Edward Snowden

Snowden avverte l’Australia sulla conservazione dei dati

L’ex tecnico della CIA Edward Snowden ha un messaggio per gli australiani che si stanno confrontando con le nuove leggi sulla conservazione dei dati. “Vi stanno osservando“. Secondo Snowden, queste nuove leggi sono “radicali” e “pericolose”. Il motivo? Tengono sotto controllo anche gli australiani che non hanno infranto la legge.

 

Come nel Regno Unito

Edward Snowden ha fatto le sue dichiarazioni durante la Progress 2015 conference, in collegamento video da Mosca. Ha preso a cuore la questione della sorveglianza australiana perché molto simile a quella del Regno Unito. Snowden ha affermato che sia il governo britannico sia quello australiano hanno instaurato una forma di “indagine pre criminale“:

“Stanno osservando tutti per tutto il tempo. Stanno raccogliendo informazioni in mucchi che possono poi cercare non solo localmente, non solo in Australia, ma possono condividerli con i servizi segreti stranieri, come la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, il quartiere generale del governo britannico per le comunicazioni, e loro possono scandagliare tra le comunicazioni allo stesso modo e questo accade spesso oltre qualsiasi tipo di supervisione giudiziaria. Il risultato finale è che indipendentemente dal fatto che stai facendo qualcosa di sbagliato, sei osservato.”

 

Giornalisti tutelati?

La legge australiana sulla conservazione dei dati è stata scritta, almeno teoricamente, fornendo delle garanzie per i giornalisti. Ma Snowden ha contestato questa interpretazione sostenendo che queste protezioni non sono abbastanza forti da tutelare i giornalisti e le loro fonti.

“Secondo questi programmi obbligatori sui metadati che sono passati in Australia, si possono vedere immediatamente quali giornalisti stanno contattando, dai quali si può capire quali sono le loro fonti. Se c’è, per esempio, una fuga di notizie nei servizi segreti australiani che rivela ai giornali che questi servizi stanno abusando del loro potere e che il governo può con facilità accedere alla sua enorme collezione delle comunicazioni di tutti, a prescindere dal fatto che siano sospettati di qualsiasi reato o se si stanno occupando delle loro attività quotidiane, è tutto lì.”

Quindi no, la legge sulla conservazione dei dati australiana non offre alcun tipo di garanzia ai giornalisti. Snowden sostiene che lo scopo di una stampa libera è quello di tutelare l’interesse pubblico e “tenere i funzionari più potenti nella nostra società per conto della legge“. Ma questo compito “è tradizionalmente molto difficile da svolgere quando le operazioni avvengono dietro un velo di segretezza“.

 

Un’altra sconfitta

La legge australiana sulla conservazione dei dati è passata lo scorso marzo con supporto bipartisan. È passata nonostante i gruppi per le libertà civili e per i diritti digitali abbiano espresso il loro dissenso tempo prima. Si tratta dunque di un’altra sconfitta. La privacy dei cittadini ha perso ancora una volta la battaglia contro gli interessi del governo.

Snowden ci sta mettendo in guardia da diverso tempo. Qualche mese fa ci avvertì del fatto che la National Security Agency (NSA) si sta preparando a dominare sul fronte della guerra digitale, nonostante lo scandalo Datagate. Ci ha spiegato che, quando entra in gioco la difesa dei diritti dei cittadini, la legalità si distingue dalla morale. Una lotta per la tutela della privacy che continua ormai da quasi due anni. E che per fortuna ha punzecchiato la coscienza di molte altre persone.

La legge sulla conservazione dei dati in Australia è un brutto colpo. Ma non bisogna mollare. Snowden ha anche detto: “Queste non sono cose che i governi sono mai stati in potere di reclamare per essi stessi come autorità.“. Un motivo in più per non cedere a delle leggi che fanno tutto tranne che proteggere i diritti dei cittadini.

Fonte: cnet
Immagine: Flickr


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