I legislatori del Minnesota (USA) hanno introdotto una normativa sull’etichettatura degli OGM che sembra essere abbastanza promettente. Il Minnesota è forse uno egli stati americani meno popolari, ma probabilmente sarà proprio lì che si prenderanno le future decisioni sulla regolamentazione degli organismi geneticamente modificati.

 

2014: primi segni di cambiamento

Nell’aprile 2014 nello stato del Minnesota fu introdotta la normativa SB 335 che obbliga le aziende a mostrare, attraverso l’etichettatura dei prodotti, gli ingredienti degli organismi geneticamente modificati. La normativa, inoltre, chiede che quest’obbligo venga osservato entro il mese di gennaio del 2017. L’anno scorso le industrie di biotecnologie si sono lamentate molto per questa decisione. E credo proprio che con questa nuova legge per etichettare gli OGM verrà dato loro un altro pugno nello stomaco.

 

Le reazioni delle aziende biotech

Naturalmente, di fronte a un simile “scempio legislativo”, le aziende di biotecnologie non potevano restare a guardare. E quindi hanno iniziato a lanciare messaggi alquanto discutibili, del tipo “L’etichettatura degli OGM comporterà prezzi maggiori per i prodotti”, oppure “Gli alimenti OGM sono identici a quelli biologici”.

Il colmo fu quando Monsanto, multinazionale americana di biotecnologie, pubblicò un comunicato con un falso sigillo della FDA (Food and Drug Administration), l’ente governativo americano che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e dei farmaci. L’ennesimo tentativo per impedire che delle leggi mettano il bastone fra le ruote al loro business senza scrupoli.

 

La notizia positiva

Però bisogna anche sottolineare che in tutta questa storia c’è buona notizia. Il disegno di legge sull’etichettatura degli OGM è fortemente sostenuto. I media locali hanno riportato la notizia e persino i proprietari di alcuni negozi hanno espresso il loro sostegno per l’etichettatura degli OGM.

La manager degli affari dei consumatori presso il Mississipi Market a St. Paul, Liz McMann, ha dichiarato:

“Nei sei mesi scorsi, ho ricevuto numerose richieste scritte e verbali per etichettare gli OGM (organismi geneticamente modificati) contenenti gli ingredienti presenti nei nostri negozi o di sospendere un prodotto che eventualmente contiene OGM. La mia risposta è sempre la stessa. Le mie mani sono legate. Senza l’etichettatura obbligatoria, è impossibile sapere se un prodotto non biologico contiene organismi geneticamente modificati o no.”

Quasi tutti i sondaggi sul caso mostrano che la maggior parte della popolazione americana (circa il 97%) vuole sapere cosa sta mangiando. Lo stato di Minnesota potrebbe essere il punto di partenza di una svolta. E magari, con un effetto a catena, altri stati potranno prendere la stessa decisione.

Penso sia un diritto sapere cosa portiamo sulla nostra tavola. Un diritto di tutti, non di pochi.

Fonte: naturalsociety

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