La NASA ha annunciato che il Computer Science and Artificial Intelligence Laboratory (CSAIL) dell’MIT sarà uno dei centri di ricerca che riceverà un robot umanoide alto 180 cm e di circa 130 kg per fare dei test e svilupparlo per le future missioni spaziali. Il robot è conosciuto come Valkyrie o R5 e forse un giorno sbarcherà su Marte.

 

Un robot per le missioni nello spazio

Il gruppo del CSAIL sarà guidato da Russ Tedrake. L’obiettivo è sviluppare degli algoritmi per il robot Valkyrie che dovrà poi affrontare la Space Robotics Challenge della NASA, una sfida che si divide in due fasi. La prima prevede una competizione virtuale con l’utilizzo di simulazioni robotiche. La seconda è una vera e propria competizione fisica dei robot. Scopo della Space Robotics Challenge è trovare le soluzioni più appropriate per poter costruire robot autonomi più abili che potranno dare una mano nelle missioni spaziali.

La NASA è interessata allo sviluppo di robot umanoidi per un motivo molto semplice. Possono aiutare o persino sostituire gli astronauti che lavorano in condizioni molto difficili. Lo spazio, si sa, non è un ambiente molto ospitale. I robot come Valkyrie potranno dimostrare tutta la loro utilità per le future missioni spaziali. Magari visitando un pianeta prima che lo faccia l’uomo, scongiurando eventuali pericoli. Oppure potranno assistere gli astronauti fornendo dati e strumenti utili ai fini del completamento delle missioni. Valkyrie era stato inizialmente progettato per eseguire operazioni di pronto soccorso. Ma ora il suo obiettivo principale è esplorare lo spazio profondo.

 

Prossima tappa: Marte

In genere, quando si inizia a parlare di missioni spaziali si finisce col parlare anche del pianeta Marte. Come mai tutte queste attenzioni sul pianeta rosso? Marte, tra tutti i pianeti del sistema solare, è quello più simile alla Terra. Questa caratteristica ha scatenato la fantasia e le ambizioni di scienziati, esperti e imprenditori come Elon Musk, il quale ha apertamente espresso la volontà di mandare un milione di persone su Marte. Sarà fattibile? Intanto, come possiamo vedere, ci sono università, gruppi di ricerca e organizzazioni che ci stanno lavorando.

L’amministratore associato dello Space Technology Mission Directorate (STMD) della NASA, Steve Jurczyk, ha dichiarato: “I progressi nella robotica, inclusa la collaborazione umano-robot, sono fondamentali per sviluppare le capacità richieste per il nostro viaggio su Marte.“. Quindi sì, anche la NASA ha pensato di fare un viaggetto su Marte con l’aiuto di robot. E l’agenzia spaziale americana possiede tutte le risorse necessarie per poterci lavorare.

Tedrake, ad esempio, ha un’enorme esperienza nel settore dei robot autonomi. Negli ultimi 3 anni ha condotto più di 20 ricerche per sviluppare un algoritmo che consentisse a un altro robot umanoide, chiamato Atlas, di aprire porte, girare valvole, fare dei buchi, salire le scale, arrampicarsi su mattoni di cemento e guidare un’auto. Il tutto nell’arco temporale di 1 ora.

Per non parlare delle ultime tecnologie a disposizione degli scienziati della NASA e delle loro recenti scoperte. Unendo i ponti ci si può ben rendere conto che, alla fin fine, questi progetti non sono poi così impossibili da realizzare. Una volta i robot nello spazio erano frutto della fantasia di scrittori e registi di fantascienza che stimolavano la nostra immaginazione attraverso i loro racconti. Oggi, invece, assistiamo al crescente sviluppo di robot, quasi come se fosse la normalità. Se in futuro non arriveremo su Marte per saperne di più, probabilmente lo faranno i nostri robot. Le macchine ci forniranno tutti i dettagli necessari per approfondire le nostre ricerche.

 

In 15 anni il mondo è cambiato

A proposito di robot e Marte, c’è un altro robot umanoide dalle sembianze femminili che potrà rivelarsi molto utile in futuro. Si tratta di AILA, progettata per poter assistere gli astronauti nello spazio. Magari un giorno assisteremo a missioni spaziali dove gli astronauti saranno accompagnati da robot come Valkyrie e AILA. Oppure potremo esplorare i pianeti attraverso i loro occhi e i dati che ci restituiranno.

Non so quale delle due ipotesi sia la più attendibile, forse nessuna, forse entrambe. Ma sicuramente sono affascinanti. E lo dice uno che, sin da bambino, non ha mai nutrito un particolare interesse nei confronti dello spazio. Ma in questi anni sono cambiate molte cose. Alcune tendenze della robotica stanno cambiando il mondo e continueranno a farlo nei prossimi anni.

Ora sono davvero curioso di conoscere meglio Marte anche grazie alla collaborazione di robot come Valkyrie. In attesa di altri grandi progressi.

Fonte: deepstuff

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