancora molti sostenitori di questa tecnica. Ormai si sa benissimo che alcune fonti di energia, più su tutte il petrolio, non sono illimitate; i metodi di utilizzo dell’energia alternativa restano quelli più validi e convenienti. Se l’interesse verso l’energia rinnovabile crescesse, allora molto probabilmente i costi relativi a questa col tempo diminuirebbero. E quindi, a questo punto, non è più importante la vita umana rispetto alle fonti energetiche limitate quali petrolio e gas?

Coltivazione della bile di orso in alcune zone dell’Asia

Photo By LUONG THAI LINH
La bile è un liquido prodotto dal fegato utile per i processi digestivi. Da decine di anni, la bile di orso è utilizzata nella medicina tradizionale cinese. Orsi neri vengono catturati, tenuti in piccole gabbie e costretti all’estrazione della loro bile attraverso dei particolari cavi; ciò avviene soprattutto in Vietnam, Laos, Cina e Corea del Sud. In particolare in Cina gli orsi sono ininterrottamente connessi ai dei cateteri per l’abituale estrazione, a volte con le ferite scoperte. La bile appena estratta verrà poi venduta a quelle persone che credono nei suoi grandi effetti benefici. 
La situazione, nello specifico, è questa: in Vietnam tutto ciò è illegale, ma esistono ancora delle industrie che, in qualche modo, si cimentano in tale vendite. Invece in Cina è del tutto lecito: la si utilizza per curare le emorroidi, ulcere, problemi cardiaci, problemi muscolari, epilessia, febbre, infiammazioni e per migliorare la vista; in pratica, secondo i sostenitori di questi effetti provvidenziali, servono quasi in tutti i casi! Per fortuna, ci sono anche quelle persone che si preoccupano di fare in modo che tutto questo non accada, contribuendo al salvataggio e al recupero di alcuni orsi. 
Photo by exposingthetruth.co
Infatti, ci sono delle organizzazioni di livello internazionale che, sin dagli anni ’90, cercano di fare pressione sui diversi governi affinché tali pratiche crudeli e controverse termino una volta per tutte. Ma la lotta è ardua: ancora oltre 14.000 orsi sono tenuti in gabbie tra Cina e Vietnam. Inoltre, quegli orsi che riescono ad essere recuperati proprio grazie a queste organizzazioni, come se non bastasse, devono affrontare ulteriori problemi conseguenti: la cistifellea, ormai compromessa, deve essere rimossa; molti di questi orsi perdono gli arti a causa delle violenze che avvengono in fase di cattura da parte dei contadini e dei contrabbandieri; lo stesso vale per i denti; il tono muscolare cede drasticamente, essendo stati costretti a “vivere” in spazi molto ristretti. Le associazioni animaliste gridano contro simili atti barbarici ed evidenziano tutti i dolori fisici e psicologici che questi animali percepiscono.
L’assurdità è questa: è stato ormai confermato che la bile di orso non porta alcun beneficio per la salute. Migliaia di persone hanno firmato svariate petizioni per fermare questa attività spietata. Ovviamente, dietro tutta questa faccenda ci sono le solite industrie farmaceutiche (come la Guizhentang Pharmaceuticals) le quali sostengono che ci sono delle sostanze nella bile di orso che è necessaria per la creazione di alcuni prodotti. Ma in realtà delle alternative ci sono: prodotti sintetici oppure erbe. Quindi, sarebbe meglio evitare di far soffrire questi poveri orsi e fare attenzione a non usare prodotti che contengano elementi estratti direttamente dagli animali.
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Prove scientifiche confermano che l’inquinamento può causare il cancro

L’aria che respiriamo ogni giorno è diventata inquinata da una miscela di sostanze cancerogene. Finora sapevamo che l’inquinamento poteva provocare disturbi cardiaci o respiratori, adesso sappiamo che può essere anche responsabile delle morti per cancro. Le prove scientifiche sono oramai evidenti“. Queste sono le dichiarazioni di Kurt Straif, responsabile della monografia edita dallo IAR (International Agency for Research on Cancer). Gli agenti inquinanti che da sempre sono stati reputati nocivi comprendevano scarichi di motori diesel, solventi, metalli e polveri sottili; ma ora per la prima volta, grazie ad alcuni studi, l’aria inquinata è stata considerata come causa di cancro.
Anche l’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA) ha pubblicato un rapporto sulla qualità dell’aria europea tra il 2002 e il 2011: in questi anni è stato registrato un tasso di inquinamento delle città in continua crescita. La percentuale delle polveri sottili e dell’ozono, inoltre, superano i limiti stabiliti dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità). Non a caso in questi ultimi tempi sono stati rilevati numerosi casi di peggioramento della salute, dalle solite allergie alle malattie più gravi di tipo polmonare e/o cardiovascolare. Ormai non si sono più dubbi: lo smog è cancerogeno ed è classificato come una delle sostanze più pericolose e dannose per la salute. Per i più attenti tutto ciò può sembrare banale: l’aria inquinata fa male, è ovvio. Ma è proprio questa superficialità che deve essere messa in evidenza, o perlomeno, la sua gravità.
In merito a ciò, la dichiarazione di Dana Loomis, vice-direttore della sezione monografie dello IAR, è esplicativa: “Il nostro compito è stato quello di valutare nel complesso l’aria che si respira piuttosto che concentrarsi su specifici inquinanti atmosferici. I risultati degli studi esaminati sottolineano una stessa direzione: il rischio di sviluppare il cancro ai polmoni è significativamente aumentato nelle persone esposte all’aria inquinata“. Cioè, in tutti questi anni, abbiamo inquinato l’aria così tanto che ormai respirarla equivale quasi a entrare in contatto diretto con alcune sostanze tossiche. Prima la preoccupazione era capire cosa inquinava l’aria, ma non abbiamo fatto nulla per evitare l’utilizzo di sostanze inquinanti; oggi abbiamo capito che è mutata la composizione dell’aria delle città, che quindi siamo messi maluccio e che forse conviene fare qualcosa per impedire di peggiorare la situazione. Domani che succederà?

Fonti: http://www.ecoblog.it/post/113353/lo-smog-e-cancerogeno-e-per-loms-e-laria-esterna-inquinata-la-causa-delle-malattie
http://www.informarexresistere.fr/2013/10/22/cancro-laria-che-respiriamo-pericolosa-come-fumo-di-sigarette-o-amianto/