Quest’anno c’è stato un aumento dell’interesse verso gli esoscheletri. Abbiamo visto come questi potranno essere adottati nel settore militare, in quello medico e in quello industriale. Proprio riguardo al settore industriale, dove lo spostamento di materiali pesanti è all’ordine del giorno, c’è una novità proveniente da Stoccarda. Si tratta di un esoscheletro chiamato Robo-Mate. Consente a chi lo indossa di afferrare e spostare oggetti di 10 kg come se pesassero 1 kg.

 

L’esoscheletro per la salute

In un periodo in cui si fanno previsioni su un futuro in cui i robot ci ruberanno il lavoro, le notizie dell’arrivo di nuovi esoscheletri fanno tirare un sospiro di sollievo a chi avverte che il pericolo sia imminente. Il lavoro manuale, specie quello che richiede lo spostamento di oggetti pesanti, è alla base della stragrande maggioranza delle industrie. E se in alcune fabbriche il lavoro manuale non è già svolto da robot, l’esoscheletro potrebbe offrire un grande aiuto agli operai.

Secondo la Work Foundation Alliance, ci sono 44 milioni di lavoratori in Europa che soffrono di dolori muscolo-scheletrici. È un dato allarmante se si pensa che in alcuni settori industriali i lavoratori sollevano circa 10 tonnellate totali di oggetti al giorno. Sono questi i dettagli che ci fanno pensare che, in alcuni contesti lavorativi, sarebbe meglio adottare dei robot. Ma oggi esistono ancora alcune mansioni che le persone svolgono meglio delle macchine.

Ecco perché l’esoscheletro potrebbe essere un’ottima soluzione. Tutela la salute dei lavoratori e allo stesso tempo consente loro di svolgere compiti che i robot, almeno fino ad oggi, non sono ancora in grado di eseguire abilmente. Robo-Mate è stato sviluppato proprio per risolvere questi problemi. Vediamo meglio di cosa si tratta.

 

Com’è fatto Robo-Mate

L’esoscheletro è costituito da una serie di moduli collegati tra loro che sostengono braccia, tronco e gambe. I moduli del braccio consentono all’indossatore di percepire solo un decimo del peso totale degli oggetti sollevati. Il modulo del tronco sostiene i muscoli della schiena e la colonna vertebrale. Infine, i moduli delle gambe sostengono gli arti inferiori ed agiscono come una sedia quando ci si accovaccia per sollevare dei pesi.

Secondo i ricercatori tedeschi, la chiave per lo sviluppo di Robo-Mate è stata lo studio tramite software per simulare le attività di montaggio e smontaggio e quindi individuare quali parti del corpo venivano stimolate durante i movimenti. In questo modo, i ricercatori hanno progettato le caratteristiche dell’esoscheletro più consone all’utilizzo industriale con l’obiettivo di proteggere la salute dei lavoratori e di migliorare le prestazioni.

Il primo prototipo è stato presentato in una dimostrazione alla Fraunhofer IAO di Stoccarda il 12 giugno scorso. I ricercatori sostengono che bisognerà lavorare ancora un bel po’ prima di renderlo davvero efficiente. Il dottor Leonard O`Sullivan, specialista in ergonomia e design del prodotto presso l’Università di Limerick (Irlanda), ha dichiarato: “Non stiamo cercando di fare i supereroi. Vogliamo sviluppare un aiutante che supporti gli addetti alla produzione nel loro lavoro quotidiano e li mantenga in buona salute.”

 

Probabili applicazioni in altri settori

Ma l’industria non è il solo settore dove Robo-Mate potrà essere applicato. Ci sono anche altri ambiti dove sia i lavoratori sia le aziende potranno beneficiare dell’esoscheletro. Ad esempio: il settore dell’aviazione, per il trasporto dei bagagli; il settore delle costruzioni, per il sollevamento di materiali edili e la realizzazione di strutture; il settore della logistica, per lo spostamento merci nei magazzini; e il settore sanitario, per aiutare gli infermieri in attività fisiche estenuanti e gli anziani.

Dunque sembra proprio vero che tra circa 5 anni potremo vedere esoscheletri non solo nei cantieri. In realtà, esoscheletri da supporto al lavoro operaio sono stati già progettati in passato, come FORTIS. Negli ultimi tempi, però, stiamo assistendo a progressivi sviluppi della tecnologia dell’esoscheletro. Una delle ultime novità in campo militare, ad esempio, è MAXFAS. Si tratta di un esoscheletro che permette ai soldati che hanno avuto un ictus di impugnare bene un’arma da fuoco.

Nei prossimi anni assisteremo ad altri interessanti progressi tecnologici per quanto riguarda gli esoscheletri e magari verranno adattati anche per utilizzarli in altri settori. Per ora, il ramo militare e quello industriale sembrano essere quelli più promettenti.

Fonti: robo-mategizmag

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