I robot che si evolveranno e si riprodurranno

I robot che si evolveranno e si riprodurranno

I ricercatori dell’Università di Cambridge hanno costruito un robot che può costruire altri piccoli robot. È come se fosse una mamma che dà alla luce i suoi piccoli. Paragone un po’ forzato? Non direi. Il robot “madre” verifica quale dei suoi “figli” è più “in gamba” e automaticamente sfrutta i risultati per mettere a punto il design della prossima generazione di robot. Si tratta di un processo paragonabile all’evoluzione degli esseri viventi in cui, attraverso la riproduzione, vengono trasmessi i tratti favorevoli alla progenie.

 

Una selezione naturale robotica

Non vi è alcun intervento umano a parte il comando iniziale che consente al robot di costruire altri piccoli robot dalla forma cubica e con un piccolo motore interno. Sono stati effettuati 5 test separati in cui il robot madre ha progettato, costruito e messo alla prova i suoi piccoli. Dopo aver testato i suoi piccoli, il robot madre elabora i dati per prepararsi alla produzione dei robot della prossima generazione. E pare proprio che i robottini della generazione successiva siano migliori rispetto a quelli della generazione precedente.

I risultati infatti, consultabili in un documento del giornale PLOSE One, hanno dimostrato che i robot più adatti dell’ultima generazione hanno eseguito un compito due volte più velocemente rispetto ai robot più adatti della prima generazione. Una vera e propria selezione naturale, come ha affermato anche l’ingegnere del Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Cambridge Fumiya Iida. “Si può effettivamente vedere il miglioramento e la diversificazione della specie.“.

Per ogni robot “figlio” esiste un unico “genoma” composto dalla combinazione di 5 diversi geni che contengono le informazioni riguardo la sua costruzione, la sua forma e i suoi comandi motori. Per essere considerati i “più forti”, i piccoli robot hanno dovuto superare un test che consisteva nel percorrere una distanza in un determinato tempo. Quelli che hanno superato la prova sono rimasti invariati. Mentre nei robottini meno performanti sono state introdotte dal robot madre delle “mutazioni” che consistevano nel cambiamento della loro forma e della loro andatura.

 

Creatività e adattamento

Ci troviamo di fronte a un gran traguardo. Il prossimo passo sarà quello di capire come rendere questi robot più intelligenti. “Una delle grandi domande nella biologia è come funziona l’intelligenza – stiamo utilizzando la robotica per esplorare questo mistero“, ha detto Iida. “Pensiamo ai robot che eseguono compiti ripetitivi, e sono tipicamente progettati per la produzione di massa, ma vogliamo vedere robot che siano capaci di innovazione e creatività.

Innovazione e creatività: due elementi indispensabili per il progresso. Due elementi che però non potranno fare a meno di un’altra caratteristica fondamentale: l’adattamento. Anche i robot dovranno essere in grado di adattarsi al contesto in cui si troveranno ad operare. L’adattamento ha permesso gli esseri umani di sopravvivere e sarà la stessa cosa anche per i robot. Per il momento le macchine sono intrappolate nelle loro forme e fanno affidamento a software che hanno ancora dei limiti, ma ogni anno che passa la potenza dei computer aumenta. Ad esempio, il robot Nao ha dimostrato un pizzico di consapevolezza. Per alcuni esperti è solo una questione di tempo.

 

Ma allora dovremmo preoccuparci?

Secondo Ray Kurzweil, entro il 2029 i robot saranno intelligenti quanto noi. Vorrà dire che saranno capaci anche di evolversi, adattarsi e riprodursi? Staremo a vedere. Intanto, molti esperti hanno firmato una seconda lettera aperta sui rischi dell’intelligenza artificiale. La lettera descrive gli effetti indesiderati delle armi autonome, conosciute anche come robot killer. Pensare a dei robot killer che si evolvono e si riproducono, in effetti, può inquietare. Ma siamo ancora in tempo per evitare questi rischi.

Un altro tema importante è il lavoro: c’è chi sostiene che grazie a robot più intelligenti la produzione industriale verrà moltiplicata e avremo solo da guadagnarci. Per qualcun altro, invece, i robot saranno una rovina, ruberanno i posti di lavoro e causeranno disoccupazione tecnologica. Ora, è difficile prevedere cosa succederà esattamente. Ma credo che i lavori più a rischio saranno quelli più monotoni e che non richiedono molta creatività. In Cina, ad esempio, stanno già procedendo a sostituire gli esseri umani con i robot in alcune industrie.

E se anche i robot diventeranno creativi? Fino a quel momento ne passerà di tempo e se per allora ci faremo trovare pronti non avremo di che preoccuparci. Come facciamo a farci trovare pronti? Facendo progressi nel campo della tecnologia e prendendo delle decisioni consapevoli. In fondo, anche in questo caso dovremo fare affidamento alla nostra capacità di adattamento. Se riusciremo ad adattarci anche in quel frangente, allora andrà tutto bene. Almeno credo. Purtroppo non sono abile quanto Kurzweil con le sue previsioni.

Cerchiamo di essere ottimisti (è un grosso sforzo in questo periodo, lo so). Se ti serve una mano per iniziare a essere ottimista, fai come me. Inizia ad ascoltare anche le opinioni di altri esperti come Lawrence Krauss: lui non teme gli sviluppi dell’intelligenza artificiale. A volte bisogna trovare il giusto equilibrio tra prospettive negative e positive. Abbiamo sempre qualcosa da imparare.

Fonte: kurzweilai


Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.