L'esoscheletro Rex usato da Rob Camm

Ragazzo paralizzato riesce a camminare grazie a un esoscheletro controllato con la mente

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Rob Camm indossa l’esoscheletro Rex.

Due anni fa, il ventunenne Rob Camm fu vittima di un terribile incidente stradale che gli causò una paralisi dal collo in giù. È successo una settimana prima che iniziasse l’università. Il giovane di Berkley, che era un giocatore di rugby, ha trascorso diversi mesi in ospedale. È stato costretto a una sedia a rotelle e a un ventilatore che lo aiuta a respirare. Ma probabilmente la sua condizione migliorerà grazie a un esoscheletro elettronico che gli ha consentito di camminare di nuovo.

 

L’esoscheletro che ascolta

L’esoscheletro indossato da Rob Camm si chiama Rex. Ma non è l’unico strumento che ha permesso al ragazzo di tornare a camminare. Il sistema, infatti, è composto anche da 79 elettrodi attaccati al suo cranio che leggono i segnali neurali e li convertono in movimento. Di solito i controlli di questi esoscheletri prevedono una sorta di joystick. Ma Rob non potrebbe utilizzarlo. Dunque è stato necessario adottare gli elettrodi. E funziona: è come se l’esoscheletro ascoltasse i pensieri di Rob e li traducesse in movimento.

“È una vera esperienza. Per me solo camminare è insolito e poi controllare da solo la camminata è così… Non so descriverlo adeguatamente, per essere onesti. La cosa strana è guardare giù verso le dita de tuoi piedi dall’alto e vederli in movimento. Quando non fai ciò da un po’ di tempo, è proprio una strana esperienza vedere i tuoi piedi muoversi sotto di te.”

 

 

Verso i miglioramenti della tecnologia

Dopo l’incidente, Rob Camm ha trascorso 96 giorni nel reparto di terapia intensiva al Frenchay Hospital di Bristol. Successivamente è stato trasferito in un’unità specializzata a Salisbury (Wiltshire). E in poche settimane è stato in grado di sedersi su una sedia a rotelle per 15 minuti al giorno. Quando gli è stato concesso di tornare a casa, nel mese di aprile di quest’anno, ha iniziato a lavorare con gli esperti della Rex Bionics in Gran Bretagna e a Roma per mettere a punto l’esoscheletro. E i risultati si vedono.

Di questi esoscheletri ce ne sono solo 17 in tutto il mondo. Gli scienziati sperano di rendere l’esoscheletro ancora più affidabile, inserire un controllo tramite il monitoraggio del movimento degli occhi e degli impianti sotto pelle. In questo modo l’esoscheletro sarà più facile da controllare e permetterà all’indossatore di essere più indipendente.

Rob Camm è stata la prima persona al mondo con l’impossibilità di usare tutti e 4 gli arti ad adottare una macchina per la respirazione indossando al contempo un esoscheletro. Non è facile. “Normalmente una persona avrebbe usato il petto e le spalle per rimanere in piedi, ci ho provato e rimango in equilibrio con la mia testa.“.

Se Rob pensa al suo futuro è ottimista. “La differenza in 20 anni è grande – se si pensa a quello che possono fare ora [con l’esoscheletro], pensa tra 20 anni cosa potrebbe essere possibile.“. Come dargli torto?

 

Il progresso degli esoscheletri

Credo che gli esoscheletri abbiano un potenziale enorme. In futuro potranno cambiare la vita di tutte quelle persone che si sono ritrovate ad affrontare spiacevoli disabilità fisiche e mentali. La tendenza è che entro 5 anni vedremo esoscheletri nei cantieri e non solo. Li vedremo anche negli ospedali, nelle case e anche per le strade.

Un esempio? L’esoscheletro ReWalk. La storia di Robert Woo dovrebbe essere un esempio per tutti coloro che hanno perso la speranza di poter camminare di nuovo a causa di un grave incidente. L’unico limite che non mi stancherò mai di ricordare, e che vale più o meno per quasi tutte le nuove tecnologie, è l’accessibilità. Non tutti oggi possono permettersi un esoscheletro. Non si tratta di un discorso esclusivamente economico, ma anche burocratico. Gli esoscheletri, infatti, prima di poter essere messi sul mercato devono superare diversi test clinici.

Ma la speranza è quella di poter avere una tecnologia del genere disponibile per tutti coloro che ne avranno bisogno. Non solo per la riabilitazione, ma anche per l’industria e per aumentare la produzione fino a 20 volte di più rispetto a quanto normalmente siamo in grado di permetterci. Ecco perché gli esoscheletri possiedono enormi potenzialità. Dobbiamo solo renderle concrete per fini socialmente ed economicamente utili.

Fonte: dailymail


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