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Salute

Prove scientifiche confermano che l’inquinamento può causare il cancro

L’aria che respiriamo ogni giorno è diventata inquinata da una miscela di sostanze cancerogene. Finora sapevamo che l’inquinamento poteva provocare disturbi cardiaci o respiratori, adesso sappiamo che può essere anche responsabile delle morti per cancro. Le prove scientifiche sono oramai evidenti“. Queste sono le dichiarazioni di Kurt Straif, responsabile della monografia edita dallo IAR (International Agency for Research on Cancer). Gli agenti inquinanti che da sempre sono stati reputati nocivi comprendevano scarichi di motori diesel, solventi, metalli e polveri sottili; ma ora per la prima volta, grazie ad alcuni studi, l’aria inquinata è stata considerata come causa di cancro.
Anche l’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA) ha pubblicato un rapporto sulla qualità dell’aria europea tra il 2002 e il 2011: in questi anni è stato registrato un tasso di inquinamento delle città in continua crescita. La percentuale delle polveri sottili e dell’ozono, inoltre, superano i limiti stabiliti dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità). Non a caso in questi ultimi tempi sono stati rilevati numerosi casi di peggioramento della salute, dalle solite allergie alle malattie più gravi di tipo polmonare e/o cardiovascolare. Ormai non si sono più dubbi: lo smog è cancerogeno ed è classificato come una delle sostanze più pericolose e dannose per la salute. Per i più attenti tutto ciò può sembrare banale: l’aria inquinata fa male, è ovvio. Ma è proprio questa superficialità che deve essere messa in evidenza, o perlomeno, la sua gravità.
In merito a ciò, la dichiarazione di Dana Loomis, vice-direttore della sezione monografie dello IAR, è esplicativa: “Il nostro compito è stato quello di valutare nel complesso l’aria che si respira piuttosto che concentrarsi su specifici inquinanti atmosferici. I risultati degli studi esaminati sottolineano una stessa direzione: il rischio di sviluppare il cancro ai polmoni è significativamente aumentato nelle persone esposte all’aria inquinata“. Cioè, in tutti questi anni, abbiamo inquinato l’aria così tanto che ormai respirarla equivale quasi a entrare in contatto diretto con alcune sostanze tossiche. Prima la preoccupazione era capire cosa inquinava l’aria, ma non abbiamo fatto nulla per evitare l’utilizzo di sostanze inquinanti; oggi abbiamo capito che è mutata la composizione dell’aria delle città, che quindi siamo messi maluccio e che forse conviene fare qualcosa per impedire di peggiorare la situazione. Domani che succederà?

Fonti: http://www.ecoblog.it/post/113353/lo-smog-e-cancerogeno-e-per-loms-e-laria-esterna-inquinata-la-causa-delle-malattie
http://www.informarexresistere.fr/2013/10/22/cancro-laria-che-respiriamo-pericolosa-come-fumo-di-sigarette-o-amianto/

Monsanto: salute, ambiente ed economia in pericolo

La Monsanto è una multinazionale produttrice di mezzi tecnici per l’agricoltura, sementi transgeniche (OGM) e, dal 2005, anche di sementi convenzionali. Da circa 90 anni è tra le industrie chimiche più importanti degli Stati Uniti: ma questo non vuol dire che sia anche tra quelle più affidabili.
Infatti, è stato dimostrato diverse volte nel corso degli anni che le principali sostanze utilizzate dall’azienda sono tossiche. Ad esempio: policlorobifenili (oppure PCB), diossine, erbicida glifosato, pesticidi aventi svariate tossine; tutte sostanze cancerogene e cause di malattie che poi vengono scaricate illegalmente nei corsi d’acqua che bagnano piante e terreni, e in cui vivono pesci e altri organismi che possono finire direttamente nei nostri cibi. Ma la Monsanto non si assume nessuna responsabilità: per evitare contrasti con ricercatori onesti, procede all’acquisto di compagnie che operano nello stesso campo per poterle poi sfruttare secondo i propri interessi (vedi, tra le più recenti, la Beeologics nel 2011). Inoltre, di solito si pensa che gli OGM (responsabili di danni al fegato e ai reni) necessitino di poca acqua, ma è l’esatto contrario: ce ne vuole il doppio, insieme a un enorme consumo di combustibili fossili. Così, vi è un enorme impatto sul cambiamento climatico e  l’agricoltura sostenibile va a farsi benedire insieme alla biodiversità. La concorrenza poi è scarsa, proprio a causa della tipologia di contratto che la Monsanto offre: per esempio, una delle numerose clausole impone il divieto di conservazione e riutilizzo dei suoi semi. Insomma, si tratta di un monopolio che se non compra i competitori, allora li disintegra, anche grazie ad alcuni potenti individui che ne fanno parte e che ricoprono ruoli politici di un certo spessore.
Questa situazione non riguarda solo gli Stati Uniti, perciò bisogna fare molta attenzione. Cinque anni di intercettazioni di WikiLeaks hanno dimostrato che il Dipartimento di Stato ha insistito per diffondere i prodotti della Monsanto in tutto il mondo. Ma allora come si può evitare l’avvelenamento? Prima di tutto, bisognerebbe adottare un preciso sistema di etichettatura dei prodotti; poi informarsi e informare è indispensabile per fare in modo che ci sia maggiore chiarezza e conoscenza della situazione; infine, concretizzare la possibilità di fare causa a industrie che con gli OGM causano danni all’ambiente e alla salute. Lo scorso 25 maggio c’è stata la “Marcia contro la Monsanto” in circa 300 paesi in tutto il mondo, un civile movimento di protesta che ha avuto una buona risonanza negli USA ma che altrove, come al solito, non ha avuto lo stesso effetto. Quindi ora lo sai e se non vuoi intossicarti dai un’occhiata nel web per vedere cosa ci stanno facendo.

Scie chimiche: per approfondire

Spesso si fa molta confusione, soprattutto quando entrano in gioco lo scetticisimo e la disinformazione. Il tema delle scie chimiche è molto controverso, diverse persone tentano di formulare delle ipotesi convincenti, altre forniscono spiegazioni senza nemmeno provare ad approfondire l’argomento. Vale la pena farsi un giro tra i contenuti di sciechimiche.org, un sito web ricchissimo di informazioni, documenti, dossier, articoli, foto, video e altri vari links.

Cosa sono quelle scie biancastre che alcuni aerei lasciano dietro? Semplice: sono scie di condensazione, ovvero i gas caldi prodotti dai motori degli aerei entrano in contatto con con l’aria fredda dell’atmosfera favorendo il processo di condensazione. Normalmente, le scie di condensazione si dissolvono entro 50 secondi, o al massimo in pochissimi minuti: insomma, non possono durare a lungo. La loro formazione deriva da precise condizioni atmosferiche:

– Temperatura inferiore ai 40°C
– Umidità relativa non inferiore al 70%
– Quota di almeno 8000 metri.

Ma vi sono anche delle scie che non rientrano in questi parametri: sono larghe, possono durare anche ore e si dilatano formando una patina biancastra persistente. Ciò sarebbe dovuto a causa dell’azione delle sostanze chimiche come sali di bario, ossido di alluminio, torio e altri metalli pesanti. Nessun governo ha voluto affrontare seriamente questo problema, quindi non si possono conoscere con esattezza i contenuti delle scie e lo scopo del loro impiego. Quello che è sicuro è che molti ricercatori, da un po’ di tempo a questa parte, hanno iniziato a raccogliere dati e informazioni per analizzare meglio questo fenomeno, e che i composti chimici finora individuati possono rivelarsi molto dannosi per l’ambiente e la nostra salute. Infatti, l’eccessiva esposizione ambientale del solo alluminio può essere la causa di malattie neurodegenerative, come l’Alzheimer, il morbo di Parkinson e la sclerosi laterale amiotrofica.

Perché dovremmo farci del male? Ormai questa domanda non sorprende quasi più. Le principali ipotesi sono legate al controllo climatico e al campo militare, nello specifico al caso H.A.A.R.P.. L’atteggiamento giusto sarebbe quello di non dare per scontato che siano tutte sciocchezze, ma di indagare con occhio critico le informazioni alternative che spesso si trovano nel web. Per questo invito tutti a visitare il sito per consultare le foto, i video, le analisi chimiche, le documentazioni storiche e le ipotesi.

L’Aulin è tossico, ma in Italia è ancora in commercio

L’Aulin è il nome commerciale di un antinfiammatorio che contiene il principio attivo Nimesulide, il quale comporterebbe degli effetti molto dannosi per il fegato. Nel 2002 la Spagna, la Finlandia e l’Irlanda furono i primi paesi a ritirare dal commercio i farmaci che contenevano questo principio attivo, evidente causa di tossicità epatica. Successivamente nel 2010 Belgio, Danimarca, Olanda, Spagna e Svezia hanno ritirato il farmaco dal mercato; invece Germania e Gran Bretagna non hanno mai permesso che venga messo in commercio.

L’Irish Medical Board in un documento ufficiale riporta che “Il danno epatico è un raro ma grave effetto collaterale del nimesulide. Tuttavia abbiamo ricevuto dati provenienti dall’Unità Nazionale di trapianto di fegato del St Vincent University Hospital, i quali parlano di sei pazienti che hanno richiesto trapianto di fegato dopo il trattamento con il nimesulide. Da quando il prodotto ha fatto ingresso in Irlanda nel 1995, si sono registrati un totale di 53 segnalazioni. Tra queste nove casi di insufficienza epatica, sei dei quali provenivano da l’Unità Nazionale trapianto di fegato e tre casi mortali di insufficienza epatica.
Invece in Italia, chissà per quale sconosciuto motivo, il farmaco circola tuttora indifferentemente. Nel 2008 la SIF (Società Italiana di Farmacologia) dichiarò che i benefici apportati dal farmaco restavano superiori ai rischi. L’allora Ministro della Salute, Girolamo Sirchia, dichiarò: “Stiamo valutando. Anche se non abbiamo alcuna evidenza in questo senso, si procederà esaminando le schede delle valutazioni per verificare se in Italia sono stati rilevati casi analoghi, ma a noi, fino ad oggi, non sono arrivate segnalazioni di effetti collaterali gravi. Occorre poi che i nostri dati vengano confrontati con quelli degli altri paesi europei prima di prendere decisioni“.

Insomma, così sembra che il farmaco non sia pericoloso in sé, ma potrebbe diventarlo nel caso in cui venga somministrato nelle modalità sbagliate. Però un’ipotesi del genere  non sembrerebbe  reggere. Nel maggio 2008 un’inchiesta gestita dal magistrato Raffaele Guariniello ha portato alla scoperta un sistema illecito che potrebbe aver rovinato la salute di alcuni cittadini. Un  funzionario dell’Aifa (l’Agenzia italiana del farmaco) avrebbe ritirato mazzette per evitare i controlli sul farmaco. Quindi ulteriori ipotesi iniziano a prendere forma: la convenienza economica di alcuni individui ottenuta attraverso traffici e gestioni illegali; e l’interesse delle grandi case farmaceutiche le quali, visto l’uso diffuso del farmaco, sono restie nel sospenderne il commercio. In tal caso ci troveremmo nella solita situazione in cui l’élite schiaccia imperturbabilmente gli umili bisognosi. E si tratta della salute delle persone, mica di un gioco…

Antibiotici: attenzione alla modalità di somministrazione

In alcuni casi gli antibiotici possono salvare la vita. Ma il passaggio da un uso specifico ed occasionale ad uno ampio o addirittura preventivo è molto pericoloso. Tante persone mostrano sempre più insofferenza anche per dei semplici raffreddori o piccole infezioni. Si vuole guarire immediatamente, con ogni mezzo.

Il nostro apparato digerente è costituito da uno strato di batteri che protegge da eventuali parassiti e tossine. In effetti, si tratta di una mucosa che funge da barriera per la protezione del nostro organismo. Di notevole importanza anche le funzioni della flora intestinale: essa garantisce l’integrità della mucosa intestinale, favorisce i processi digestivi, produce alcune vitamine e aminoacidi. Nella stragrande maggioranza dei casi, il malfunzionamento della flora batterica è causato proprio dall’azione degli antibiotici. Gli effetti che si possono ottenere a causa di un uso non corretto di antibiotici sono i seguenti:
– distruzione di batteri benefici dell’organismo, non solo nell’intestino, ma anche in altri organi e tessuti;
– trasformazione di batteri, virus e funghi da benigni a patogeni;
– cambiamento della composizione di alcuni batteri che quindi, per essere eliminati, necessitano dell’azione di antibiotici più potenti, aggressivi e pericolosi;
– danneggiamento del sistema immunitario.
Inoltre, a molti animali di allevamento sono somministrati antibiotici e di conseguenza i prodotti che ricaviamo da questi (latte, uova, carne) contengono antibiotici, batteri e tossine. In particolare, negli USA, il 70% degli antibiotici sono venduti per “salvaguardare” la salute degli animali.

Per evitare l’utilizzo dei tradizionali antibiotici, si potrebbe ricorrere ai probiotici per contrastare gli effetti negativi dei batteri e mantenere una sana flora intestinale. In questo caso, per evitare eventuali problemi, vorrei precisare una cosa: non sono un medico, quindi ciò che ho appena riportato sono informazioni prettamente tecniche e non devono essere intese come suggerimenti sicuri e/o ufficiali. 
Sicuramente, invece, posso consigliare di comprare prodotti biologici in modo da ridurre i rischi: leggere attentamente l’etichetta è fondamentale.
Insomma, in queste situazioni dobbiamo essere molto prudenti: c’è la nostra salute in gioco.