Edward Snowden

Snowden: “L’FBI non può arrestare un robot”

Durante il CES 2016 tenutosi a Las Vegas dal 6 al 9 gennaio, l’ex agente dell’NSA (National Security Agency) Edward Snowden ha parlato di cybersicurezza. Lo ha fatto attraverso un dispositivo di telepresenza chiamato Beam. E non gli è sfuggita l’occasione per prendere in giro il governo degli Stati Uniti.

 

La frecciatina al governo americano

Al CES (Consumer Electronics Show) si parla e si mostra la tecnologia innovativa destinata a cambiare le abitudini dei consumatori. Ma forse quest’anno la sorpresa più interessante è stata l’apparizione di Edward Snowden sul dispositivo di telepresenza chiamato Beam. È stata dunque una doppia occasione. La possibilità di presentare una tecnologia all’avanguardia e quella di ascoltare l’informatore che ha svelato lo scandalo ormai noto con il nome di Datagate.

Questa è la potenza di Beam, o più in generale la potenza della tecnologia“, ha detto Snowden a Peter Diamandis, l’imprenditore fondatore di Xprize Foundation e presidente della Singularity University che lo ha “accompagnato” sul palco. E poi ha aggiunto riferendosi al governo americano: “L’FBI non può arrestare un robot.“.

Snowden wows CES 2016 crowd disguised as a Robot. #BEAM #CES2016@Snowden https://t.co/AzU9cmHXqw pic.twitter.com/fPJ4ABNt7A

— Michael (@_cypherpunks_) 8 Gennaio 2016

Snowden ha poi espresso il suo ottimismo sullo sviluppo della realtà virtuale e dell’intelligenza artificiale, un settore che nel 2015 ha fatto progressi enormi. Ma non è tutto oro quello che luccica e Snowden lo sa benissimo. Per questo motivo ha avvertito: “Loro non pensano davvero molto alla sicurezza di queste cose. La tecnologia è al tempo stesso uno strumento di oppressione e uno strumento di liberazione”. Poi ha aggiunto che la sorveglianza del governo e la raccolta di dati su vasta scala è “in grado di creare un effetto raggelante“.

 

Il futuro di Snowden

Va fatta una precisazione. L’avvocato di Snowden, Ben Wizner della Civil Liberties Union, ha scritto in un’email al Guardian che l’informatore non ha ricevuto alcun compenso per la sua apparizione e la sua intervista al CES 2016. Ma che “ha beneficiato della tecnologia“. Infatti, lo stesso Snowden aveva sottolineato le grandi vantaggi offerti da un dispositivo per la telepresenza: “E se fosse possibile andare al lavoro senza essere seduti nel traffico?“. Per evidenziare come questa tecnologia possa essere utile, ha parlato del suo caso. “Il governo degli Stati Uniti fondamentalmente ha annullato il mio passaporto, ma io sono seduto qui a Las Vegas al CES con voi ragazzi.“.

Diamandis ha poi cambiato argomento chiedendo a Snowden se gli sarebbe piaciuto tornare negli USA. L’informatore ha risposto di sì, ma non si sente pronto a tornare perché non ha fiducia nel governo americano. Teme che non verrà trattato bene. Finora il governo USA gli ha solo promesso che non lo avrebbe “torturato”.

Attualmente Edward Snowden è in asilo politico in Russia e dovrebbe rimanerci fino al 2017. Quello che succederà dopo è un mistero. Ospitarlo significherebbe ormai schierarsi contro gli Stati Uniti. Ecco perché per ora nessun paese si è offerto concretamente di aiutare Snowden. Già un po’ di tempo fa aveva valutato di tornare negli Stati Uniti, ma la situazione è davvero molto complicata. Eppure le sue rivelazioni hanno aperto gli occhi a milioni di persone. Ma soprattutto, hanno diffuso più consapevolezza sulla sorveglianza di massa illegale operata dai governi.

La riforma dell’NSA è stato solo l’inizio. C’è ancora molto da fare per poter tutelare al meglio la privacy dei cittadini. Le sue risposte all’Ask Me Anytihing di Reddit sono state molto significative. Ecco un estratto che riassume il tutto:

Se le persone perdono la loro disponibilità a riconoscere che ci sono momenti nella nostra storia in cui la legalità diventa distinta dalla morale, non solo cediamo il controllo dei nostri diritti al governo, ma anche la nostra volontà nel determinare i nostri futuri.“.

E noi dobbiamo optare per il futuro migliore.

Fonte: rt
Immagine: Flickr


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