La speranza è quella di riuscire, un giorno, a guarire completamente le lesioni alla colonna vertebrale che possono causare la paralisi. Gli scienziati americani della Tufts University School of Medicine hanno dimostrato come potrebbero essere in grado di curare le lesioni alla colonna vertebrale con un esperimento sui topi.

 

L’esperimento

Il team di scienziati ha schiacciato la spina dorsale di topi di laboratorio nella zona del tratto dorsale dove è presente il fascio principale di fibre nervose e che trasporta i segnali di percezione dal corpo al cervello. Dopodiché hanno trattato le lesioni con una vitamina chiamata artemin, conosciuta per le sue funzioni di supporto alla crescita e al lavoro dei neuroni. Dopo un trattamento di due settimane, le fibre nervose si sono rigenerate e hanno superato con successo la distanza di 4 centimetri.

Il fisiologo Eric Frank che ha lavorato al progetto ha dichiarato: “Si tratta di una lunghezza significativamente più lunga della rigenerazione del Sistema Nervoso Centrale rispetto a quanto è stato riferito in precedenza. Ma la strada è ancora lunga!“. Il team di scienziati, attraverso lo studio pubblicato dai Proceedings of the National Academy of Sciences, ha fatto sapere che il trattamento con artemin ha avuto successo nella rigenerazione dei neuroni sensoriali piccoli e grandi.

Ma secondo Frank la lunghezza di rigenerazione non è l’unico elemento importante evidenziato in questo studio: “Le fibre nervose rigeneranti ricrescono nei posti giusti nel midollo spinale e nel tronco cerebrale“. E questo è particolarmente interessante visto che i topi di laboratorio erano vecchi diversi mesi. Ovvero, non erano poi così giovani come si potrebbe immaginare.

 

Effetti e speranze

I risultati suggeriscono dunque che le guide chimiche che consentono alle fibre nervose di raggiungere le zone lesionate persistono nel midollo spinale adulto. Ciò significa che la proteina artemin non può aiutare a rigenerare tutte le fibre nervose. Ma è probabile che possa essere di supporto ad altri neuroni. “Se diventa possibile fare in modo che anche questi altri tipi di fibre nervose si rigenerino per lunghe distanze, c’è una ragionevole possibilità che essi possano ricrescere anche nelle loro aree di destinazione originarie“, ha proseguito il dottor Frank.

La sfida è quella di far rigenerare le fibre nervose e di farle ricollegare di nuovo in modo che possano svolgere la loro funzione senza alcun problema. Se gli scienziati riusciranno a raggiungere questo obiettivo, allora faremo un grande passo avanti nel migliorare la vita delle persone paralizzate. Si spera in un futuro dove non saranno più necessarie né le stampelle né le sedie a rotelle e dove gli esoscheletri potranno velocizzare i tempi di recupero e offrire terapie adeguate.

Fonte: sciencealert
Immagine: Flickr

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