Un braccio robotico incrocia un braccio umani

Il tuo lavoro è a rischio a causa dei robot?

Una ricerca dell’Università di Oxford chiamata “The Future of Employment: How Susceptible Are Jobs to Computerisation?” ha evidenziato come molti lavori, manuali e non, potranno diventare completamente automatizzati. Ma lo studio ha mostrato anche come i lavori più creativi siano meno a rischio. Una cosa è certa: in alcuni casi, i robot hanno già sostituto il lavoro umano e la tendenza è quella di una progressiva automatizzazione delle mansioni. D’altra parte, le professioni più tradizionali non scompariranno all’improvviso.

 

Lo studio

Il dottor Carl Benedikt Frey e Michael Osborne dell’Università di Oxford hanno effettuato diverse ricerche sull’impatto della robotica per diversi anni. Il loro ultimo rapporto mostra come i big data e l’internet delle cose potrebbero avere enormi conseguenze specialmente sul lavoro impiegatizio. Le loro ricerche sono iniziate nel 2013 e hanno analizzato 702 professioni diverse per vedere se queste richiedevano intelligenza creativa, intelligenza sociale, percezione o manipolazione fisica.

In particolare, i ricercatori hanno verificato se i lavoratori hanno dovuto negoziare o convincere altre persone, se è stato richiesto un servizio clienti personalizzato, se erano necessarie soluzioni originali oppure se determinati dati necessitavano l’elaborazione di un computer. NPR.org ha raccolto i dati della ricerca e li ha organizzati: possiamo consultare 21 categorie di ambiti professionali, scegliere un lavoro specifico e osservare la percentuale di futura automatizzazione di quel lavoro. Più è alta la percentuale e più alta sarà la probabilità che in futuro quel lavoro verrà svolto da un robot.

Si possono leggere tantissime percentuali, ma ne ho scelte solo alcune per rendere meglio l’idea di quali tipi di lavori, secondo lo studio, sono più al sicuro dalla robotizzazione e quali sono i più minacciati:

  • 0,3% – terapia occupazionale
  • 0,4% – chirurgia e medicina
  • 1,7% – ingegneria aerospaziale
  • 2,1% – fashion designing
  • 3,5% – avvocato
  • 9,8% – polizia
  • 11,4% – reporter e corrispondenti
  • 12,7% – ballerino
  • 14,8% – elettricista
  • 17,4% – insegnamento scuola media
  • 37,4% – recitazione
  • 54,6% – pilota commerciale
  • 64,6% – macchinista
  • 76,8% – barista
  • 88,8% – autista di autobus
  • 93,7% – cameriere
  • 97,6% – contabilità e segreteria legale
  • 98,3% – arbitro e cassiere della banca

 

Quali professioni sopravviveranno e quali no?

Con le percentuali riportate sopra, possiamo capire quali lavori potranno resistere all’automatizzazione. I settori della scienza, della tecnologia, della matematica e dell’ingegneria sembrano essere più al sicuro rispetto a tutti gli altri. Sembrano essere fuori pericolo anche quelle professioni che offrono un certo livello di assistenza personale e di attenzione ai dettagli, come terapisti, insegnanti, personal trainer, scenografi, coreografi, avvocati, veterinari, poliziotti, pompieri, giornalisti, guide turistiche, esperti di relazioni pubbliche e altri professioni legate all’utilizzo del computer.

I lavori che invece richiedono l’analisi di grandi quantità di dati o l’esecuzione di compiti ripetitivi verranno sempre più automatizzati. Quindi cassieri bancari, funzionari di prestiti, assicuratori, amministratori, assistenti di vendita, riparatori, autisti e camerieri. Dobbiamo preoccuparci? Un simile cambiamento non potrà mai avvenire improvvisamente.

Dovremo iniziare a preoccuparci sul serio quando e se non riusciremo ad adattare il modello socio-economico al progresso tecnologico e scientifico. L’ipotesi secondo la quale le nuove tecnologie comportano ruoli professionali altamente specializzati è forse la più attendibile. Sotto questo punto di vista, credo che la chiave sarà nell’istruzione e nella formazione professionale. Se sappiamo già da ora che i lavori del futuro richiederanno grandi abilità tecniche, allora cominciamo a offrire un’adeguata educazione, sia in ambito scolastico/universitario sia in ambito lavorativo.

 

In un futuro non molto lontano…

… ci recheremo dal medico con i veicoli automatizzati. Il nostro medico di fiducia ci visiterà e grazie a delle apparecchiature molto sofisticate individuerà immediatamente un’appendicite: bisognerà operare. Nessun problema, la medicina ha fatto passi da gigante e l’intervento sarà molto semplice.

Prenoteremo l’intervento, andremo all’ospedale e ci faremo operare da quel bravo chirurgo. Dopo l’operazione riposeremo per qualche giorno prima di tornare a casa. Per ammazzare il tempo leggeremo notizie dallo smartphone o dal tablet e noteremo firme di giornalisti famosi, ma anche di qualche nuovo software che ha iniziato a pubblicare le prime storie di cronaca nera. In serata vedremo un bel film: bravissimi tutti gli attori, anche quello che compare solo un paio di volte, ma che ha avuto un enorme impatto sulla storia. Chi sarà? Cercheremo informazioni su di lui e scopriremo che si trattava dell’esordio di un robot: Brad Chip.

Quando saremo a casa, non vedremo l’ora di riprendere le nostre attività quotidiane, escluso il lavoro, sempre se ne avremo uno. Avremo voglia di partecipare al torneo di calcetto/pallacanestro/pallavolo/ con gli amici per fare un po’ di movimento e rimetterci in forma. La prima partita sarà disputata quell’attesissimo venerdì, alle ore 20. Arriverà quella sera e avremo la voglia di giocare una grande gara. La giocheremo con grinta, ma la perderemo. Colpa dell’arbitro… Maledetto REF 2.1! Riesce a vedere ogni minimo contatto…

Non rimarrà che concludere la serata con una consolazione: una cena con la squadra. Ci sarà quella pizzeria di cui tutti parleranno, da provare. Una Margherita, una Marinara, una Diavola, chi vorrà togliersi lo sfizio con un calzone o un ripieno, chi sarà più esigente perché non vorrà il formaggio, chi preferisce una maggiore cottura, chi il fior di latte al posto della mozzarella. Il cameriere prenderà appunti e le pizze arriveranno poco tempo dopo. Buonissime, tutte le richieste soddisfatte alla grande. Il cameriere meriterà una bella mancia: “No, grazie. Non è necessario.”. Era un robot. “Allora fai i complimenti al pizzaiolo da parte nostra. O è un robot anche lui?” – “Non sono autorizzato a rilasciare questo tipo di informazioni.”. No dai, anche il pizzaiolo robot no, non può essere. Però forse è meglio di un arbitro robot…

 

Ma sarà davvero così?

Non possiamo saperlo con certezza. Quello che sappiamo è che negli ultimi anni stiamo assistendo a una progressiva automatizzazione di alcune attività, soprattutto industriali. Molti esperti di intelligenza artificiale sostengono che tra 20, 30 o 40 anni sarà del tutto normale avere dei robot a casa sul modello di PR2, Luna e Pepper, probabilmente anche di livello superiore.

Il punto è che non dovremmo chiederci solo se i robot porteranno benefici o meno. Non bisognerebbe capire solo se i robot sostituiranno gran parte delle mansioni umane, perché sta già succedendo. Bisognerebbe invece capire quali trasformazioni potranno esserci sia a breve termine sia a lungo termine. La futurologia, insieme ad altre discipline economiche e sociologiche, potranno darci un grande aiuto.

Per ora dovremmo concentrarci sui progressi attuali i e sui possibili futuri sviluppi tecnologici da qui a 10 anni. Ad esempio, di recente 7 futuristi hanno fatto le loro previsioni per il prossimo decennio su quella che sarà l’intelligenza artificiale, la stampa 3D e la medicina personalizzata. Sono degli esperti, non dei maghi che improvvisano profezie con una sfera di cristallo. Molte delle loro prospettive passate si sono realizzate perché hanno la grande capacità di comprendere il presente e interpretare le tendenze tecnologiche.

Tu cosa ne pensi? I robot gradualmente “ruberanno” i nostri lavori lasciando spazio solo alle professioni più creative e specializzate? Parliamone.

Fonte: ibtimes
Immagine: Flickr


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