Un planisfero digitale attraversato da stringhe di 0 e 1

Le IA faranno tutti i nostri lavori? Forse tra 120 anni

L’intelligenza artificiale (IA) sta trasformando il trasporto, la sanità, la scienza e la finanza. E in futuro questa trasformazione potrebbe cambiare completamente le nostre abitudini.

Il Future of Humanity Institute ha condotto un sondaggio sul futuro dell’IA. Lo studio è intitolato “When Will AI Exceed Human Performance?” e sono stati intervistati diversi esperti di machine learning.

Secondo gli esperti, dovranno trascorrere almeno altri 120 anni prima che tutti i lavori verranno automatizzati.

 

Sull’automazione del lavoro

Quand’è che l’IA supererà il livello di intelligenza umana? Questo è il nocciolo del sondaggio. I risultati evidenziano che tra 45 anni metà dei posti di lavoro attualmente occupati da umani verranno sostituiti da sistemi di IA. Ecco perché gli esperti sostengono che l’IA in futuro avrà impatti sociali enormi.

Il sondaggio era incentrato su una definizione precisa: “High-level machine intelligence” (HLMI), che potremmo tradurre come “intelligenza artificiale di alto livello”. Si tratta appunto di un livello di intelligenza che le macchine raggiungeranno quando da sole saranno capaci di eseguire qualsiasi compito in modo migliore e più economico rispetto agli umani.

Gli esperti credono che nei prossimi 40 anni l’IA ci supererà nelle seguenti attività:

  • tradurre lingue, entro il 2024
  • scrivere saggi scolastici, entro il 2026
  • guidare un camion, entro il 2027
  • lavorare in un negozio al dettaglio, entro il 2031
  • scrivere un libro best-seller, entro il 2049
  • lavorare come chirurghi, entro il 2053

Gli esperti prevedono che l’arrivo dell’HLMI arriverà tra 45 anni con il 50% di probabilità. Mentre il suo avvento tra 9 anni ha una probabilità del 9%. Le loro previsioni sulla completa automazione del lavoro, invece, sono orientate ben al di là dello sviluppo dell’HLMI. Mediamente, gli esperti hanno stabilito una probabilità del 50% che tra 122 anni tutti i lavori verranno svolti dalle macchine. Hanno stabilito invece solo il 10% di probabilità per una completa automazione dei lavori tra 20 anni.

 

Le conseguenze dell’esplosione di intelligenza

La prospettiva del progresso nel settore dell’IA solleva diverse questioni. È fondamentale quindi porsi delle domande che possano evidenziare futuri rischi e opportunità legate a questo settore.

Domande come: se lo stesso sviluppo dell’IA verrà automatizzato, anche il progresso in quest’ambito diventerà esplosivo? Che effetto avrà l’HLMI sulla crescita economica? Quali risultati positivi e negativi procurerà? Cosa si dovrebbe fare per assicurarsi che questa evoluzione procuri benefici?

Nel sondaggio sono state fatte domande di questo tipo e gli analisti hanno trovato 4 risultati chiave.

1) I ricercatori credono che il settore del machine learning abbia fatto progressi negli ultimi anni. Il 67% sostiene che il progresso è stato più veloce durante la seconda metà della loro carriera. Solo il 10% ritiene che sia stato più rapido durante la prima metà della loro carriera. La durata media della carriera degli intervistati è 6 anni.

2) Il progresso esplosivo dell’IA dopo l’HLMI è considerato possibile ma improbabile. Agli esperti è stato chiesto quante probabilità ci sono che le macchine avranno nel fare molto meglio di noi in tutte le attività a partire da 2 anni dopo l’arrivo dell’HLMI. La probabilità media è stata il 10%.

3) Gli esperti credono che l’HLMI avrà impatti positivi, ma che sono possibili anche rischi catastrofici. La maggior parte di loro ritiene che la probabilità di un impatto negativo sarà bassa (10%), rispetto ad una probabilità media del 25% per risultati positivi. La probabilità di impatto estremamente negativo (cioè l’estinzione della razza umana) è stata data al 5%.

4) La società dovrebbe dare priorità alla ricerca volta a minimizzare i potenziali rischi dell’IA. Il 48% degli intervistati ritiene che la ricerca di minimizzare i rischi dell’IA dovrebbe essere prioritaria.

 

Una costante: l’incertezza

Noel Sharkey, esperto di robotica e IA presso l’Università di Sheffield, ha dichiarato alla BBC: “I risultati del sondaggio sul futuro possono essere utili in un intervallo da 5 a 10 anni. Quello è il futuro prevedibile. Una volta che si va oltre, è pura speculazione.

Secondo Sharkey, è inevitabile che le macchine supereranno gli esseri umani in molte attività. Ma egli mette in dubbio se ciò renderà la tecnologia paragonabile agli esseri umani. “Non so se sarà mai in grado di alzarsi la mattina e di capire l’umore del mio partner o se il cane deve uscire, o di prendere decisioni umane significative. E perché lo vorremmo comunque? Anche se fosse possibile, potremmo rifiutarlo entro 40 anni“.

I pareri scientifici su questo tema sono diversi e contrastanti. Gli esperti si chiedono se mai riusciremo a sviluppare un’intelligenza artificiale di livello umano. Le opinioni si differenziano non solo sulle possibilità che ciò possa accadere, ma anche sui tempi di sviluppo e sugli impatti che questa potrà avere.

Intanto possiamo già notare dei cambiamenti in alcuni settori, come quello bancario. L’IA sta modificando alcune attività lavorative, sta sostituendo alcuni compiti tipicamente svolti da umani e in futuro potrebbe addirittura creare nuove categorie di lavoro.

Ma non facciamoci trasportare troppo dagli scenari fantascientifici più negativi, proposti spesso dai media per trattare notizie di questo settore. L’importante è rimanere con i piedi per terra, come suggerisce anche Neil Jacobstein, e sviluppare IA sicure, come propone anche Stuart Russell.

Sebbene siamo ancora lontani dal confrontarci con una super IA e non abbiamo certezze, dobbiamo ricordarci che c’è sempre l’essere umano dietro questi progetti. Riuscire a limitare i propri errori è e continuerà ad essere un fattore importante per la buona riuscita di simili progetti.

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