Ancora altri 3 anni e BiVACOR, il primo cuore bionico al mondo che pompa sangue senza alcun battito, potrà essere pronto per la sperimentazione umana. La tecnologia è opera di alcuni ricercatori della Queensland University of Technology di Brisbane, in Australia.

 

Il dispositivo

Il cuore bionico BiVACOR è stato progettato dall’ingegnere Daniel Timms. È stato trapiantato a una pecora con un grande successo. Il dispositivo potrebbe durare 10 anni in più rispetto ai precedenti cuori artificiali perché le sue parti non subiscono alcun tipo di usura grazie alla levitazione magnetica.

Il cuore bionico possiede un piccolo disco laminato che compie 2.000 rotazioni al minuto. In questo modo può pompare sangue in tutto il corpo senza compiere alcun movimento di contrazione e distensione.

La potenza del cuore bionico è data dalle pompe centrifughe che sono in grado di fornire grandi flussi (circa 12 litri per minuto). I controlli “smart” consentono al dispositivo di adattarsi ai cambiamenti dell’attività fisiologica del paziente, il quale è libero di gestirne il funzionamento grazie a un controller esterno a batterie.

 

La sostituzione

Nel mese di gennaio un team di chirurghi provenienti da Brisbane, Texas, Sidney e Melbourne hanno rimosso il cuore di una pecora che era delle dimensioni di un cuore di un bambino e lo hanno sostituito con BiVACOR.

Timms ha dichiarato: “Ora abbiamo mostrato che il dispositivo funziona. Quest’idea è fattibile. Ora è questione di renderlo solido e affidabile in modo che funzioni in un paziente. L’arco di tempo è dai tre ai cinque anni prima che possa essere pronto per gli umani. Abbiamo bisogno di testarlo per un anno per confermare la sua sicurezza e le proprietà normative prima che lo impiantiamo in un paziente.

 

Conseguenze future

Tra 3 anni o poco più sapremo allora se questo cuore bionico potrà sostituire quello di persone che soffrono di insufficienza cardiaca o di altre patologie. Se sarà così, molto probabilmente diremo addio al pacemaker.

Il cuore bionico, secondo i ricercatori, dovrebbe durare all’incirca 10 anni o poco più. La durata di un pacemaker è variabile: dai 4 ai 6 anni. Dipende da quanto spesso deve stimolare il cuore e dall’energia richiesta per stimolarlo. Quindi, un primo aspetto positivo di questo cuore bionico è proprio la durata. Di conseguenza, diminuiranno anche i controlli medici da effettuarsi periodicamente.

Il successo dello sviluppo di BiVACOR dipenderà anche dai finanziamenti. Secondo i ricercatori, infatti, ci vorrebbero ancora 5 milioni di dollari per compiere degli studi clinici con il cuore bionico. Per questo motivo il Prince Charles Hospital di Brisbane ha iniziato una campagna di raccolta fondi.

Se tutto andrà liscio, tra circa cinque anni avremo a disposizione un cuore bionico davvero efficiente e magari chi avrà bisogno di un trapianto avrà un’opzione in più, prezzo permettendo. Già, perché non sappiamo quanto potrà costare BiVACOR, ma possiamo ben immaginare che il prezzo potrebbe essere molto alto. Speriamo non così alto da far venire un infarto!

Fonti: bivacordeccanherald

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