Oggi l’intelligenza artificiale (IA) ha dei limiti. Non può fare ciò che vediamo nei film e che leggiamo nei libri di fantascienza. Ma un domani? D’altronde, il suo progresso è costante. Alcuni esperti credono che tra 30 anni le macchine ci supereranno in quasi tutte le attività.

Queste attività saranno per la maggior parte manuali. Ma lo sviluppo dell’IA potrebbe sorprenderci. Forse l’IA sarà anche in grado di svolgere lavori più intellettuali. Architetto, insegnante, psicologo, medico… O magari presidente degli Stati Uniti?

 

Presidente Watson

In questo periodo siamo tempestati di notizie sulla sfida tra Hillary Clinton e Donald Trump. Chi vincerà le elezioni americane del 2016? Lo scopriremo l’8 novembre, data americana.

Ma ora ti invito a volgere lo sguardo verso i prossimi 5 anni. Perché tra i candidati delle prossime elezioni potrà esserci un’intelligenza artificiale: IBM Watson.

Proprio così. La Watson 2016 Foundation è un’organizzazione indipendente che sostiene la candidatura del computer IBM Watson alla futura presidenza USA. Hanno creato anche una pagina dove spiegano cosa li ha spinti a ideare una campagna del genere. I sostenitori del progetto credono che Watson possa valutare enormi quantità di informazioni e prendere decisioni in modo trasparente.

Anche il candidato transumanista Zoltan Istvan è entusiasta dell’idea. Il Transhumanist Party sostiene la ricerca tecnologica nei settori della bionica, l’estensione della vita e l’intelligenza artificiale. Quindi Zoltan Istvan prende molto sul serio questa possibilità. Tant’è vero che ha proposto di affrontare Watson in un dibattito. Ma la risposta della portavoce è stata negativa.

Watson non è candidato per la presidenza, anche se siamo onorati della proposta. Oggi Watson è concentrato su altro lavoro importante come aiutare i dottori a migliorare l’assistenza sanitaria e aiutare gli insegnanti a migliorare l’istruzione. Quindi dovremo declinare la tua gentile proposta di dibattito.“.

Peccato. Sarebbe uscito fuori qualcosa di interessante. Oggi Watson non è di sicuro un candidato, ma nel 2020 potrà esserlo?

 

Le condizioni

Per candidarsi alle elezioni presidenziali, bisogna possedere i requisiti descritti dall’articolo 2 della Costituzione. Ovvero: “Nessuna persona che non sia un cittadino americano […] è ammissibile alla carica di presidente“. Questa condizione è quella che ammazza le speranze di chiunque desideri vedere in azione un’IA presidente in tempi brevi.

Un altro problema riguarda i rischi per l’umanità. Diversi esperti ci hanno messo in guardia sullo sviluppo dell’IA. Hanno firmato due lettere aperte (prima e seconda) per evidenziare pericoli ed opportunità. Alcuni sostengono un’organizzazione chiamata OpenAI per sviluppare IA sicure. Rischi reali o meno, se nell’aria si avvertirà sempre questo senso di tensione sarà difficile assistere a innovazioni nel breve termine.

Per evitare disastri, gli studiosi suggeriscono di sviluppare IA che abbiano empatia. Impossibile? Intanto diversi scienziati ci stanno provando. C’è anche chi sta suggerendo metodi per programmare la morale per l’intelligenza artificiale. I ricercatori del Georgia Institute of Technology, invece, sostengono che potremmo insegnare l’etica alle macchine facendo leggere loro dei libri.

Sono sperimentazioni che, si spera, porteranno a dei risultati interessanti. C’è molta strada da fare. Il computer Watson ha grandi abilità per interfacciarsi con gli umani. Ma per la comprensione della morale e delle emozioni umane bisogna lavorare ancora un bel po’.

 

L’opinione di Zoltan Istvan

Sarà possibile vedere un’IA candidata per le elezioni americane del 2020? Zoltan Istvan non lo ritiene poi così improbabile. Secondo lui, un’IA alla presidenza degli USA si comporterebbe meglio di un umano.

Storicamente, uno dei più grandi problemi dei leader è che sono mammiferi egoisti. Un’intelligenza artificiale presidente potrebbe essere veramente altruista. Non sarebbe soggetta ai lobbisti, ai gruppi di interesse o ai desideri personali.

Poi ha fatto un paio di previsioni.

Penso che nel 2020 si vedrà un settore con robot dotati di IA che competeranno per la presidenza, che vorranno dibattere e discutere della politica. È improbabile che qualcuno di essi sarà abbastanza sofisticato per fare questo lavoro. Ma credo che entro il 2028 i robot potranno essere adatti per una carica politica – inclusa la presidenza.

Sì, Zoltan Istvan ci crede davvero.

Immagino che un computer come Watson di IBM evolverà notevolmente nel prossimo decennio. Ci sono grandi rischi nel lasciare che un’IA entri in carica. La realtà, però, è che in politica l’IA probabilmente farà meno errori rispetto agli umani. Un’IA presidente potrebbe essere progettata per rappresentare pienamente il bene comune per le persone e il paese nel suo complesso.

Un’IA presidente degli Stati Uniti sarà il primo passo verso il totale controllo da parte delle macchine?

Non sono riuscito a fare a meno di concludere con un pizzico di distopia. Ma è così che nascono le discussioni più interessanti, vero?

Fonte: Newsweek

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