I robot e in generale l’intelligenza artificiale (IA) stanno trasformando il mondo. Sono cambiati e continuano a cambiare gli strumenti, gli ambienti e l’organizzazione del lavoro, la quantità di produzione, le modalità di comunicazione e persino le nostre abitudini. Il report realizzato lo scorso novembre dalla banca americana Merryl Lynch, rivelato in esclusiva al Guardian, ha evidenziato che il mercato globale della robotica e dell’IA crescerà da 28 miliardi di dollari fino a più di 150 miliardi di dollari entro 5 anni. Una crescita enorme che vedrà protagonisti Cina, Giappone, Stati Uniti e Corea.

 

1. Industria automobilistica: prima trasformazione in corso

Le industrie automobilistiche cambieranno drasticamente il loro modo di produrre, ma anche i loro prodotti. In effetti, la loro trasformazione è già iniziata da diverso tempo. A fare il primo passo verso un profondo cambiamento in questo settore è stata Google con la sua driverless car, ovvero il veicolo in grado di muoversi in strada autonomamente. La Google Car è stata testata sulle strade della California a partire dall’anno scorso con risultati abbastanza positivi. Ma ci sono anche altre grandi aziende che stanno lavorando a progetti simili, come Tesla. In Giappone stanno pensando addirittura a dei taxi autonomi che offriranno il loro servizio durante le Olimpiadi di Tokyo del 2020.

Ciò significa che l’interesse verso le driverless car sta crescendo sempre più. Secondo il report di Merryl Lynch, nei prossimi 5 anni le automobili saranno sempre più “smart”. E che entro il 2025 saranno completamente autonome. Un dato a sostegno di questa tendenza ce lo fornisce, ancora una volta, il Giappone. Lì i robot sono già in grado di lavorare senza una supervisione fino a 30 giorni senza interruzione. Ciò comporta anche enormi risparmi da parte delle case automobilistiche. Secondo i dati di Deloitte, i robot possono garantire fino al 90% di risparmio sul costo del lavoro. Ora è chiaro perché anche in Cina vogliono sostituire gli esseri umani con dei robot.

Ma la sostituzione delle mansioni lavorative dell’uomo da parte dei robot riguarda più il settore manifatturiero. Almeno per ora. Il lavoro ripetitivo, composto da tante piccole semplici azioni, lo può svolgere benissimo un robot. Ma dove c’è bisogno di creatività, i robot non possono fare granché. Non è facile sapere se il tuo lavoro è a rischio a causa dei robot. Una cosa è certa: i robot stanno cambiando il nostro modo di lavorare e di risolvere alcuni problemi. Siamo solo all’inizio, difficile prevedere cosa accadrà tra 30 anni. Meglio concentrarsi sul presente per comprendere meglio la trasformazione in atto.

Tornando alle driverless car: ok, saranno comodissime e ipertecnologiche. Allora costeranno tanto? In media un veicolo automatizzato costerà 10.000 dollari in più rispetto a un’auto tradizionale. Ma appena le driverless car inizieranno ad essere adottate su larga scala da persone e società, allora il loro prezzo inizierà a diminuire sensibilmente. Accade sempre per le nuove tecnologie. L’amministratore delegato di Tesla Motors, Elon Musk, si troverà sicuramente d’accordo con questo report. Egli infatti è convinto che i veicoli automatizzati saranno il futuro del trasporto pubblico e privato. Sostiene perfino che le auto guidate dall’uomo saranno vietate in futuro. Insomma, lui si fiderà più dell’intelligenza artificiale di una driverless car piuttosto che di un umano. E questo la dice lunga.

 

2. Il consulente finanziario? Un robot.

Forse uno dei più grandi cambiamenti riguarderà il settore finanziario. I robot e le intelligenze artificiali già dominano il mondo delle borse. Delle piattaforme online, grazie al calcolo di specifici algoritmi, generano soluzioni di investimento personalizzate. E si presume che in futuro ci saranno molti più “robot-advisor” che broker in carne ed ossa. Il report di Merryl Lynch indica che intorno al 2020 ci saranno circa 2,2 bilioni di dollari di investimenti effettuati da IA che saranno in grado di apprendere le dinamiche dei mercati.

L’industria finanziaria si sta avviando sempre più verso l’high frequency trading, ovvero alle transazioni ad alta frequenza. Si tratta di un tipo di intervento di mercato basato su software molto efficienti che sono in grado di fare negoziazioni ad alta frequenza che possono anche durare pochissimo. Altre società, invece, sviluppano per i propri clienti degli algoritmi molto sofisticati per gestire i loro soldi automaticamente.

Ma varrà davvero la pena affidarci a dei consulenti finanziari robot? Non esistono ancora certezze, ma se pensiamo che gran parte del lavoro è già svolto da programmi, allora possiamo ben immaginare come in futuro questo potrà essere svolto ancora meglio dalle macchine.

La discussione potrebbe toccare anche la questione della fiducia. Se ti stai chiedendo se potremo fidarci dei robot in ambito finanziario, allora dovresti chiederti anche se attualmente ti fidi al 100% della tua banca o del tuo consulente finanziario. Soprattutto quando ti contattano per convincerti ad attivare dei “servizi che fanno al caso tuo”. Gli algoritmi si possono truccare e le persone possono ingannare. Intanto, però, anche in quest’ambito vediamo i robot sempre più protagonisti.

 

3. I robot negli ospedali

I robot potranno darci una mano anche nel settore sanitario. Condurranno e praticheranno operazioni chirurgiche di massima precisione e assisteranno i pazienti durante la loro permanenza in ospedale.

Per ora, il secondo caso sembra quello più vicino a noi. Abbiamo visto infatti la fase iniziale di progettazione di robot come Romeo, il quale in futuro sarà in grado di afferrare e trasportare oggetti abilmente, fare conversazione, proporre giochi e soprattutto offrire sostegno agli anziani con difficoltà motorie e di memoria. Grandi aspettative anche nell’ambito della diagnostica. Ad esempio, è un fase di sviluppo un robot radiologo che sarà in grado di leggere le radiografie e offrire suggerimenti per la diagnosi.

Intanto, ciò che possiamo confermare è che molti robot negli ultimi anni hanno dato una grande mano ai medici. Nel 2000 sono stati soltanto 1.000 gli interventi eseguiti con l’assistenza di un macchinario robotico. Nel 2014 il numero è aumentato a dismisura: sono stati effettuati 570.000 interventi con l’aiuto di robot. E il numero è destinato ad aumentare nei prossimi anni.

Tecnologie simili potrebbero essere anche la soluzione per la carenza di operatori sanitari qualificati in determinati paesi. Ad esempio, in Giappone stiamo assistendo alla costante creazione di robot che aiutano gli anziani per le attività più semplici. Tra questi ha suscitato notevole interesse RIBA, il robot con braccia e gambe simili alle persone, ma con un viso da orsetto. La sua particolarità consiste nel saper sollevare una persona da un letto e farla sedere su una sedia a rotelle e viceversa. Il viso da orsacchiotto ha un suo perché: un robot troppo simile agli umani potrebbe confondere o spaventare i malati di Alzheimer.

 

4. L’industria manifatturiera vedrà sempre più robot

Partiamo da un dato: attualmente solo il 10% delle attività manifatturiere nel mondo sono automatizzate. Ma il report prevede che entro 10 anni si arriverà al 45% soprattutto grazie al calo dei prezzi delle macchine. Per quale motivo ci affideremo sempre più ai robot in questo settore? Semplice: le macchine riescono a compiere mansioni ripetitive senza fermarsi mai. Le loro prestazioni migliorano sempre più in termini di affidabilità e precisione. La cinese Foxconn, ad esempio, sta investendo molto nei robot che possono assemblare i pezzi dell’iPhone.

Un aspetto su cui vale la pena concentrarsi è anche quello che riguarda la coordinazione tra robot. Gruppi di robot perfettamente coordinati tra loro potrebbero fare la differenza nel settore manifatturiero. Ecco perché negli ultimi anni stiamo assistendo allo sviluppo di robot collaborativi.

I Micro Tugs possono spostare oggetti 2.000 volte più pesanti di loro. In futuro dei robot di questo tipo potranno avere dimensioni maggiori e la capacità di trasportare oggetti ancora più pesanti. Le squadre di operai saranno composte da persone e da robot programmati per lavorare in sintonia con gli umani e con altre macchine. Tutto grazie agli studi sul comportamento degli animali sociali che ci hanno portato alla progettazione di robot come le BionicANTs.

Considerando questi dati e questi progressi nel campo della robotica, risulta facile immaginare il notevole incremento della presenza di robot nelle industrie manifatturiere. Nell’arco di 10 anni potremo assistere a un profondo cambiamento che inciderà significativamente sull’organizzazione del lavoro.

 

5. I robot agricoltori

Anche l’agricoltura e le fattorie vedranno enormi cambiamenti. Macchinari per la mungitura sempre più sofisticati, crescita degli AgBots (agricultural robots) e droni sempre più precisi. Il report di Merryl Lynch prevede che nel 2025 gli agricoltori adotteranno l’intelligenza artificiale e i sistemi di analisi dei big data per ottimizzare la produzione di semi, frutta, verdure e ortaggi.

Il caso dei droni è molto particolare: secondo la AUVSI (Association for Unmanned Vehicle System International), entro il 2025 gli USA avranno 100.000 posti di lavoro in più e un guadagno complessivo di 82 miliardi di dollari. Questo è un esempio di come l’automatizzazione non comporti esclusivamente disoccupazione. Probabilmente ci sarà anche la trasformazione del lavoro stesso di agricoltore. Magari si farà meno fatica, l’attività sarà meno fisica e più gestionale. Quindi non è detto che tutto il processo di automatizzazione sia un male per il nostro lavoro. Potremo trarne anche qualche vantaggio. Il problema riguarderà piuttosto quali e quanti lavori verranno automatizzati, se ne nasceranno di nuovi e se questi richiederanno particolari specializzazioni.

 

6. I robot per i servizi aumenteranno in numero e performance

L’industria dei servizi cambierà del tutto una volta che avremo in casa e sul posto di lavoro dei robot personali. Il 2015 è stato molto interessante da questo punto di vista. Infatti, abbiamo avuto il piacere di conoscere alcuni robot come Nao, l’assistente personale Luna, il socievole PepperPR2 in particolare per le faccende di casa e uno come Mr Robin per aiutare gli anziani o i disabili in casa. L’interessamento verso questo tipo di robot è un segnale chiaro. Ne vedremo tanti altri e forse anche migliori in termini di prestazioni e comprensione del linguaggio umano.

I computer saranno sempre più veloci e con il progresso dell’intelligenza artificiale riusciranno a fare delle previsioni economiche e sociali come noi. Probabilmente anche meglio di noi. Tecnologie di questo livello potrebbero portare al settore dei servizi un bottino di circa 43 miliardi di dollari entro il 2024. Ma, secondo il report, la possibilità di sviluppare un’intelligenza artificiale in grado di eguagliare l’intelligenza umana entro il 2040-50 è del 50%. Solo verso il 2075 la possibilità di realizzazione aumenterà arrivando al 90%.

Sono delle previsioni, difficile stabilire un anno preciso e se effettivamente raggiungeremo questo obiettivo. Tra l’altro c’è anche chi è preoccupato per una simile crescita tecnologica. Perché se le macchine diventeranno più intelligenti di noi, allora ci potrà essere il rischio che prenderanno il sopravvento. Di questa eventualità ha parlato Nick Bostrom che si è posto proprio questa domanda: cosa succederà quando i computer diventeranno più intelligenti di noi? Secondo altri esperti, invece, un evento del genere (noto anche come singolarità tecnologica) porterà solo benefici per gli esseri umani. Ad esempio, Ray Kurzweil sostiene addirittura che i computer saranno intelligenti quanto noi entro il 2029.

La discussione è aperta, ed entrambe le parti hanno delle teorie interessanti. Credo ormai che siamo arrivati al punto in cui non serve più chiedersi se incontreremo limiti nello sviluppo dell’intelligenza artificiale. Bisognerebbe invece chiedersi quali implicazioni ci saranno a ogni traguardo raggiunto.

La preoccupazione principale per gran parte delle persone riguarda il rischio di perdita di lavoro a causa dell’automatizzazione. Secondo il report, potenzialmente il 47% dei lavori negli Stati Uniti potranno essere svolti dalle macchine. E questo è sicuramente un numero allarmante. Ma i cambiamenti non avvengono mai in modo improvviso, soprattutto se comportano grandi trasformazioni sociali.

Tirando le somme, entro 10 anni sicuramente assisteremo ad altri grandi cambiamenti grazie ai progressi della robotica e dell’intelligenza artificiale. Automobili, finanze, ospedali, manifattura, agricoltura e servizi. Saranno questi gli ambiti industriali che subiranno una profonda trasformazione entro il 2025, secondo il report di Merryl Lynch. Tu che ne pensi?

Fonte: businessinsider
Fonte immagine: Flickr

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