Robert W. con l'esoscheletro ReWalk

L’esoscheletro ReWalk consente ai paralitici di camminare di nuovo

Nel 2007 l’architetto Robert Woo fu schiacciato da un carico di acciaio precipitato da una gru. La spina dorsale era andata e le gambe non rispondevano più. Oggi grazie a un esoscheletro chiamato ReWalk 6.0, prodotto dall’israeliana ReWalk Robotics, Robert Woo è tornato a camminare e a fare una passeggiata per le strade di Manhattan.

L’obiettivo dell’inventore di Rewalk 6.0, Amit Goffer, non era solo quello di consentire l’utilizzo dell’esoscheletro in luoghi specifici per le terapie o nelle case, ma anche in ambienti esterni. La versione precedente dell’esoscheletro è stata approvata dalle autorità di regolamentazione degli Stati Uniti per uso clinico e personale. È in fatti il primo esoscheletro a varcare le soglie degli ospedali e ad essere adottato nelle case. E probabilmente la ReWalk Robotics non si fermerà qui e cercherà di conquistare altri primati.

 

L’hardware e i consigli di Robert Woo

La meccanica del ReWalk 6.0 non è molto diversa rispetto alle versioni precedenti: dei servocomandi nella zona dei fianchi e delle ginocchia forniscono l’energia necessaria al cammino e degli accelerometri rilevano quando l’indossatore dell’esoscheletro è pronto per fare il prossimo passo.

Ma ci sono anche diversi aggiornamenti interessanti. I tutori per le gambe sono stati snelliti, le cinghie di supporto distribuiscono il peso del corpo in modo uniforme e lo zaino, che prima conteneva il processore, è stato sostituito da un piccolo marsupio.

L'esoscheletro ReWalk

La ReWalk Robotics è un’azienda che ascolta i suoi clienti. Infatti, i consigli di Robert Woo che aveva provato la versione precedente di ReWalk hanno contribuito al miglioramento dell’esoscheletro. La cinghia di fissaggio che inizialmente poteva irritare la pelle intorno al ginocchio è stata sostituita da un meccanismo che redistribuisce il peso attraverso delle cinghie situate all’altezza degli addominali e delle cosce.

Il signor Woo ha consigliato alla società israeliana anche di cercare di rendere più facile alle persone il modo di indossare l’esoscheletro. Un metodo troppo complicato e che richiede molto tempo porta le persone a stancarsi dell’esoscheletro e a non indossarlo più. E questa è una cosa negativa perché determina l’abbandono delle terapie. Per evitare che ciò avvenga, la ReWalk Robotics ha montato i supporti solo sulla parte esterna dei tutori.

Inoltre, secondo Woo, il nuovo supporto addominale gli consente di chinarsi mentre è seduto senza correre il rischio di cadere in avanti. “Posso essere pronto a stare in piedi in meno di 10 minuti [con il ReWalk 6.0]”, ha detto Woo.

 

Il software

Ci sono stati degli aggiornamenti anche per quanto riguarda il software. Ora l’esoscheletro ReWalk 6.0 consente un’andatura più fluida, un meccanismo di arresto più facile e un modo migliore per salire e scendere le scale grazie a un orologio che permette all’indossatore di scegliere quale modalità impostare tra “in piedi”, “seduto”, “camminare” e “scale”.  Già, le scale. Forse le scale sono l’unico ostacolo burocratico che la ReWalk Robotics deve ancora superare per diventare la migliore in fatto di esoscheletri.

La modalità “scale” non è stata ancora approvata dalle autorità di regolamentazione degli Stati Uniti. La società israeliana ha presentato la documentazione necessaria alla FDA (Food and Drug Administration) e spera di avere presto l’approvazione. Diversa è invece la situazione in Canada e in Europa, dove la modalità “scala” è stata approvata senza troppi problemi.

 

I risultati

Robert Woo può essere considerato in assoluto il primo early adopter degli esoscheletri di tipo commerciale. Dopo l’incidente, e dopo aver sentito parlare dei primi esoscheletri, ha voluto provarne uno: l’Ekso. Da quel momento divenne un collaudatore di esoscheletri e iniziò a partecipare a studi clinici con diversi dispositivi. Ad esempio, per uno studio in corso presso il VA Hospital nel Bronx, Woo sta camminando per 100 sessioni di un’ora ciascuna. I ricercatori stanno cercando di capire se camminare può migliorare la massa muscolare, la densità ossea, la funzione digestiva e la circolazione sanguigna delle persone paralizzate.

Dovremo aspettare ancora un po’ prima di conoscere i risultati di questo studio. Intanto, però, Woo sostiene che gli esoscheletri hanno migliorato la sua salute. La sua digestione e la sua circolazione sanguigna sono migliorate da quando ha iniziato a indossare l’esoscheletro. Ha diminuito le dosi dei farmaci e anche gli spasmi sono diminuiti. Quindi, in un certo senso, possiamo già parlare di risultati positivi.

“Dopo averci camminato per la prima volta, ho detto: ‘È questo, ne voglio uno per la casa. Registratemi!'” – Robert Woo sul ReWalk 6.0 –

Sempre più esoscheletri si stanno affacciando nel mondo del mercato e provengono da mondi differenti: Robo-Mate per l’industria, MAXFAS per stabilizzare le braccia dei soldatiFORTIS per produrre 20 volte di più. Tutti questi esoscheletri hanno però alcuni obiettivi in comune: tutelare la salute e aumentare le prestazioni fisiche degli indossatori. Se quelli della ReWalk Robotics vorranno emergere tra tutti questi, allora dovranno impegnarsi molto per migliorare il prodotto. Ma il CEO Larry Jasinski è ottimista: “A meno che non ci vivi dentro, non puoi capirlo. Quando Robert lo porterà a casa, ci insegnerà altre 100 cose.“.

Fonte: spectrum


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