EsoGlove

EsoGlove: un guanto robotico per recuperare i movimenti della mano

Un nuovo e leggero dispositivo digitale chiamato EsoGlove potrà aiutare i pazienti a recuperare le abilità motorie della mano perdute a causa di infortuni o a condizioni cerebrali particolari, come ictus e distrofia muscolare. Ora c’è una possibilità in più per recuperare i movimenti della mano e vivere una vita migliore.

 

Un guanto robotico per una migliore riabilitazione

EsoGlove è un guanto robotico sviluppato da una squadra di ricercatori della National University of Singapore (NUS). È costituito da materiali morbidi e da sensori per rilevare i segnali provenienti dai muscoli. Il dispositivo è conforme ai movimenti naturali della mano umana, riduce il disagio e il rischio di lesioni. Ed è anche molto comodo. Infatti consente ai pazienti di portarlo con sé e svolgere esercizi di riabilitazione anche da casa.

Proprio sull’importanza della riabilitazione e sulla funzionalità si è espresso il ricercatore Raye Yeow del Dipartimento di Ingegneria Biomedica della NUS, specializzato nella robotica indossabile: “Per i pazienti che devono ripristinare le funzioni della loro mano, c’è bisogno di passare attraverso programmi di riabilitazione che implicano attività ripetitive come afferrare e rilasciare oggetti. Questi esercizi sono spesso ad alta intensità di lavoro e sono confinati in ambiti clinici. EsoGlove è stato progettato per consentire ai pazienti di portare fuori gli esercizi di riabilitazione in diversi ambienti – nei reparti ospedalieri, nei centri di riabilitazione e anche a casa. È dotato di tecnologia in grado di rilevare e interpretare i segnali muscolari. EsoGlove può anche assistete i pazienti nelle attività quotidiane, ad esempio guidando le dita per far eseguire loro attività come mantenere un bicchiere.“.

 

I punti di forza di EsoGlove

Uno degli elementi che rende EsoGlove superiore rispetto ai dispositivi che svolgono funzioni simili è la comodità. “EsoGlove è unico ed è composto interamente da componenti morbide e non richiede particolari installazioni meccaniche. Il corpo principale del guanto è composto di tessuto, con attuatori morbidi incorporati. Ha anche cinghie in velcro a strappo per soddisfare diverse dimensioni di mano.“.

Un altro punto di forza del guanto robotico riguarda proprio la sua meccanica. EsoGlove è collegato a un sistema di controllo pompa-valvola che modula la pressione dell’aria che guida gli attuatori. Quando gli attuatori sono pressurizzati dall’aria, essi applicano forze distribuite per la lunghezza delle dita e supportano i loro movimenti. Attraverso questa tecnica le dita non compiono alcun movimento innaturale. Inoltre, ogni attuatore funziona indipendentemente in modo da fornire assistenza alle singole dita.

La tecnologia più interessante, però, è quella che riguarda l’accoppiamento dell’elletromiografia con i dispositivi di identificazione a radio-frequenza. Il guanto robotico riesce a rilevare le intenzioni del paziente in modo da consentirgli dei movimenti ben precisi. Il dottor Lim Jeong Hoon della NUS, Senior Consultant alla National University Hospital’s Division of Neurology, ha detto: “Con questo approccio unico, possiamo sviluppare strumenti terapeutici usando tecnologia robotica indossabile e sicura. I pazienti possono prendere l’iniziativa nel loro processo riabilitativo, piuttosto che essere destinatari passivi dell’intervento dei terapeuti.“.

Un altro punto forte di EsoGlove, come accennato prima, è che sono previste due versioni. Una da tavolo per i pazienti costretti al letto e una con cintura in vita per i pazienti che possono camminare e fare riabilitazione a casa.

 

Quando è la robotica a dare una mano

Gli studi clinici di EsoGlove inizieranno nel febbraio 2016 presso il National University Hospital per convalidare le prestazioni del guanto robotico. Così i pazienti potranno restituire un feedback e i ricercatori potranno migliorare la tecnologia. Gli studi dureranno 6 mesi e coinvolgeranno 30 pazienti.

La squadra di ricercatori ha presentato anche un brevetto per EsoGlove in modo tale da avviare una società e commercializzare il dispositivo. Non sarebbe una cattiva idea considerando che la robotica sta offrendo molte possibilità nel campo delle terapie mediche negli ultimi anni. Penso ad esempio a dispositivi come 7 finger robot, più ingombranti ma molto utili per il loro scopo. Oppure a dispositivi come Anthromod, una mano robotica molto sofisticata realizzata grazie alla stampa 3D. Queste tecnologie contribuiranno enormemente allo sviluppo di nuove modalità di riabilitazione dei pazienti molto più efficaci delle terapie tradizionali.

La robotica applicata alla medicina ci darà un grande aiuto nel migliorare la vita di quelle persone che hanno perso o che non possiedono determinate abilità fisiche. Insieme alla neurotecnologia, ci consentirà di creare dispositivi che fino a poco tempo fa avremmo potuto solo immaginare. O vedere nei film di fantascienza.

Fonte: sciencedaily


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