Per la prima volta un dipendente della Monsanto, multinazionale americana di biotecnologie, ha ammesso che nella società esiste un intero reparto che si occupa di screditare gli scienziati che si schierano contro gli organismi geneticamente modificati. Qualcuno se lo aspettava, qualcun altro no. Fatto sta che la dichiarazione pubblica, forse involontaria, farà sicuramente discutere.

 

Il fatto

In un dibattito a cui hanno partecipato molti studenti speranzosi di ottenere uno stage nel loro ambito di studi è stata posta una domanda interessante. Uno studente ha chiesto al dipendente della Monsanto William More come si comporta l’azienda nei confronti di coloro che si scagliano contro la multinazionale americana, per negare quella che definiscono la “cattiva scienza”. More, quasi come se si fosse dimenticato di essere in un evento pubblico, ha risposto che la Monsanto ha

Un intero reparto dedicato a ‘screditare’ la scienza che è in disaccordo con la loro.

È la prima volta che un dipendente della Monsanto afferma una cosa del genere.  Cioè che la società americana possiede un enorme peso politico e finanziario per tenere a bada coloro che si oppongono alla loro missione.

 

Il glifosato

Il compito di questo reparto è quindi quello di respingere qualsiasi opinione e studio che dimostri la pericolosità di prodotti contenenti il glifosato (Roundup) e altre sostanze dannose. Proprio l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e l’International Agency for Research on Cancer (IARC) hanno classificato il glifosato come una sostanza probabilmente cancerogena.

Il vicepresidente della Monsanto, Philip Miller, ha messo in discussione la qualità della valutazione dell’OMS e ha richiesto delle spiegazioni. Ma in realtà è tutto molto chiaro, sono state ripetute già diverse volte le caratteristiche del glifosato.

“Il glifosato è un erbicida ad ampio spettro, attualmente con i più alti volumi di produzione di tutti gli erbicidi. Èvutilizzato in oltre 750 diversi prodotti per applicazioni in agricoltura, silvicoltura, urbane e per la casa. Il suo uso è aumentato notevolmente con lo sviluppo di varietà di colture resistenti al glifosato geneticamente modificate. Il glifosato è stato rilevato nell’aria durante la spruzzatura, nell’acqua e negli alimenti. C’era una limitata evidenza per la cancerogenicità del glifosato.

Il glifosato è stato rilevato nel sangue e nelle urine dei lavoratori agricoli, indicando l’assorbimento. I microbi del suolo degradano il glifosato in acido aminometilfosfonico (AMPA). Il rilevamento del sangue AMPA dopo gli avvelenamenti suggerisce il metabolismo microbico intestinale nell’uomo. Il glifosato e le formulazioni del glifosato indotto danni al DNA e ai cromosomi nei mammiferi, e nelle cellule umane e animali in vitro. Uno studio ha riportato aumenti dei danni cromosomici nei marcatori ematici (micronuclei) nei residenti delle diverse comunità dopo la spruzzatura di formulazioni di glifosato.”

 

Quale scienza?

Il dipendente della Monsanto con una sola e semplice frase ha svelato che esiste un reparto che cura la propaganda scientifica della multinazionale americana di biotecnologie. In quel reparto ci saranno numerosi dipendenti che si assicureranno di promuovere e difendere i loro prodotti dalla “cattiva scienza”. Ma anche quella dell’OMS e della IARC è una “cattiva scienza”?

Spesso chi si scaglia contro Monsanto e la sua politica è descritto come un ambientalista che non vede mai come buone le alternative tecno-scientifiche. Anche quando queste sembrano essere davvero sostenibili e rispettose dell’ambiente. Ma se delle organizzazioni di questo livello considerano il glifosato “probabilmente cancerogeno” vuol dire che i prodotti della Monsanto davvero non sono poi così innocui.

Chi è contro Monsanto non è detto che sia inevitabilmente contro gli OGM in generale. In questo caso, gli OGM della Monsanto sembrano provocare più danni che altro ed è giusto che si faccia chiarezza su questa situazione. Quanto ci conviene continuare ad usare sostanze probabilmente cancerogene e che causano di sicuro anche altri problemi alla salute?

Fonte: naturalsociety
Immagine: Flickr

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