3 categorie di lavoro che verranno create dall’IA

Le macchine ci ruberanno il lavoro. Le macchine creeranno nuovi lavori. Qual è la verità? Forse si verificheranno entrambe le cose. La verità è che nessuno può saperlo con precisione.

Questa volta esaminiamo la seconda ipotesi attraverso una ricerca fatta dal MIT Sloan Management Review sulla base di uno studio di Accenture che verrà pubblicato questa estate con il titolo “How Companies Are Reimagining Business Processes With IT“.

La ricerca del MIT SMR descrive 3 nuove categorie di lavoro che nasceranno grazie all’IA. Vediamo quali sono e come sono organizzate.

 

1. Istruttori

Questa prima categoria comprende quelle persone che insegneranno ai sistemi di IA determinate funzionalità. Col trascorrere degli anni è sempre più evidente questa tendenza. Da un lato vediamo tecnici che lavorano affinché i sistemi per l’elaborazione del linguaggio naturale e per la traduzione facciano meno errori. Dall’altro osserviamo come questi tecnici insegnano agli algoritmi ad imitare il comportamento umano.

Si tratta di un lavoro molto importante. Per esempio, i chatbot per l’assistenza ai clienti devono essere istruiti per cogliere le complessità e le sottigliezze della comunicazione umana. Alcune aziende lo fanno già da un po’ di tempo. Gli ingegneri di Yahoo hanno sviluppato un algoritmo che rileva il sarcasmo sui social media con un’accuratezza dell’80%. In futuro, gli istruttori si dedicheranno esclusivamente a queste attività per fare in modo che i sistemi di IA capiscano bene il nostro linguaggio e le nostre intenzioni.

Immagina un istruttore per l’empatia. Istruttori che insegnano alle IA a mostrare compassione, ad imitarla. La startup Kemoko Inc. ha sviluppato un sistema di apprendimento automatico che può aiutare gli assistenti digitali come Siri e Alexa a rispondere più “empaticamente”. Ovvero, a rispondere alle persone frustrate perché i loro bagagli sono stati persi o perché un prodotto è difettoso. L’obiettivo è rendere il sistema di IA capace di comunicare con la giusta dose di comprensione, compassione e umorismo.

Con l’aiuto degli istruttori, le IA diventeranno molto più utili e risulteranno più amichevoli per gli umani.

 

2. Spiegatori

Sì, suona un po’ male in italiano. Ma anche il ruolo degli “explainers“, secondo lo studio, sarà importante. Saranno coloro che colmeranno il divario conoscitivo tra i tecnologi e gli imprenditori. Forniranno chiarimenti sulle funzioni delle IA, che diventano sempre più opache. Molti dirigenti si sentono a disagio nell’avere a che fare con la “scatola nera” degli algoritmi. Soprattutto quando i sistemi di IA suggeriscono di agire contro credenze ampiamente accettate.

Alcuni governi hanno già considerato di stabilire dei regolamenti in quest’ambito. Ad esempio, il nuovo regolamento europeo sulla protezione dei dati, che dovrebbe entrare in vigore nel 2018, creerà una sorta di “diritto alla spiegazione”. Tale diritto consentirà ai consumatori di mettere in discussione e combattere qualsiasi decisione che li riguarda fatta puramente su base algoritmica.

Le aziende che offrono servizi di IA avanzata avranno bisogno di persone in grado di spiegare il funzionamento interno degli algoritmi complessi a professionisti non tecnici. Ad esempio, gli analisti forensi che adotteranno sistemi di IA saranno responsabili dei risultati degli algoritmi. Se un sistema di IA commetterà un errore o se le sue decisioni avranno conseguenze negative involontarie, l’analista dovrà indagare sull’evento per comprendere le cause di tale comportamento, consentendone la correzione.

Alcuni tipi di algoritmi sono relativamente semplici da spiegare. Altri, come quelli per l’apprendimento automatico, sono più complicati. Tuttavia, l’analista forense dovrà possedere competenze adeguate per eseguire indagini dettagliate e per spiegare i risultati con chiarezza.

 

3. Sostenitori

L’ultima categoria di lavoro individuata nella ricerca è quella dei sostenitori. Saranno coloro che garantiranno il funzionamento corretto dei sistemi di IA e che affronteranno con la dovuta urgenza le conseguenze involontarie. In un sondaggio condotto stesso dal MIT SMR, i ricercatori hanno scoperto che meno di un terzo delle aziende ha un alto grado di fiducia nella correttezza e nella verificabilità dei propri sistemi di IA. Invece, meno della metà ha fiducia nella sicurezza di questi sistemi.

Ciò significa che ci sono delle questioni cruciali da risolvere nell’ambito dell’IA e i sostenitori avranno un ruolo decisivo. Una delle loro funzioni più importanti sarà la gestione delle norme etiche. Agiranno come sorveglianti e difensori dei valori umani. Interverranno se, per esempio, le IA agiranno in modo discriminatorio nei confronti delle persone in base all’etnia, alla provenienza geografica, alla religione e così via. I sostenitori potranno lavorare con gli spiegatori per scoprire motivi decisionali e per correggere gli errori.

Si tratta di un campo d’azione molto delicato e complesso. Il rapporto tra etica e IA pone sfide enormi. Quelle discusse più di recente riguardano il trasferimento dei pregiudizi umani nelle IA e come programmare la morale per le macchine. Sono stati anche redatti 23 princìpi per lo sviluppo di un’intelligenza artificiale benefica durante l’ultima Asilomar Conference. Secondo alcuni esperti, in futuro l’IA diventerà sempre più autosufficiente.

Alcuni ricercatori presso la School of Interactive Computing del Georgia Institute of Technology hanno sviluppato un’IA chiamata Quixote che può apprendere l’etica leggendo delle semplici storie. È solo un prototipo, ma il sistema è già in grado di invertire i valori umani attraverso le storie su come gli umani interagiscono tra loro. Ha già appreso, per esempio, perché rubare non è una buona idea e che l’impegno per l’efficienza va bene solo se non è in conflitto con altre importanti considerazioni. Ma anche tenuto conto di tali innovazioni, i sostenitori dell’etica umana svolgeranno un ruolo fondamentale nel monitoraggio e nell’assistenza per il corretto funzionamento dei sistemi avanzati.

 

Esempi di ruoli futuri

Il MIT SMR ha proposto anche una tabella con i possibili ruoli per ciascuna nuova categoria che i lavoratori potranno svolgere in futuro nel settore dell’IA. Ho riportato i contenuti qui di seguito.

Per la categoria “istruttori” potremo assistere alla nascita dei seguenti ruoli.

  • Istruttore per il tono del linguaggio dei clienti e per il significato: insegna ai sistemi di IA ad andare oltre il significato letterale di una comunicazione e a rilevare, ad esempio, il sarcasmo.
  • Modellatore dell’interazione della macchina intelligente: modella il comportamento della macchina in base al comportamento delle persone. Ad esempio, un sistema di IA imparerà dalle azioni di un ragioniere come adattare automaticamente i pagamenti alle fatture.
  • Istruttore per la visione del mondo: addestra i sistemi di IA a sviluppare una visione globale in modo che consideri varie prospettive culturali per le sue azioni.

Per la categorie “spiegatori” ci saranno altri tre ruoli importanti.

  • Progettista di contesto: progetta decisioni intelligenti basate sul contesto imprenditoriale, l’attività e fattori personali, culturali e professionali.
  • Analista della trasparenza: classifica i diversi tipi di opacità (e gli effetti corrispondenti sull’attività aziendale) degli algoritmi e aggiorna un inventario di queste informazioni.
  • Stratega per l’utilità dell’IA: determina se adottare o meno l’IA per applicazioni specifiche.

Infine, per quanto riguarda la categoria “sostenitori”, ecco altri futuri ruoli.

  • Eticista dell’automazione: valuta l’impatto non economico delle macchine intelligenti, sia positivo sia negativo.
  • Economista dell’automazione: valuta il costo della scarsa prestazione della macchina.
  • Gestore delle relazioni con le macchine: “promuove” gli algoritmi che funzionano bene e “boccia” gli algoritmi con scarse prestazioni.

 

Una grande sfida futura nel business dell’IA

Secondo la ricerca, coloro che lavoreranno sull’empatia probabilmente non avranno bisogno di una laurea. Basterà un diploma di scuola superiore ed essere particolarmente empatici (caratteristica misurabile). Le competenze necessarie potranno essere fornite tramite programmi di formazione aziendali.

D’altra parte, un certo numero di nuovi lavori forse richiederà studi avanzati e abilità altamente specializzate. Quindi, l’aggiornamento delle competenze e la formazione dei dipendenti sarà sempre più importante per le aziende che lavoreranno in questo settore.

Arriveremo al punto di affidare gran parte delle attività lavorative alle macchine? Difficile stabilirlo, sia a causa della diversità dei settori sia per le sfumature etiche e sociali che rientrano nel discorso del progresso tecnologico.

Ray Kurzweil sostiene che lasciando la maggior parte del lavoro alle macchine, avremo più tempo a disposizione per fare ciò che ci piace e ciò che non possiamo fare in una società dove si lavora per vivere. Secondo Kevin Kelly, invece, il futuro del lavoro vedrà sempre più una collaborazione tra macchine e umani.

Siamo in una fase di continua evoluzione digitale. Le IA stanno trasformando il modo in cui lavoriamo e le nostre abitudini. E come per tante trasformazioni tecnologiche, le sfide sono spesso più umane che tecniche.

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Fonte: MIT Sloan Review


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