Il futurista Gerd Leonhard ha pubblicato un estratto del suo nuovo libro “Technology vs Humanity“. Le sue osservazioni critiche riguardano le trasformazioni tecnologiche a cui stiamo assistendo e a cui assisteremo. Trasformazioni che ricadranno non solo sulla società e sull’economia, ma anche sulla nostra biologia.

L’estratto è una buona occasione per capire cosa possiamo trovare nel libro e qual è il suo approccio. Lo puoi trovare qui. Ho pensato potesse interessare, quindi l’ho tradotto: lo trovi di seguito.

 

“Technology vs Humanity”: uno spezzone

Come farà l’umanità a prevalere di fronte a un rapido e onnicomprensivo cambiamento tecnologico?

Il nostro mondo sta entrando in un periodo di cambiamento veramente trasformativo e molti di noi si sorprenderebbero della portata e del ritmo degli sviluppi che semplicemente non abbiamo previsto. In questi progressi tecnologici esponenziali si trova un potenziale enorme. Ma con queste opportunità arrivano anche nuove enormi responsabilità. Una valanga di cambiamenti tecnologici rimodellerà la vera essenza dell’umanità e toccherà ogni aspetto della vita del nostro pianeta.

In passato, ogni cambiamento radicale nella società umana è stato accompagnato principalmente da un fattore chiave – dal legno, la pietra, il bronzo e il ferro al vapore, l’elettricità, l’automazione della fabbrica e internet. Oggi, tuttavia, una serie di mega-cambiamenti* indotti dalla scienza e dalla tecnologia stanno arrivando insieme e ridisegneranno non solo il commercio, la cultura e la società, ma anche la nostra biologia ed etica.

Vorrei essere chiaro su questo libro. Technology vs Humanity non è né una celebrazione della rapida rivoluzione tecnologica in ascesa né un lamento sulla caduta della civiltà. Se, come me, sei un appassionato/a di cinema, allora probabilmente hai già avuto abbastanza avvertenze dalle visioni utopiche e distopiche di Hollywood. Il futuro non verrà creato sulla paura!

L’obiettivo del mio libro è quello di amplificare e accelerare il dibattito su come si può guidare, sfruttare e controllare lo sviluppo della scienza e della tecnologia per raggiungere il loro scopo primario che, a mio avviso, è servire l’umanità e promuovere la prosperità umana su tutto il pianeta.

La mia ambizione è portare la discussione oltre i settori dei tecnologi esuberanti e degli analisti e accademici riflessivi per esprimere una serie di preoccupazioni che sono lontane dall’essere affrontate o anche riconosciute dalla popolazione in generale. Da futurista – e sempre più da uno che vive il momento** – spero anche di dare una presenza reale e un’urgenza attuale a un futuro che per molti sembra ancora al di là di ogni comprensione e immeritevole di attenzione.

Questo libro è volutamente progettato per essere l’inizio di una discussione appassionata su ciò che credo sia al momento la conversazione più importante del mondo. Credo che il mio ruolo qui sia quello di aprire e catalizzare il dibattito, perciò ho costruito un manifesto vivace piuttosto che una guida. E ovviamente, in futuro, molti dei miei discorsi, interventi e filmati approfondiranno anche i temi delineati nel libro.

Credo che abbiamo bisogno di fare un passo indietro dai dibattiti di esperti su cosa è possibile e come ottenerlo. Iniziare con un’esplorazione di scopo e significato più essenziale e definire quale ruolo vogliamo che queste tecnologie trasformative svolgano per servire l’umanità: solo perché possiamo non significa che dovremmo!

Nel libro ho esposto quelle che credo siano le forze motrici del cambiamento e presentato una valutazione dei loro impatti e delle implicazioni potenziali. Ho evidenziato molte domande fondamentali sollevate dal ritmo accelerato ed esponenziale dello sviluppo nei molteplici settori della scienza e della tecnologia. Propongo di mettere la felicità umana e il benessere al centro del processo decisionale e dei processi amministrativi che determineranno gli investimenti futuri nella ricerca scientifica e tecnologica, nello sviluppo e nella commercializzazione. Perché alla fine, la tecnologia non è ciò che cerchiamo, ma come cerchiamo.


* Il termine originale è “megashifts“.
** Leonhard adotta il termine “nowist” in contrasto con “futurist“. In assenza di un preciso corrispettivo italiano, possiamo intenderlo come chi presta attenzione all’attualità, chi vive il momento.


Immagine grafica di una mano robotica che sta girando una "manopola della felicità"

 

Un prologo per il futuro

L’umanità cambierà più nei prossimi 20 anni rispetto a quanto è cambiata nei precedenti 100 anni

Gli esseri umani spesso desumono il futuro dal presente, o anche dal passato. Il presupposto è che tutto ciò che ha funzionato bene per noi fino ad ora dovrebbe servirci bene anche in futuro in qualche forma leggermente migliorata. Eppure, la nuova realtà è che a causa del maggior impatto dei cambiamenti tecnologici esponenziali e combinatori (come spiegherò in questo libro), è molto improbabile che il futuro sarà un’estensione del presente. Invece, sarà di sicuro completamente diverso perché la struttura e la logica sottostante sono cambiate. Pertanto, con il mio lavoro di futurista provo a intuire, immaginare e immergere me stesso nel prossimo futuro (5-8 anni) e poi torno indietro piuttosto che proiettarmi verso di esso.

Questo libro è sia un resoconto di quel futuro sia una sorta di manifesto, un appello appassionato per fermarci e pensare prima di essere spazzati tutti via dal vortice magico della tecnologia per poi diventare meno umani e non più umani. Ora è un buon momento per ricordare che il futuro non solo si verifica, ma è creato da noi, ogni giorno. E saremo ritenuti responsabili per le decisioni che prendiamo in questo preciso momento.

Sento che stiamo vivendo in uno dei momenti più emozionanti della storia del genere umano e di solito sono molto ottimista sul futuro. Tuttavia, abbiamo chiaramente bisogno di definire e mettere in pratica un approccio più olistico per la tecnologia, allo scopo di salvaguardare la vera essenza del significato di esseri umani.

Siamo al punto di flesso di una curva esponenziale in molti settori della scienza e della tecnologia. Un punto in cui il raddoppio di ogni periodo di misurazione sta diventando più significativo (vedi la Legge di Moore). Questo ritmo esponenziale di sviluppo è ormai evidente in tutto il mondo, anche nei settori come il deep learning, la genetica, le scienze dei materiali.

Anche il tempo necessario per ogni prestazione esponenziale è in declino in molti campi e ciò sta guidando il potenziale per il cambiamento fondamentale in ogni attività sul pianeta. In termini pratici, ora siamo oltre la fase nella vita della curva dove era difficile valutare del tutto se qualcosa stesse succedendo. Ad esempio, non ci stiamo muovendo più a piccoli passi da 0.01 a 0.02 o da 0.04 a0.08.

Un grafico mostra il progresso esponenziale delle tecnologie rispetto agli umani
“La tecnologia è esponenziale, gli umani no.”

Allo stesso tempo, per fortuna, non siamo ancora al punto in cui tali raddoppi sono così grandi che i risultati sconvolgeranno la nostra comprensione ed inibiranno la nostra capacità di agire. Per mettere le cose in prospettiva, a mio avviso siamo a un livello di performance relativa di circa 4 nella maggior parte dei campi e il prossimo passo esponenziale ci porterà a 8, invece di un aumento più lineare a 5! Questo è il momento in cui gli aumenti esponenziali stanno iniziando a importare davvero. La tecnologia ora sta guidando i cambiamenti esponenziali in tutti i settori della nostra società: dall’energia, il trasporto, la comunicazione e i media fino alla medicina, la salute, l’alimentazione e l’energia.

Lo testimoniano cambiamenti recenti nell’industria automobilistica. Durante gli scorsi 7 anni siamo passati dalle auto elettriche con una portata di meno di 50 miglia alle ultime Tesla e BMWi8 che promettono più di 300 miglia con una singola carica. Siamo anche passati da una manciata di stazioni di ricarica al sorprendente fatto che New York ha più stazioni di ricarica per veicoli elettrici che distributori di benzina. Quasi ogni mese c’è un’innovazione nell’efficienza delle batterie, una limitazione che negli ultimi 10 anni è stata una delle più grandi barriere per l’adozione di massa dei veicoli elettrici. Presto caricheremo i nostri veicoli elettrici una sola volta a settimana, poi una volta al mese e infine una volta all’anno. E poche persone saranno ancora interessate alle auto di lusso tradizionali con i buoni vecchi motori a gas!

Lo testimonia il sempre più drastico calo del costo del sequenziamento umano, con il prezzo che sta scendendo dai 10 milioni di dollari nel 2008 ai circa 800 dollari di oggi. Immagina cosa potrebbe succedere quando supercomputer esponenzialmente più potenti si sposteranno nel cloud e saranno disponibili a ogni struttura medica o laboratorio. Il costo del sequenziamento del genoma di un individuo dovrebbe scendere rapidamente sotto i 50 dollari. Poi, immagina il profilo del genoma di 2 miliardi di persone caricato su un cloud sicuro (si spera in modo anonimo!) per scopi di ricerca, sviluppo e analisi in gran parte eseguiti dall’intelligenza artificiale (IA) in esecuzione su quegli stessi supercomputer.

Le possibilità scientifiche che verranno liberate spazzeranno via tutto ciò che abbiamo sognato e nel frattempo porteranno enormi sfide etiche. Aumento notevole della longevità per coloro che hanno il budget, l’abilità di ri-programmare il genoma umano e, potenzialmente, la fine dell’invecchiamento o addirittura della morte. I ricchi vivranno per sempre mentre i poveri non potranno nemmeno permettersi le pillole per la malaria?

Tali sviluppi esponenziali suggeriscono che continuare a immaginare il nostro futuro in modo lineare probabilmente porterà a ipotesi catastroficamente difettose sulla portata, la velocità e i potenziali impatti del cambiamento. Ciò potrebbe essere una delle ragioni per cui così tante persone non riescono a cogliere le crescenti preoccupazioni sulla tecnologia che surclassa l’umanità. Sembra tutto così lontano e, per il momento, piuttosto innocuo perché siamo solo a 4 su questa curva. Questioni come la crescente perdita di privacy, la disoccupazione tecnologica o la dequalificazione umana non sono ancora abbastanza vicine. Ma ciò è destinato a cambiare molto rapidamente!

È anche importante rendersi conto che i maggiori cambiamenti avverranno a causa dell’innovazione combinatoria, cioè sfruttando allo stesso tempo alcuni dei mega-cambiamenti (come spiegato nel capitolo 4) e gli elementi di rottura. Ad esempio, siamo sempre più assistendo ad aziende che uniscono concetti come Big Data e Internet of Things (IoT) con l’IA, la mobilità e il cloud per creare nuove offerte estremamente dirompenti.

Basti dire che niente e nessuno eviterà di essere toccato dai cambiamenti in serbo per noi, che siano realizzati con la buona volontà, ignorando o trascurando di considerare le conseguenze non volute, o con intento dannoso. Da un lato, inimmaginabili scoperte tecnologiche possono migliorare notevolmente la nostra vita e incoraggiare enormemente la prosperità umana (vedi il capitolo 10 sulla felicità e su cosa ‘prosperità’ può significare in futuro). D’altra parte, alcuni di questi cambiamenti tecnologici esponenziali possono pregiudicare il tessuto stesso della società e, infine, mettere in discussione la nostra stessa umanità.

Nel 1993, l’informatico (e famoso autore di fantascienza) Vernon Vinge scrisse: ‘Entro 30 anni, avremo i mezzi tecnologici per creare un’intelligenza sovrumana. Poco dopo, l’era umana finirà. Questo progresso è evitabile? Se non è da evitare, gli eventi possono essere guidati in modo che possiamo sopravvivere?‘.

Hellven

 

Benvenuto all’HellVen!

Sta rapidamente diventando chiaro che il futuro delle relazioni uomo-macchina dipenderà molto dal sistema economico che le crea. Stiamo affrontando ciò che chiamo sfide HellVen (fusione di hell/heaven). Ci stiamo muovendo alla velocità della luce verso un mondo che da una parte può somigliare al Nirvana, dove non dovremo più lavorare per vivere, gran parte dei problemi sarà risolta dalla tecnologia e godremo di una sorta di abbondanza universale – a volte indicata come ‘Star Treck economy‘.

Oppure, dall’altra parte, il futuro potrebbe inaugurare una società distopica che è orchestrata e supervisionata dai supercomputer, rete di bot e agenti software super-intelligenti – macchine e algoritmi, cyborg e robot – o piuttosto da chi li possiede. Un mondo in cui gli umani non-aumentati possono essere tollerati come animali domestici o come delle seccature necessarie, nel migliore dei casi; oppure sono ridotti in schiavitù da una congrega di divinità cyborg, nel peggiore dei casi. Una società oscura che verrebbe dequalificata, desensibilizzata, disincarnata e interamente de-umanizzata.

“Si può vivere per vedere gli orrori umani oltre la propria comprensione.” – Nikola Tesla

È un punto di vista paranoico?

Consideriamo ciò che alcuni di noi stanno già assistendo nella vita quotidiana: tecnologie digitali onnipresenti a basso costo ci hanno consentito di esternalizzare il nostro pensiero, le nostre decisioni e le nostre memorie per i dispositivi mobile convenienti e i cloud intelligenti che sono alla loro base. Questi ‘cervelli esterni’ si stanno trasformando rapidamente dal conoscere-me al rappresentare-me per essere-me. Infatti, stanno iniziando a diventare copie digitali di noi stessi – e se questo pensiero non ti preoccupa ancora, immagina ciò amplificato 100 volte nei prossimi 5 anni.

Guidare in una città sconosciuta? Impossibile senza Google Maps. Non so dove mangiare stasera? Me lo dirà TripAdvisor. Non ho tempo per rispondere a tutte le email? Il nuovo assistente intelligente di Gmail lo farà per me.

Per quanto riguarda la convergenza uomo-macchina, non siamo ancora in un mondo dove ce ne stiamo a casa mentre il nostro sosia cyborg vive la nostra vita per noi, come nel film del 2009 “Surrogates” [Il mondo dei replicanti] con Bruce Willis. Né siamo ancora in grado di comprare sintetizzatori simili agli umani che possano compiere delle attività e fare compagnia come nella serie tv ‘Humans’ del 2015 trasmessa da AMC, ma non siamo neanche poi così lontani.

In questo libro spiegherò perché non credo che si avrà uno scenario distopico. Allo stesso tempo, sosterrò che ora stiamo affrontando alcune scelte fondamentali quando si tratta di decidere e pianificare in che misura permetteremo alla tecnologia di impattare e plasmare le nostre vite, le vite dei nostri cari e le vite delle generazioni future. Alcuni esperti potrebbero dire che siamo già oltre il punto per prevenire questi cambiamenti e che questa è solo la prossima fase della nostra evoluzione ‘naturale’. Non sono affatto d’accordo e spiegherò come penso che gli umani possano emergere come vincitori in questo prossimo scontro tra l’uomo e le macchine.

 

La tecnologia e l’umanità stanno convergendo e siamo a un punto di svolta

Quando ho iniziato a scrivere questo libro e ad intrecciare i temi nei miei discorsi, 3 importanti parole sono emerse e si sono distinte: esponenziale, combinatorio e ricorsivo.

1. Esponenziale. La tecnologia sta progredendo esponenzialmente. Ad esempio, 1-2-4-8-16, non 1-2-3-4-5 ecc. Anche se le leggi basilari della fisica possono impedire che i microchip diventino significativamente più piccoli di quanto non lo siano già oggi, in genere il progresso tecnologico segue ancora la Legge di Moore. La curva delle prestazioni vs i costi continua a crescere esponenzialmente, non in modo graduale o lineare come gli umani tendono a comprendere e ad aspettarsi. Ciò rappresenta una sfida cognitiva enorme per noi: la tecnologia cresce esponenzialmente mentre gli umani (si spera, aggiungo) rimangono lineari.

2. Combinatorio. I progressi tecnologici vengono combinati e integrati. Gli avanzamenti radicali come l’intelligenza artificiale e il deep learning, l’internet delle cose (IoT) e la modifica del genoma umano stanno iniziando a intersecarsi e ad amplificarsi. Non più applicate in specifici singoli settori. Si stanno invece diffondendo in una moltitudine di settori. Ad esempio, le tecnologie avanzate per la modifica del genoma umano come CRISPR-Cas9 possono eventualmente permetterci di sconfiggere il cancro e aumentare notevolmente la longevità. Questi sono gli sviluppi che potrebbero capovolgere l’intera logica dell’assistenza medica e sanitaria, della sicurezza sociale, del lavoro e anche dello stesso capitalismo.

3. Tecnologie come l’IA, il cognitive computing e il deep learning possono portare a miglioramenti ricorsivi (come l’auto-amplificazione). Ad esempio, stiamo già vedendo i primi esempi di robot in grado di riprogrammare o aggiornare se stessi, o di controllare la rete elettrica che li tiene in vita, che potrebbero potenzialmente arrivare a quella che è stata chiamata un’esplosione di intelligenza. Alcuni, come l’accademico di Oxford Nick Bostrom, credono che ciò potrebbe portare all’emergenza della super-intelligenza – sistemi di IA che un giorno potrebbero imparare più velocemente e superare gli umani quasi in tutto. Se possiamo progettare le IA con un QI di 500, cosa ci impedirebbe di costruirne altre con un QI di 50.000? E cosa succederebbe se lo facessimo?

Per fortuna, la super-intelligenza ricorsiva non è ancora all’immediato orizzonte. Tuttavia, anche senza questi cambiamenti, siamo già alle prese con alcuni problemi che stanno crescendo rapidamente, come il tracciamento costante delle nostre vite digitali, la sorveglianza automatica, la dequalificazione dei nostri ragazzi, la diminuzione della privacy, la perdita dell’anonimato, il furto di identità digitale, la sicurezza dei dati e molto altro ancora. Ecco perché sono convinto che la preparazione del futuro dell’umanità, positivo o distopico, viene stabilito qui, oggi.

Tecnologia vs Umanità

Siamo a un bivio cruciale e dobbiamo agire con maggiore lungimiranza, con una visione decisamente più olistica e con una gestione molto più forte, visto che sguinzagliamo tecnologie che potrebbero avere infinitamente più potere su di noi di quanto potremmo mai immaginare.

Non possiamo più adottare un atteggiamento attendista se vogliamo rimanere in controllo del nostro destino e degli sviluppi che potrebbero dargli forma. Invece, dobbiamo prestare altrettanta attenzione su cosa significherà essere o rimanere umani in futuro (cosa ci definisce come esserei umani) rispetto a quanto ne diamo allo sviluppo di tecnologie infinitamente potenti che cambieranno l’umanità per sempre.

Dovremmo fare molta attenzione a non lasciare queste decisioni al ‘libero mercato’, agli investitori di capitale a rischio, ai tecnologi aziendali o alle organizzazioni militari più grandi al mondo. Il futuro dell’umanità non dovrebbe essere un paradigma generico dell’età industriale sul profitto e sulla crescita a tutti i costi, o qualche imperativo tecnologico obsoleto che potrebbe esserci stato utile negli anni ’80. Né la Silicon Valley né le nazioni più potenti del mondo dovrebbero diventare il ‘controllo missione per l’umanità’ solo perché generano nuovi flussi di entrate.

Per fortuna, credo che al momento siamo ancora al punto 90/10: il 90% delle incredibili possibilità offerte della tecnologia potrebbe giocare a favore dell’umanità e il 10% potrebbe già essere problematico o negativo. Se riusciamo a mantenere l’equilibrio, o portarlo a 98/2, varrebbe ogni sforzo. Allo stesso tempo, quel problematico 10% (anche se al momento per gran parte non è intenzionale) potrebbe gonfiarsi rapidamente al 50% o più se non siamo esattamente d’accordo su come vogliamo che queste tecnologie servano l’umanità. Chiaramente, questo non è un buon momento per spingere solo avanti e vedere cosa succede.

 

L’intelligenza artificiale e la modifica del genoma umano sono i due principali elementi rivoluzionari

La prima grande forza nel campo delle tecnologie esponenziali è l’IA, semplicemente definita come la creazione delle macchine (software o robot) che sono intelligenti e capaci di apprendere da sole, ad esempio macchine pensanti più simili agli umani. La capacità dell’IA è ampiamente proiettata a crescere 2 volte più velocemente rispetto a tutte le altre tecnologie, superando la Legge di Moore e la crescita della potenza di calcolo, in generale.

“Chiaramente, il pericolo più grande dell’Intelligenza Artificiale è che le persone arrivano troppo presto alla conclusione che la capiscono.” – Eliezer Yudkowsky

La compagna rivoluzionaria dell’IA è l’ingegneria del genoma umano; alterare il DNA umano per porre fine ad alcune, se non a tutte, le malattie, riprogrammare i nostri corpi e forse anche porre fine alla morte.

Questi due elementi rivoluzionari e i loro vicini (che chiamo Mega-cambiamenti) avranno un impatto enorme su ciò che gli umani possono essere e saranno in meno di 20 anni.

 

Diventare come Dio?

Ray Kurzweil, Director of Engineering di Google, ha una grande influenza su ogni futurista e anche sul mio lavoro, ma è anche qualcuno che devo contraddire spesso nel mio libro. Kurzweil prevede che i computer supereranno la potenza di elaborazione di un singolo cervello umano entro il 2025 e che un singolo computer possa raggiungere la potenza di tutti i cervelli umani combinati entro il 2050.

Kurzweil suggerisce che questi sviluppi preannunceranno l’avvento della cosiddetta Singolarità, il momento in cui i computer supereranno i cervelli umani nella potenza di calcolo. Questo è il momento in cui l’intelligenza umana può diventare sempre più non-biologica, in cui per le macchine è possibile andare oltre la loro programmazione originale in modo indipendente e molto probabilmente in modo ricorsivo. Un momento decisivo nella storia umana.

Alla fine del 2015, Ray Kurzweil ha detto al suo pubblico alla Singularity University: “Evolvendo, diventiamo più vicini a Dio. L’evoluzione è un processo spirituale. C’è bellezza, amore, creatività e intelligenza nel mondo – tutto proviene dalla neocorteccia. Quindi espanderemo la neocorteccia del cervello e diventeremo più simili a Dio“.

Credo anche che il momento in cui i computer hanno la capacità del cervello umano non sia lontano, ma con Dio o senza Dio, a differenza di Kurzweil, non penso che dovremmo volontariamente rinunciare alla nostra umanità in cambio della possibilità di ottenere un’intelligenza non-biologica illimitata. Questo mi sembra un pessimo affare, un downgrade piuttosto che un upgrade, e in questo libro spiegherò perché credo appassionatamente che non dovremmo percorrere questa strada (guarda i miei video correlati sulla Singolarità).

In questo momento, nel 2016, i computer semplicemente non hanno la potenza, i chip sono ancora troppo grandi, le reti ancora non hanno la velocità e la rete elettrica in generale non può sostenere le macchine che avrebbero bisogno di tutta questa potenza. Ovviamente, questi sono ostacoli temporanei: quasi ogni giorno ci sono annunci di importanti scoperte scientifiche. E in più, numerosi progressi non pubblicizzati avverranno di sicuro nei laboratori segreti di tutto il mondo.

Dobbiamo essere pronti per la Singolarità: aperti ma critici, scientifici ma umanistici, avventurosi e curiosi ma armati di cautela, imprenditoriali ma collettivamente preparati.

La nostra intelligenza diventerà sempre più non-biologica?

 

La fantascienza sta diventando scienza di fatto

Molto presto, le macchine saranno in grado di fare cose che una volta erano dominio esclusivo dei lavoratori -colletti blu e allo stesso modo colletti bianchi – come la comprensione del linguaggio, il riconoscimento di immagini complesse, o l’uso del nostro corpo in modi altamente flessibili e adattabili. A quel punto, saremo senza dubbio totalmente dipendenti dalle macchine in ogni aspetto della nostra vita. Forse ci sarà anche una rapida fusione di uomo e macchina tramite nuovi tipi di interfacce, come la realtà aumentata, la realtà virtuale e gli ologrammi, gli impianti, le interfacce cervello-computer e parti del corpo costruite con le nanotecnologie e la biologia sintetica.

Se e quando le cose come i nanobot nel nostro sangue o gli impianti di comunicazione nel nostro cervello diventeranno possibili, chi deciderà cos’è umano? Se (come mi piace dire) la tecnologia non ha (e probabilmente non dovrebbe avere) etica, che cosa accadrà con le nostre norme, i contratti sociali, i valori e la morale quando le macchine eseguiranno tutto per noi?

Per il prossimo futuro, l’intelligenza artificiale non includerà l’intelligenza emotiva o le preoccupazioni etiche, questo è certo. Perché le macchine non sono esseri – sono duplicatori. Eppure alla fine, le macchine saranno in grado di leggere, analizzare e, eventualmente, capire i nostri sistemi di valori, i contratti sociali, l’etica e le credenze, ma non saranno mai in grado di ESISTERE, o di ESSERE una parte del mondo come lo siamo noi (ciò che i filosofi tedeschi chiamano Dasein).

Tuttavia, vivremo in un mondo in cui i dati e gli algoritmi trionferanno su quelli che io chiamo androritmi; vale a dire tutte quelle cose che ci rendono umani? (Sì, definirò esattamente ciò che credo sia un androritmo più avanti in questo libro. Per ora, guarda quello che ho scritto in questi ultimi anni su un termine simile, humarithms).

Ancora una volta, raddoppiare partendo da 4 per arrivare a 16 e poi 32 è molto diverso da raddoppiare da 0.1 a 0.2. Questa è una delle nostre sfide più difficili di oggi. Dobbiamo immaginare un domani esponenzialmente diverso e dobbiamo diventare gestori di un futuro la cui complessità può andare ben oltre l’attuale comprensione umana. In un certo senso, dobbiamo diventare esponenzialmente fantasiosi.

 

A poco a poco, poi improvvisamente

Per me, questa riga di ‘Fiesta – Il sole sorgerà ancora‘ di Ernest Hemingway descrive perfettamente la natura del cambiamento esponenziale: ‘Come sei finito in bancarotta?‘ ‘In due modi. A poco a poco, poi improvvisamente.

Quando si pensa alla creazione del proprio futuro è essenziale capire questi memi gemelli di esponenzialità e ‘poco a poco, poi improvvisamente’. Entrambi sono messaggi chiave in questo libro. Sempre più spesso, vedremo le umili origini di un’enorme opportunità o minaccia. E poi, all’improvviso, o è sparita e dimenticata o è qui, ora, più grande di quanto si immagini. Pensa all’energia solare, alle valute digitali e alla blockchain, o ai veicoli autonomi. Tutte ci hanno messo molto tempo a venir fuori ma, improvvisamente, sono qui e stanno ruggendo. La storia ci dice che coloro che si adeguano troppo lentamente o che non riescono a prevedere i punti principali subiranno le conseguenze.

“Aspettiamo e vediamo” molto probabilmente significherà aspettare per diventare irrilevanti, o semplicemente essere ignorati, fuori moda e scomparire. Quindi, abbiamo bisogno di un’altra strategia per definire e mantenere ciò che ci rende umani in questo mondo in rapida digitalizzazione.

Penso che i mercati non si auto-regoleranno e non affronteranno questi problemi attraverso una “mano invisibile”. Invece, i tradizionali mercati aperti guidati dalla crescita e dal profitto intensificheranno solo le sfide dell’umanità contro la tecnologia perché queste tecnologie possono generare opportunità del valore di migliaia di miliardi di dollari all’anno. Per esempio, Peter Diamandis, un membro del consiglio della Human Longevity Inc., spesso afferma che aumentare la longevità creerebbe un mercato globale di 3,5 miliardi di dollari. Nuove frontiere irresistibili, davvero.

 

Oltre il controllo missione

Alla fine stiamo parlando della sopravvivenza e della prosperità della specie umana, e credo semplicemente che venture capitalist, mercati azionari e il settore militare non dovranno condurre lo show per conto proprio.

Nel prossimo futuro, vedremo di sicuro alcune battaglie molto dure tra visioni del mondo e paradigmi opposti con interessi economici giganteschi gli uni contro gli altri. Per esempio, ora che il petrolio e i combustibili fossili come forze trainanti delle forze politiche e militari sono in declino, gli Stati Uniti e la Cina sono in prima linea per un’accelerata corsa tecnologica agli armamenti. Le nuove guerre saranno digitali e la battaglia si combatterà per la leadership dei fattori rivoluzionari esponenziali come l’IA, la modifica del genoma umano, l’IoT, la sicurezza informatica e la guerra digitale.

L’Europa (anche e soprattutto la Svizzera, in cui vivo) è un po’ bloccata nel mezzo, più preoccupa su ciò che molti vedrebbero come questioni nobili come i diritti umani, la felicità, l’equilibrio, l’etica, il benessere sostenibile e collettivo. Come spiegherò, credo che affrontare questi problemi sia ora la nostra grande opportunità qui in Europa.

Ci sono già tribù globali di leader d’opinione, imprenditori seriali, scienziati, venture capitalist e vari guru della tecnologia (e sì, anche futuristi) occupati nella promozione di una divergenza volontaria da tutto l’umanesimo. Questi tecno-progressisti ci stanno esortando a ‘trascendere l’umanità‘ e a cogliere il passo successivo della nostra evoluzione che è, ovviamente, l’unione della biologia con la tecnologia per modificare e aumentare le nostre menti e i nostri corpi e diventare, in effetti, superumani, ponendo fine alla malattia (bene) e anche alla morte (una ricerca seducente ma bizzarra, a mio parere).

Illustrazione del download in corso di un feto

L’interesse verso questa nozione di transumanesimo è in aumento e per me è uno degli sviluppi più preoccupanti che ho osservato in 15 anni da futurista. A mio avviso, si tratta di un’idea piuttosto delirante cercare e raggiungere la felicità umana provando a trascendere del tutto l’umanità attraverso strumenti tecnologici.

Per l’argomento, qui ci sono due posizioni contrastanti sul transumanesimo delineate dal sostenitore del Transumanesimo e candidato alle elezioni presidenziali americane del 2016 Zoltan Istvan e dal filosofo Jesse I. Bailey.

Il protagonissta – Zoltan Istvan scrive nel suo romanzo del 2013 The Transhumanist Wager:

Il coraggioso codice del transumanista sorgerà. È un fatto inevitabile, innegabile. È incorporato nella natura non democratica della tecnologia e nel nostro avanzamento teologico evolutivo. È il futuro. Noi siamo il futuro, che piaccia o meno. E questo ha bisogno di essere modellato, guidato e gestito correttamente dalla forza e dalla saggezza degli scienziati transumanisti con le loro nazioni e le loro risorse al loro fianco, in loro aiuto. Ha bisogno di essere supportato in modo che possiamo fare una transizione di successo, non sacrificando noi stessi – né attraverso il suo potere schiacciante né attraverso la paura di sfruttare quel potere. Bisogna mettere le risorse nella tecnologia. Nel nostro sistema educativo. Nelle nostre università, industrie e idee. Nei più forti della nostra società. Nei più brillanti della nostra società. Nei migliori della nostra società. Così possiamo raggiungere il futuro.

L’umanista – Sfidando questa posizione, Bailey scrive nel Journal of Evolution and Technology:

Sostengo che con la minaccia di oscurare la morte come una possibilità fondamentale per il daisen [l’esperienza umana], il transumanesimo pone il pericolo di nascondere il bisogno di sviluppare una relazione libera e autentica per la tecnologia, la Verità, e in definitiva il daisen stesso. I transumanisti spesso fanno una o due affermazioni: o che il corpo che abitiamo ora sarà in grado di vivere per centinaia di anni o la nostra coscienza sarà scaricabile in molteplici corpi. Ciascuna di queste posizioni (in modi sottili, diversi, ma importanti) aliena l’esperienza umana dagli aspetti centrali dalla finitezza dell’incarnazione. Heidegger colloca centralmente l’essere-per-la-morte per l’invito all’autenticità, e lontana dallo smarrimento nell’esser-ci (che l’inquadramento tecnologico influenza); minacciando la nostra consapevolezza sulla nostra mortalità, il transumanesimo così rischia di occludere l’invito all’autenticità, così come occlude la sua necessità. (The Journal of Evolution and Technology, Vol. 24, Edizione 2, Luglio 2014, pp. 44–62.)’

Per me è chiaro che il determinismo tecnologico non è la soluzione e che la prevalente ideologia della Silicon Valley del tipo ‘Perché non inventiamo la nostra soluzione per questo, ci divertiamo, facciamo molti soldi mentre miglioriamo le vite di miliardi di persone con queste nuove incredibili tecnologie?’ potrebbe rivelarsi tanto pigra e pericolosa quanto il Luddismo.

In rispettoso contrasto con alcuni punti di vista transumanisti piuttosto che cartesiani o riduzionisti sul futuro dell’umanità, questo libro cercherà di delineare una mentalità e una filosofia dell’età digitale che qualche volta chiamo umanesimo esponenziale. Grazie a questa filosofia, credo che possiamo trovare un modo per proseguire in modo equilibrato che ci permetterà di sfruttare la tecnologia ma di non diventare tecnologia, per usarla come mezzo e non come fine.

 

Per salvaguardare il futuro dell’umanità, dobbiamo investire tanto nell’umanità quanto facciamo nella tecnologia

Credo che se vogliamo un mondo che rimanga un buon posto per gli umani, con tutte le nostre imperfezioni e le inefficienze, dobbiamo investire ingenti risorse (monetarie e non) per definire ciò che un nuovo tipo di ‘umanesimo esponenziale’ potrebbe effettivamente comportare. Non sarà sufficiente investire solo nelle tecnologie che promettono di renderci super-umani mentre viaggeremo sulle spalle di macchine di cui non comprenderemo più il funzionamento.

Temo che un’esplosione di intelligenza esponenziale, senza restrizioni e incontrollata nel settore della robotica, dell’IA, della bio-ingegneria e della genetica alla fine ci porterà a un disprezzo sistematico di alcuni princìpi base dell’esistenza umana. La tecnologia non ha etica, ma una società senza etica è condannata.

Questa dicotomia sta apparendo ovunque: praticamente tutto ciò che può essere digitalizzato, automatizzato, virtualizzato e robotizzato probabilmente lo sarà. Ma ci sono alcune cose che non dovremmo tentare di digitalizzare o automatizzare perché ci definiscono come esseri umani.

Questo libro esplora dove le tecnologie esponenziali e convergenti ci potrebbero portare nei prossimi dieci anni, mette in evidenza ciò che c’è in gioco ed esplora ciò che oggi possiamo fare con esse. Non importa quale sia la tua convinzione filosofica o religiosa. Probabilmente sarai d’accordo sul fatto la tecnologia è già entrata nella nostra vita quotidiana a un livello talmente pervasivo che ogni ulteriore progresso esponenziale sicuramente richiederà un nuovo tipo di conversazione su dove ci stanno portando i progressi e perché.

Mentre la tecnologia è letteralmente in procinto di entrare nei nostri corpi e nei sistemi biologici, è giunto il momento di un raduno tribale.


Il libro di Gerd Leonhard “Technology Vs Humanity” è disponibile anche su Amazon.

Fonte: tech vs human

2 thoughts on “Un estratto da “Technology vs Humanity”, di Gerd Leonhard”

  1. VI SBAGLIATE TUTTI, I TRE GIORNI DI BUIO SONO MOLTO PROSSIMI E DOVRETE RENDERE CONTO DELLA VOSTRA VITA A CHI VI MANTIENE IN VITA..NON CREDO CHE POSSIATE AGGIUNGERE UN’ORA DI PIÙ ALLA VOSTRA VITA ALTRO CHE TRANSUMANESIMO!

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