Gli AgBots (Agricoltural Robots) sono dei robot progettati per compiere determinati lavori agricoli. Un giorno sostituiranno completamente gli umani nel compiere diverse operazioni: tosare l’erba, fertilizzare e irrigare i campi, controllare parassiti e malattie delle piante e raccogliere i frutti. Tutti questi lavori saranno effettuati da robot e ottimizzati anche grazie alla gestione dei big data. Ne è convinto il professore di robotica Tristan Perez, della Queensland University of Technology (QUT), in Australia.

AgBot

 

Agricoltura automatizzata

Le parole del professor Perez riassumono quello che potrà essere il futuro dell’agricoltura: “Stiamo iniziando a vedere l’automazione dell’agricoltura per singoli processi, come il monitoraggio degli animali e delle colture con i droni da remoto, la gestione robotica delle erbacce, l’irrigazione autonoma. C’è un potenziale enorme per gli AgBot nella combinazione con reti di sensori e droni per fornire a un agricoltore enormi quantità di dati che poi possono essere combinati con modelli matematici e tecniche statistiche innovative (analisi dei big data) per estrarre le informazioni chiave per le decisioni di gestione. Non solo su quando applicare gli erbicidi, pesticidi e fertilizzanti, ma anche su quanto usarli.

 

Robot agricoli di seconda generazione

Il secondo prototipo di AgBot sviluppato dalla QUT è dotato di videocamere, sensori e software progettati per esplorare, rilevare e classificare le erbacce e gestirle sia dal punto di vista chimico sia dal punto di vista meccanico. Il robot entrerà in piena funzione nel mese di giugno.

Perché avremmo bisogno di robot agricoli? Secondo Perez la popolazione mondiale entro il 2050 raggiungerà quota 9 miliardi. Per questo motivo è necessario escogitare nuove soluzioni per aumentare i raccolti e perfezionare la loro gestione. E ciò, secondo diversi esperti come Perez, sarà possibile grazie a questi robot di seconda generazione.

 

Gestione dei dati

Un’organizzazione di questi livelli presuppone lo sfruttamento a la gestione di big data, cioè l’enorme quantità di dati strutturati e non che possono restituire importanti informazioni attraverso accurate analisi. Anche l’agricoltura, dunque, si baserà sempre più sull’acquisizione, gestione e analisi dei dati riguardo le colture, i terreni, i prodotti chimici e i fertilizzanti. Tutto sarà quantificabile e di conseguenza potranno essere prese decisioni più precise ed efficaci nella produzione e gestione dei raccolti.

Insomma, l’idea è quella di un’agricoltura basata sul funzionamento di robot 24 ore su 24 e sull’analisi di miliardi e miliardi di dati. Questa è davvero una brutta notizia per chi teme che in futuro i robot sostituiranno le persone in ogni lavoro. Ma finirà davvero così?

Fonte: kurzweilai

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