Una società giapponese ha sviluppato un drone che sarà in grado di ispezionare i reattori della centrale nucleare di Fukushima.

MAXFAS: l’esoscheletro per stabilizzare il braccio dei soldati

I ricercatori dell’US Research Lab (ARL) stanno lavorando su un esoscheletro in fibra di carbonio da applicare al braccio. Ma non è uno esoscheletro diverso dai soliti. È stato progettato per aiutare i soldati che hanno avuto un ictus a stabilizzare le armi da fuoco e a tenerle meglio. Per ora, il Mobile Arm eXoskeleton for Firearm Aime Stabilization (MAXFAS) è stato usato solo durante delle prove statiche con l’ausilio di hardware esterni. Ma gli esperimenti hanno provato che la tecnologia può aiutare i soldati nella riabilitazione anche dopo che hanno smesso di indossarlo.

 

Obiettivo: stabilizzare

Il primo a provare MAXFAS è stato lo scienziato Dean Baechle che ha descritto l’esoscheletro come lo stabilizzatore di immagine di una macchina fotografica. “Immaginate i vantaggi dell’utilizzo di uno stabilizzatore di immagine per una macchina fotografica quando un fotografo sta catturando scene d’azione. MAXFAS fornisce quel livello di stabilità per l’intero braccio durante i momenti critici di mira e sparo.“.

Baechle ha anche fornito una breve descrizione del funzionamento della tecnologia. “L’esoscheletro MAXFAS rileva le scosse nel tuo braccio che probabilmente non ti rendi nemmeno conto che esistono. Gli algoritmi di controllo per il dispositivo riducono drasticamente le vibrazioni senza bloccare il braccio in posizione.“.

MAXFAS è supportato da un computer che trasforma i dati del sensore dell’esoscheletro in piccole quantità di forza. Queste contrastano i tremolii del braccio di un tiratore. Risultato: il tiratore riesce a rimanere più facilmente sul bersaglio.

 

Per l’addestramento dei soldati

In genere, come sostiene anche Beachle, gli esoscheletri vengono progettati per aumentare la forza o la resistenza di soldati o degli operai (come FORTIS). Ma MAXFAS potrebbe essere adottato anche per allenare i tiratori.

Certamente dobbiamo eseguire ulteriori test per scoprire quanto tempo durano gli effetti. Ma questi risultati iniziali indicano che MAXFAS potrebbe essere usato per allenare l’abilità di tiro dei soldati in modo più veloce ed efficiente.“.

Gli scienziati dell’ARL hanno pensato anche a una versione mobile dell’esoscheletro. Potrà essere indossata dai soldati sul campo di battaglia nel momento del bisogno per migliorare le loro prestazioni. Ma una versione mobile richiederà ulteriore lavoro. C’è da migliorare innanzitutto il primo prototipo. Poi forse potremo sviluppare versioni mobili di qualsiasi tipo di esoscheletro.

 

Continuo progresso

I ricercatori dell’ARL hanno pensato a versioni mobili, ma c’è chi è più ambizioso. C’è chi punta a raggiungere livelli tecnologici che siamo abituati a vedere solo nei film. Nel laboratorio delle Operazioni Speciali degli Stati Uniti, ad esempio, si sta lavorando a un’armatura speciale per i soldati chiamata TALOS. Può sembrare uno scherzo, ma è tutto vero. Il progetto dell’armatura TALOS ha come modello la tecnologia adottata da Iron Man. L’obiettivo è proprio riuscire a costruire qualcosa del genere, o almeno avvicinarsi a quei livelli.

Possiamo pensare a TALOS come un esoscheletro altamente potenziato. Esistono però tanti altri esoscheletri che assolvono anche a funzioni di riabilitazione e sostegno. L’esoscheletro è un’altra tecnologia che nasce e si sviluppa nell’ambito militare, ma che ha già trovato diverse applicazioni anche in ambito medico.

Stiamo assistendo a un continuo progresso nel settore tecnologico degli esoscheletri. C’è chi sostiene che tra 5 anni vedremo esoscheletri non solo nei cantieri e nell’esercito, ma anche negli ospedali e nelle nostre case. Una previsione che ogni anno fa un passo verso la sua realizzazione.

Fonte: arstechnica
Foto: US Army


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