Il robot Yumi

ABB vince il World Robotics Award 2016 con il robot YuMi

Il dodicesimo premio IERA (Invention and Enterpreneurship in Robotics and Automation) è della multinazionale svizzera ABB Robotics che si è presentata con il suo robot YuMi. Lo scopo del premio è quello di onorare la creatività degli inventori e lo spirito di imprenditorialità delle aziende che hanno deciso di puntare sulla robotica per creare prodotti di valore. E allora diamo un’occhiata al robot YuMi per capire cos’è che lo rende così speciale.

YuMi: il robot che assembla insieme alle persone

Il 21 giugno scorso l’ABB Robotics si è aggiudicata il premio IERA: il loro robot YuMi, capace di lavorare al fianco delle persone, ha stupito tutti. YuMi è un robot collaborativo e gli sviluppatori hanno voluto manifestarlo anche attraverso il suo nome: YuMi sta per “you and me – we work togheter“, io e te lavoriamo insieme.

YuMi è delle dimensioni di un uomo, pesa 38 kg, ha due braccia, due mani flessibili, una videocamera per il riconoscimento degli oggetti, un sistema universale per l’alimentazione e un controllo di movimento avanzato ad alta precisione. L’idea del team era quella di creare un robot che potesse affiancare l’uomo nelle attività di assemblaggio di componenti elettroniche. E a quanto pare ci sono riusciti bene, costruendo un robot che probabilmente potrà assemblare anche altri tipi di oggetti.

YuMi ha uno scheletro di magnesio leggero, ma molto resistente, avvolto in un involucro di plastica con delle imbottiture. Nelle sue braccia non ha punti di aggancio: in questo modo non c’è alcun rischio che un oggetto possa essere schiacciato quando gli assi del robot si aprono e si chiudono. Inoltre, quando incontra un ostacolo imprevisto si ferma nel giro di pochi millisecondi: possiamo farlo ripartire premendo un pulsante sul telecomando.

Le sue mani possono essere configurate in modi diversi: pinze, doppie ventose e sistemi di visione. Questa variabilità di impostazioni consente a YuMi di svolgere differenti attività di assemblaggio. La mano è la parte più complessa da imitare nella robotica: immagina quanto sia complicato programmare un robot che abbia destrezza, precisione e delicatezza nei suoi movimenti.

Consapevoli delle difficoltà di programmazione, gli sviluppatori hanno dotato YuMi di un sistema utilizzabile da chiunque, anche dai meno esperti. Questo sistema di programmazione (lead-through) funziona più o meno come l’insegnamento. Si afferrano e si guidano le braccia del robot per fargli compiere determinati movimenti e registrare alcuni punti di riferimento attraverso un tablet su cui è installata l’app di YuMi. Il software tradurrà in codice quei movimenti che il robot in seguito potrà effettuare senza problemi. Magnifico, vero?

 

 

YuMi è speciale, è un robot collaborativo a tutti gli effetti. Può manipolare qualsiasi oggetto con molta precisione: infilare un filo in una cruna di un ago è un gioco da ragazzi per questo robot. Nel video qui sotto puoi osservare altre specifiche tecniche e altre capacità di YuMi per comprendere meglio tutto il suo potenziale.

 

 

Il premio

Le caratteristiche uniche di YuMi hanno consentito ad ABB Robitics di vincere un premio importante. Il presidente dell’International Federation of Robotics (IFR), Joe Gemma, ha detto: “Tutti i 3 finalisti ci hanno presentato soluzioni pioneristiche di robotica. La nostra competizione mostra che una nuova era dell’automazione è già nata, in cui umani e robot lavorano mano nella mano.“.

Cos’è allora che ha convinto i giudici a premiare ABB Robotics? Il vice presidente dell’IEEE-RAS, Erwin Prassler, ha dichiarato: “ABB ha convinto la giuria integrando tre elementi essenziali: un sistema visuale, una collaborazione sicura con gli umani e l’alimentazione di piccole parti del robot a due braccia per l’assemblaggio.“.

Elementi che contribuiranno alla trasformazione di un settore che negli ultimi anni sta crescendo sempre più. Lo conferma anche Per Vegard Nerseth, vice presidente di ABB Robotics: “Grazie a YuMi, i tradizionali approcci delle procedure di manifattura e dei processi industriali dovranno essere riconsiderati.“.

Una nota di merito va anche alle altre due finaliste. La danese Universal Robots aveva presentato UR3, un altro robot collaborativo preciso e flessibile per operazioni di assemblaggio. L’altra era la svedese OpiFlex Automation che aveva presentato un’interessante piattaforma robotica mobile.

I vantaggi per le aziende che adottano robot collaborativi

Ok, YuMi può affiancare l’uomo nell’assemblaggio di piccole componenti. Ma oltre a non mettere a rischio la salute delle persone, quali altri vantaggi può offrire a un’azienda? Eccoli:

  • velocità di produzione
  • migliore qualità dei prodotti
  • riduzione degli sprechi
  • maggiore efficienza e flessibilità
  • ritorno sull’investimento

 

Il robot YuMi non offre benefici solo all’operaio con il quale collabora, ma anche all’intera azienda e all’ambiente. Il lavoratore può lavorare in tutta sicurezza e con meno stress. L’azienda, ovviamente, trae benefici in termini di produttività e ricavi. L’ambiente subisce meno impatti in termini di emissioni nell’atmosfera e di scarti industriali. E infine, il consumatore si ritrova un prodotto di una qualità superiore perché lavorato con più precisione ed efficienza. Mica poco?

Volgendo lo sguardo più verso il futuro, un robot collaborativo come YuMi potrebbe offrire anche altri tipi di vantaggi. La collaborazione umano-robot è indispensabile quando bisogna automatizzare quei processi che necessitano ancora di una supervisione umana. Oppure quando alcuni processi non possono essere completamente automatizzati. Allora meglio affidarsi a un robot per metà piuttosto che rinunciare a delle opportunità di business.

Rispetto ai grandi robot industriali, quelli collaborativi sfruttano meno risorse in termini di progettazione di sistemi, installazione, messa in funzione e operatività. E se possono essere “addestrati” con facilità come è possibile fare con YuMi, allora il vantaggio ha ancora più valore: non c’è bisogno dell’intervento di un programmatore esperto e si guadagna più tempo da dedicare alla produzione.

Infine, i robot collaborativi permettono ai lavoratori di dedicarsi ad attività meno fisiche e più concettuali. E potrebbe essere anche molto più gratificante per una persona dedicarsi a un lavoro che richiede un certo livello di capacità intellettuale.

Il futuro secondo ABB Robotics

Con questa tendenza sempre più evidente di sostituire forza lavoro umana con delle macchine, adottare un robot collaborativo potrebbe essere una soluzione intermedia. La fatidica domanda “il mio lavoro è a rischio a causa dei robot?” è sempre lì a insinuarsi tra i nostri dubbi e col passare del tempo diventa sempre più pressante. ABB Robotics, invece, ha una visione ottimistica del futuro e si basa sua concreta esperienza nel settore. L’azienda sostiene che, grazie all’avvento di nuove tecnologie, molte mansioni sono destinate a scomparire e che altre già sono scomparse. Ma che allo stesso tempo, il progresso tecnologico ha creato occupazione, nuovi settori e che la perdita dei posti di lavoro è stata limitata per attività ormai obsolete.

In futuro potremo essere più liberi da lavori gravosi e ripetitivi e magari nascerà un’economia basata sulla creatività dell’uomo e non sulla sua produttività. Davvero interessante la visione di Abb Robotics che addirittura ha dichiarato: “Il concetto non è che in futuro i robot faranno il lavoro degli uomini, ma che nei primi secoli dell’industrializzazione gli uomini hanno svolto lavori che sarebbero spettati ai robot: ora la tecnologia si è messa finalmente al passo fornendo robot in grado di svolgere i lavori a loro congegnali.“.

In sostanza, secondo la società svizzera i robot non ci stanno rubando il lavoro: ci stanno aiutando a liberarcene per fare in modo di non averne più bisogno. Diremo davvero addio ai lavori sfiancanti, stressanti e pericolosi? Stabiliremo una nuova economia basata sulla nostra creatività? Per molti si tratta di utopia. Per qualcun altro, invece, un traguardo da raggiungere visto che ci troviamo agli albori della Quarta Rivoluzione Industriale.

Fonti: IFR, ABB


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