Un programma di intelligenza artificiale (IA) cinese ha battuto l’essere umano in un test verbale per il QI (quoziente d’intelligenza). Si tratta di un traguardo molto importante. Per un computer non è facile comprendere parole che possono avere diversi significati e particolari rapporti semantici tra loro. L’intelligenza artificiale compie un altro passo avanti verso il raggiungimento dell’intelligenza umana.

 

L’intelligenza è complessa

Ancora oggi si discute sull’efficacia dei test per misurare il QI. Non esistono certezze sulla loro capacità di indagare a fondo l’intelligenza umana. Soprattutto perché i test per il QI non possono misurare l’intelligenza assoluta, ma solo alcune capacità (logica, matematica e comprensione verbale) a discapito di altre (creatività ed intelligenza emotiva). E forse un test per il QI non è lo strumento più adeguato per misurare le prestazioni di un’intelligenza artificiale.

Ma allora perché dovrebbe essere una notizia importante? Perché si tratta pur sempre di una macchina che ha superato un test di intelligenza. Un test che altre persone non sono riuscite a superare. Ecco perché possiamo definirlo come un progresso, un piccolo traguardo. Comprendere il significato di parole, sinonimi, contrari e analogie in un test a risposta multipla non è certo una passeggiata considerando il livello attuale delle IA.

 

La ricerca

Lo scienziato informatico presso la sezione Microsoft Research di Pechino, Bin Gao, ha sviluppato il programma di IA in modo da consentirgli di affrontare al meglio le domande verbali del test. Il primo passo è stato quello di consentire al sistema di comprendere il tipo di domanda proposta. Successivamente i ricercatori hanno dovuto trovare un nuovo modo per rappresentare il significato delle parole e il loro collegamento.

I ricercatori cinesi hanno quindi adottato l’approccio del deep learning. Consiste nella costruzione di rappresentazioni sempre più astratte dei concetti a partire da dati grezzi. Attraverso il metodo noto come word embedding hanno appreso le differenti rappresentazioni delle parole. Infine, hanno sviluppato una tecnica per risolvere le domande del test.

I ricercatori hanno fornito un set di domande per il test QI al loro nuovo programma e a un gruppo di 200 persone con diversi livelli di istruzione. Alcune di queste persone avevano anche un master o un dottorato. I risultati sono stati sorprendenti. L’intelligenza artificiale ha battuto le persone comuni dello studio. Mentre non se l’è cavata tanto bene con chi aveva un livello di istruzione superiore.

 

Il punto della situazione

Robert Sloan, scienziato informatico presso la University of Illinois (Chicago), ha affermato che le prestazioni della IA cinese rappresentano un piccolo passo in avanti. Ma al contempo sostiene che queste domande a risposta multipla sono solo un tipo di test per il QI. Quindi potrebbero non essere paragonabili al tipo di test di ragionamento somministrato agli studenti da psicologi qualificati. Secondo Sloan, “i settori in cui finora abbiamo visto pochi progressi hanno a che fare con il dialogo aperto e la comprensione sociale“.

Anche secondo l’ingegnera elettronica e informatica dell’Università di Washington Hannaneh Hajishirzi i risultati sono davvero interessanti. “Hanno ottenuto risultati interessanti in termini di confronto con gli esseri umani su questo test di domande verbali.“. Ma poi ha aggiunto: “Siamo ancora lontani dal fare un sistema in grado di ragionare come gli esseri umani.“.

Forse Ray Kurzweil non sarà d’accordo con la scienziata sulla sua ultima affermazione. Infatti, secondo l’esperto tecnologo e futurologo, entro il 2029 i computer saranno intelligenti quanto noi. Altri scienziati non si preoccupano sul se e quando l’intelligenza artificiale raggiungerà quella umana, ma su cosa succederà quando i computer diventeranno più intelligenti di noi.

A quanto pare, è solo una questione di tempo. Prima o poi i computer saranno intelligenti quanto noi e forse un giorno ci supereranno pure. Se non lo faranno in termini di intelligenza assoluta, lo faranno in termini di logica, analisi e problem solving.

Fonte: businessinsider

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