L'esoscheletro Phoenix

Phoenix: l’esoscheletro economico della SuitX

Per un paralitico, passare dallo stare seduto su una sedia a rotelle allo stare in piedi grazie a un esoscheletro non è affatto facile. Eppure a Steven Sanchez è successa una cosa del genere. È entrato nell’ufficio di SuitX con la sedia a rotelle e mezz’ora dopo è uscito camminando grazie al supporto dell’esoscheletro Phoenix, ora disponibile per circa 40.000 dollari.

 

L’esoscheletro Phoenix

La tecnologia dell’esoscheletro Phoenix targato SuitX è nata nel Robotics and Human Engineering Laboratory dell’Università della California. Phoenix restituisce il movimento dei fianchi e delle ginocchia dell’indossatore grazie a dei piccoli motori collegati a dei plantari tradizionali. Chi indossa l’esoscheletro può controllare i movimenti delle gambe e camminare ad una velocità massima di circa 1,7 km/h premendo dei pulsanti integrati nelle stampelle.

L’esoscheletro Phoenix pesa poco più di 12 kg: è uno dei più leggeri e dei più economici nell’ambito medico. E, come se non bastasse, è dotato di elementi che lo rendono unico. È modulare, ovvero è possibile adeguarlo in base alle caratteristiche fisiche dell’indossatore. La batteria sotto forma di zainetto permette un’autonomia di 8 ore. È anche collegato a un’app che consente di monitorare l’attività di cammino dei pazienti con lesioni alla spina dorsale.

Il fondatore di SuitX Homayoon Kazerooni, che dirige anche il Robotics and Human Engineering Laboratory, è ottimista. “Non possiamo davvero fermare la loro malattia. Non possiamo riparare la loro lesione. Ma quello che si potrebbe fare è posticipare le lesioni secondarie causate dallo stare seduti. Dà una migliore qualità della vita“. E fornire una migliore qualità della vita è sicuramente un risultato auspicabile.

Kazerooni ha detto anche che il suo obiettivo principale è costruire una versione dell’esoscheletro adatta ai bambini con problemi neurologici e che hanno bisogno di camminare per non perdere la loro mobilità. L’esoscheletro Phoenix potrebbe anche produrre dei benefici terapeutici per coloro che hanno avuto un ictus o infortuni che limitano i movimenti del corpo. Per ottenere questi grandi risultati, però, sono necessari ulteriori studi.

 

Vedremo sempre più esoscheletri in futuro?

SuitX non è l’unica società che negli ultimi anni si sta interessando in particolar modo dello sviluppo di esoscheletri. Un altro esoscheletro che sta facendo parlare molto di sé è quello di ReWalk. Costa 70.000 dollari e pesa più di 20 kg. La differenza di prezzo con Phoenix è davvero consistente, ma il team di ReWalk ha intenzione di ridurre i costi e migliorare le funzionalità.

Un altro esoscheletro degno di nota è AXO Suit, per gli anziani. È molto probabile che tra qualche anno esoscheletri di questo tipo verranno adottati sempre più nelle cliniche e negli ospedali. E magari col trascorrere del tempo i prezzi caleranno e saranno sempre più disponibili per un utilizzo privato.

Anche nelle fabbriche potremo vedere operai con esoscheletri che tuteleranno la loro salute e la loro sicurezza sul lavoro. Esistono già alcuni prototipi che promettono davvero bene, come Robo-Mate e FORTIS. Questi esoscheletri non solo offriranno maggiore sicurezza, ma potranno anche aumentare la produttività. Un doppio vantaggio che qualche industria sarà sicuramente disposta a sfruttare.

Il ricercatore presso l’ETH di Zurigo Volker Bartenbach sostiene che una combinazione di prezzo, prestazione e benefici clinicamente provati saranno gli ingredienti indispensabili per la creazione di un esoscheletro che verrà ampiamente adottato. “Velocità, tempo operativo, mobilità e fruibilità devono essere abbastanza buoni così questi sistemi saranno percepiti migliori dall’indossatore rispetto alle alternative. Se hai bisogno di 10 minuti per raggiungere a piedi la panetteria distante 100 metri con un esoscheletro che richiede 5 minuti per indossarlo, probabilmente invece userai una sedia a rotelle.”.

Certo, quello cui si riferiva Bartenbach è uno dei principi fondamentali della tecnologia. Questa ci deve dare dei vantaggi, deve essere semplice, veloce, non deve causarci altri problemi. Soprattutto se si tratta di una tecnologia particolare, non ancora accessibile a tutti e che sarà adottata da persone con determinate disabilità.

 

La situazione di Sanchez e una speranza per il futuro

Per testare l’esoscheletro Phoenix, Steven Sanzhez viaggia in tutto il mondo. Stare in piedi per lui è un esercizio molto importante. In questo modo evita di contrarre piaghe e di subire altre lesioni. Prima che iniziasse a indossare Phoenix, stava provando ad uccidere i nervi delle sue mani per sostenere per più tempo possibile il peso del suo corpo con le stampelle. Per fortuna l’esoscheletro ha evitato che adottasse questa drastica soluzione.

Gran parte delle componenti dell’esoscheletro Phoenix sono in fibra di carbonio e somigliano molto a delle bretelle. È silenzioso e la parte più in vista del sistema sono le stampelle. Sono necessari altri miglioramenti per fare in modo che Sanchez possa averne uno in casa, ma è ottimista sul fatto che SuitX presto gliene darà uno.

“Se lo avessi, potrebbero cambiare molte cose. È una necessità a questo punto.”.

Se un esoscheletro in fase di miglioramento ha già prodotto dei buoni risultati, figuriamoci cosa potrà offrire in futuro. È normale che Sanchez senta sempre di più la necessità di avere in casa un esoscheletro come Phoenix. Gli sta permettendo di vivere una vita migliore. E questo è un desiderio comune a tutte le persone che hanno il suo stesso problema o che devono affrontare disabilità simili. Un esoscheletro perfezionato contribuirà senza dubbio a ridurre le loro difficoltà.

Fonte: technologyreview

Fonte immagine: gizmag


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