Secondo alcuni esperti gli sviluppi dell’intelligenza artificiale (IA) potranno avere conseguenze negative per la nostra vita. Altri futuristi e tecnologi invece, come ad esempio Ray Kurzweil, sostengono che con le dovute precauzioni l’intelligenza artificiale ci procurerà benessere e ricchezza.

Ma qual è la verità? La verità, forse, è che gran parte delle ipotesi di entrambe le parti sono valide. La lettera aperta sui rischi dell’intelligenza artificiale non deve essere interpretata come un grido d’allarme. Dobbiamo considerarla come il tentativo di costruire qualcosa di grande e di comprendere il nostro futuro. Tant’è vero che il primo firmatario è stato Stuart Russell, un professore di informatica che con l’intelligenza artificiale ci lavora e che ha intenzione di avvicinarla ai valori umani.

Anche il fisico Lawrence Krauss non condivide le paure legate agli sviluppi dell’intelligenza artificiale. Anzi, sostiene che ci sono più motivi per accogliere con entusiasmo le innovazioni tecnologiche dell’IA piuttosto che per respingerle. E ce lo spiega in questo video di Big Think (segue una trascrizione).

 

 

“Non vedo alcun ostacolo per i compuer nel diventare eventualmente coscienti in un certo senso. Sarà un’esperienza affascinante. E come fisico vorrò sapere se quei computer faranno fisica allo stesso modo in cui gli uomini fanno fisica.

E non c’è alcun dubbio che quelle macchine saranno in grado di evolvere potenzialmente dal punto di vista computazionale a un ritmo più veloce di quello degli umani. A lungo termine le ultime più elevate forme di coscienza sul pianeta potranno non essere puramente biologiche. Ma non è necessariamente una cosa cattiva.

Presentiamo sempre i computer come se non avessero capacità di empatia o di emozione. Ma vorrei pensare che qualsiasi macchina intelligente alla fine possa fare esperienza. È una macchina per l’apprendimento e infine potrebbe apprendere dalla sua esperienza come un essere biologico consapevole. E quindi è difficile per me credere che non sarebbe in grado di avere molte delle caratteristiche che ora associamo all’essere umano.

Elon Musk e altri che hanno espresso preoccupazione, e Stepehn Hawking, sono amici miei. Capisco le loro potenziali preoccupazioni. Ma io francamente non sono preoccupato dell’IA, almeno nel breve termine, come lo sono molti dei miei amici e colleghi. È molto meno potente di quanto si possa immaginare. Voglio dire, si tenta di ottenere un robot per piegare il bucato e mi viene detto che non si possono nemmeno avere robot che piegano il bucato.

Alcuni mi hanno scritto che sono rimasti sorpresi quando ho citato l’ascensore come un vecchio esempio del fatto che quando entri in un ascensore è la forma primitiva di un computer e stai rinunciando al controllo del fatto che ti porterà dove vuoi andare. Le auto sono la stessa cosa. Le macchine sono utili perché sono strumenti che ci aiutano a fare ciò che vogliamo fare. E penso che le macchine di calcolo siano dei buoi esempi.

Bisogna essere molto attenti nella creazione di macchine per non ritenere che siano più capaci di quanto lo siano davvero. Questo è vero nelle auto. Questo è vero nei veicoli che costruiamo. Questo è vero nelle armi che creiamo. Questo è vero nei meccanismi difensivi che creiamo. E quindi, per me, i pericoli dell’IA riguardano per lo più il fatto che le persone possano ritenere che i dispositivi che creano sono più capaci di loro e non hanno bisogno di maggiore controllo e monitoraggio.

Credo che le opportunità siano di gran lunga più emozionanti dei pericoli. L’ignoto è sempre pericoloso. Ma ultimamente le macchine e le macchine computazionali stanno migliorando le nostre vite in molti modi. Dobbiamo certamente renderci conto che la velocità con cui le macchine si stanno evolvendo nella capacità può superare di gran lunga la velocità alla quale la società è in grado di trattare con loro.

Il fatto che i teenager non parlano tra di loro ma che guardano sempre i loro cellulari – non solo i teenager. Ero in un ristorante qui a New York questo pomeriggio e la metà delle persone non stava parlando con le persone con cui erano in compagnia, ma fissavano i loro cellulari. Beh, ciò potrebbe non essere una buona cosa per l’interazione sociale e la gente potrebbe dover fare i conti con questo. Ma non penso che le persone vedano i loro cellulari come un pericolo. Vedono i loro cellulari come uno strumento che in molti modi permette loro di fare ciò che diversamente fanno in modo più efficace.”


Lawrence Krauss è un professore di fisica e astronomia. I suoi studi si concentrano in particolar modo sulla cosmologia. È stato tra i primi fisici a suggerire che gran parte della massa e dell’energia dell’universo risiede nel vuoto dello spazio (energia oscura). Lawrence Krauss è inoltre l’unico fisico ad aver ricevuto premi da tutte e tre le maggiori società di fisica americane: l’American Physical Society, l’American Association of Physics Teachers e l’American Institute of Physics.

Dunque, anche Lawrence Krauss si aggiunge alla lista degli studiosi che prospettano una società migliore grazie all’avvento di intelligenze artificiali. Ad esempio, Frank Tippler sostiene che le intelligenze artificiali ci salveranno tutti. Ray Kurzweil crede che le grandi innovazioni arriveranno se considereremo l’intelligenza artificiale come “imperativo morale”.

Questi esperti prospettano uno scenario in cui l’intelligenza artificiale ci porterà benessere, comodità e ricchezza. Uno scenario che tutti ci auspichiamo, la cui realizzazione non è certamente come percorrere una strada in discesa. Anzi, è in gran parte in salita, con qualche ostacolo nascosto qua e là. Ma abbiamo iniziato a percorrerla anni e anni fa e fino ad ora abbiamo scoperto tante cose interessanti. Possiamo e dobbiamo proseguire prestando costantemente attenzione a tutte le implicazioni sociali, etiche ed economiche.

Immagine: Flickr

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