Alcuni lavori sono stati già sostituiti dalle macchine, altri probabilmente verranno sostituiti tra alcuni anni. Il mondo sarà sempre più automatizzato, secondo alcuni scienziati ed esperti che hanno svolto diverse ricerche. Inizieremo presto a ritrovarci insieme a robot con i colletti bianchi? L’ultimo report del World Economic Forum, intitolato “The Future of Jobs“, evidenzia la perdita di 5 milioni di posti di lavoro nelle principali 15 economie mondiali. Ma nello stesso tempo sottolinea alcuni benefici che potremo avere se inizieremo immediatamente a riqualificare e ad aggiornare i lavoratori.

Ma quale sarà davvero la situazione tra 50 anni? Non possiamo saperlo, possiamo solo immaginarlo. E l’immaginazione a volte può portare alla creazione di storie come quella di “The last job on Earth“, l’ultimo lavoro sulla Terra. Si tratta di un corto di animazione in cui è rappresentato un mondo dove quasi tutto è automatizzato.

 

“The last job on Earth”

Alice si sveglia. Inizia una nuova giornata. Si prepara per andare a lavoro. Lo specchio a realtà aumentata le mostra le notizie del giorno, mentre un software analizza il suo spazzolino e le conferma che ha potenzialmente contratto un malanno. Il computer registra l’appuntamento col medico per quella stessa mattinata. Mentre Alice si reca al centro medico possiamo notare robot e pubblicità ovunque in schermi e ologrammi. Una volta al centro medico, ci accorgiamo che l’appuntamento col dottore consiste in realtà nel ritiro di una medicina da un robot dispenser di farmaci. Questo effettua prima un check up di Alice grazie a una tecnologia sofisticata. Ma non finisce qui. Per Alice non sarà una giornata come le altre.

“Buongiorno Alice. Stiamo aggiornando il nostro personale e mi dispiace dirti…”

Il personale umano, fino a quel momento, era rappresentato dalla sola Alice. Il resto degli impiegati erano macchine, una rete di intelligenze artificiali sufficientemente autonome da non aver bisogno di forza lavoro e controllori umani. Quello di Alice era l’ultimo lavoro sulla Terra.

In “The last job on Earth” vediamo un futuro in cui le persone si spostano in veicoli automatizzati volanti e terrestri, tra droni e robot spazzini. La città in cui vive Alice, nonostante sia tecnologicamente molto progredita, è spaccata in due. Da una parte ci sono imponenti edifici di corporation e strutture con ascensori automatici. Dall’altra, invece, ci sono case e costruzioni che definiremmo tradizionali, quartieri più poveri, strade isolate e frequentate da persone che non hanno accettato il progresso tecnologico. Ci sono infatti scritte come “No Auto”, “Stop Auto” e “We Need Work” su diverse mura.

“We Need Work”, abbiamo bisogno del lavoro, la protesta dei cittadini che viene sistematicamente cancellata dalle mura grazie a dei particolari droni. Come a dire “No, non avete bisogno di lavorare”. Ed ecco un centro di realtà virtuale, forse un’opportunità per i più sconfortati di immergersi in mondi alternativi più allettanti. Mondi in cui non c’è la povertà, perché purtroppo in città bisogna affrontare anche quella. Infatti alla “Banca del cibo” c’è un’enorme fila.

Il messaggio che vuole trasmetterci “The last job on Earth” è che forse in futuro potremo costruire tecnologie che ci risolveranno parecchi problemi, ma non tutti. In questo corto di animazione ci viene presentata una versione del futuro non del tutto auspicabile. Perché in quel futuro si arricchirà chi possiederà la tecnologia avanzata, mentre tutti gli altri a stento riusciranno ad andare avanti. Non è di certo un bel futuro, ma il corto svolge perfettamente il suo compito, ovvero quello di farci riflettere.

Non possiamo prevedere esattamente il futuro. Possiamo immaginarlo. E possiamo provare a fare in modo che le cose non prendano una brutta piega. Le tendenze descritte da gran parte degli scienziati, comunque, prevedono un progressivo aumento dell’automatizzazione del lavoro.

  • Le macchine potrebbero sostituire il 50% del lavoro nei prossimi 30 anni” – Mosche Vardi, professore di informatica presso la Rice University;
  • Le macchine stanno già svolgendo compiti che erano impensabili – se non inimmaginabili – una decina di anni fa” – Andy Haldane, capo economista della Banca di Inghilterra.

 

Quindi il nostro lavoro è a rischio a causa dei robot? Non in questo preciso momento. È vero che alcune macchine hanno già sostituito in parte alcune professioni, come i casellanti ad esempio. Ma per assistere a una completa automatizzazione del lavoro ci vorrà ancora un bel po’ di tempo. E non è detto che succederà, non abbiamo queste certezze. Le macchine possono fare calcoli complessi e riprodurre movimenti semplici e sequenziali. Ma dove c’è bisogno di creatività e inventiva non possono fare molto. Almeno non per ora.

Fonte: theguardian

4 thoughts on ““The last job on Earth”: quando il lavoro sarà completamente automatizzato”

  1. Quando presenteremo il film di come si vive in una economia basata sulle risorse sarà molto diverso dal trailer presentato qui sopra, diciamo che i governi e lobby pensano e fanno in base alla cultura che ci domina,guerre, violenze, profitto, competizione ecc tutto ciò in una rbe non esiste,quando saremmo svincolati dal denaro verranno fuori le migliori qualità delle persone, e si potrà evolvere molto più rapidamente di adesso, le tecnologie sono una estensione e dovranno liberare le persone dai lavori monotoni di fabbrica, per poi perseguire le vere passioni, arte, musica, sport, ricerca ecc si avrà molto più tempi di adesso è non ci saranno tasse, mutui, e stress di ogni genere.

  2. Concordo. L'economia basata sulle risorse è molto interessante e spero che ci muoveremo in quella direzione o che almeno ci avvicineremo a un sistema simile. Inoltre, sono davvero curioso di vedere il lungometraggio a cui sta lavorando il Venus Project.

  3. Purtroppo servono soldi e stanno cercando finanziatori,hanno chiesto anche alla disney ,erano anche d'accordo ma dopo volevano cambiare la trama e proiettare i propri valori e cultura ,per cui il tvp ha abbandonato .

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