La DARPA e i droni del futuro

La DARPA (Defense Advanced Research Project Agency) sta lavorando sulle tecnologie avanzate che in futuro, forse, rimpiazzeranno i soldati. Tra queste ci saranno dei particolari droni di nuova generazione che saranno in grado di colpire con molta precisione obiettivi aerei e terrestri anche grazie a una sofisticata intelligenza artificiale.

Diamo uno sguardo ai droni del futuro con gli occhi della DARPA.

Droni del futuro secondo la DARPA
Droni del futuro secondo la DARPA

 

Programma SoSite

Il progetto dei droni del futuro della DARPA si chiama  System of Systems Integration Technology and Experimentation, conosciuto anche come SoSite. Questo programma mira a sviluppare e a dimostrare la superiorità aerea con nuove combinazioni di architetture, aerei, armi e sensori. Distribuirà le capacità della lotta aerea su diverse piattaforme con e senza piloti interoperabili. La DARPA vuole integrare le nuove tecnologie e i sistemi di bordo con i sistemi già esistenti il più rapidamente possibile. E vuole farlo a costi inferiori rispetto ai programmi militari avversari.

Il program manager di SoSite John Shaw ha dichiarato: “Stiamo sviluppando tecnologie per rendere queste architetture durature e sicure, compreso il rafforzamento delle difese contro gli attacchi informatici, consentendo alle norme di evolvere con l’avanzare della tecnologia, pur mantenendo la compatibilità allo stato precedente, e fornendo strumenti per una maggiore e più veloce composizione di sistema e di test. Se avremo successo, i servizi saranno in grado di aggiungere o scambiare le funzionalità attraverso piattaforme con e senza pilota già esistenti a costi inferiori e in tempi più brevi. L’obiettivo è quello di collegare i moduli che svolgono diverse funzioni aeree in qualsiasi tipo di piattaforma aerea e farli lavorare senza soluzione di continuità.“.

L’idea di base è che i droni del futuro saranno programmati e guidati in sciami da un’intelligenza artificiale. In questo modo i soldati si limiteranno a supervisionare i controlli e le missioni. Il video di seguito mostra una ricostruzione di quello che potrà essere il programma SoSite.

 

I progressi scientifici e tecnologici in campo militare spesso ci mostrano fin dove può spingersi l’essere umano. Al contempo evidenziano sia gli aspetti positivi sia gli aspetti negativi delle conseguenze. È molto facile vantarsi di tecnologie avanzate che apportano benefici lampanti. Ma è molto difficile invece spiegare o ricordare che molte altre tecnologie militari possono causare morte e distruzione. Gli stati più potenti rincorrono il progresso tecnologico militare per una questione di sicurezza nazionale. O almeno così dichiarano. Ma è evidente che lo fanno anche per conquistare una condizione di prestigio.

Nel caso dei droni e dei robot esistono delle implicazioni culturali e sociali che spesso vengono sottovalutate o addirittura dimenticate. Un punto interessante riguarda la capacità di uccidere da parte di un’entità autonoma non umana. Usare un robot per uccidere, ad esempio, potrebbe instaurare una distanza emotiva, non solo fisica, in chi esegue gli ordini. Le missioni cominceranno ad essere eseguite premendo semplicemente dei pulsanti o inserendo dei dati nei computer.

Non si tratta più di provare a fare previsioni sul futuro delle tecnologie militari. Programmi come SoSite dimostrano che le agenzie militari si stanno già preoccupando di come raggiungere un determinato livello tecnologico e di come portare a termine le missioni senza coinvolgere direttamente i soldati. Insomma, la guerra del futuro vedrà più robot che umani e più droni che aerei con piloti. Anche se sarebbe meglio che in futuro non ci fosse alcuna guerra.

 

I dibattiti contano

Molte persone si stupiscono quando sentono parlare di una lettera aperta sui rischi dell’intelligenza artificiale o di una campagna per fermare i robot killer. Si chiedono: “Abbiamo davvero bisogno di discutere sull’eventualità dell’arrivo di robot pericolosi? Esiste davvero questo rischio?”. La risposta è sì. Il progresso tecnologico è proprio davanti ai nostri occhi. Ogni giorno si fa un passo avanti verso la costruzione di intelligenze artificiali più sofisticate e precise.

Il problema non è se arriveremo o meno a costruire macchine pericolose. Il problema è: come facciamo ad evitare che vengano costruite macchine pericolose? Per questo motivo non possiamo sottostimare i dibattiti scientifici, etici e bioetici sullo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Riguarda noi, riguarda il nostro futuro, ed è bene discuterne e cercare di trovare delle soluzioni comuni.

Ormai queste storie non possono essere più catalogate come “fantascienza”. Se costruiremo robot, droni o qualsiasi macchina distruttiva sarà solo colpa dell’uomo, sarà colpa nostra. È l’uomo che controlla la tecnologia e che prova a superarne i limiti. Sostengo sempre che la tecnologia non ci distruggerà. Nelle peggiori delle ipotesi, sarà l’uomo a distruggersi con la sua tecnologia. Credo sia una relazione differente, non credi?

Fonte: darpa.mil


Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.