Dopo Washington, California, Minnesota ed Indiana un altro stato si unisce alla lotta per richiedere l’etichettatura degli OGM: l’Arizona. I suoi cittadini hanno chiesto che il cibo venga etichettato come geneticamente modificato quando contiene ingredienti modificati dalle biotecnologie.

 

Cosa mangiamo?

I cittadini dell’Arizona chiedono e i legislatori ascoltano con attenzione. Il membro parlamentare democratico Juan Mendez ha dichiarato: “La mia preoccupazione è che si stanno consumando organismi geneticamente modificati senza esserne consapevoli, ed è quasi un peccato che non si hanno ulteriori informazioni di cosa si sta mettendo nel corpo. Questo significa prendere i geni di altri prodotti alimentari, animali, batteri, e iniettarli nel cibo che si mangia.“.

Mendez ha poi affermato che lo scopo del disegno di legge HB 2462 è quello di fornire ai cittadini dell’Arizona informazioni sugli ingredienti contenuti negli alimenti. Una scelta giusta: i cittadini hanno il diritto di sapere cosa mangiano realmente.

 

Equilibrio

Una scelta giusta anche perché c’è anche chi vuole mangiare cibo geneticamente modificato e ha tutto il diritto di farlo. Con questa legge non si vuole vietare l’importazione o la coltivazione di OGM, ma semplicemente etichettare i prodotti geneticamente modificati. In questo modo, chi non desidera alimentarsi di OGM avrà uno strumento appropriato che non interferirà sulla volontà di chi invece vuole cibarsi di alimenti contenenti organismi geneticamente modificati.

Si tratta di una soluzione molto semplice ed equilibrata perché sembra non poter recare danni a nessuno e perché porterà maggiore trasparenza del mercato. Forse saranno le multinazionali che vendono OGM a opporsi al disegno di legge, consapevoli di perdere quote di mercato. Ma la volontà degli americani è stata già espressa un po’ di tempo fa: la maggior parte di loro non li vuole proprio mangiare gli OGM.

 

Spesa più salata?

Molti consumatori sono preoccupati però dalle conseguenze che potrebbero esserci sui prezzi. Guarda caso, sono le stesse multinazionali che vendono biotecnologie ad affermare che l’etichettatura comporterà un aumento dei prezzi. È una sorta di strategia per incutere timore nelle persone che preferirebbero l’assenza di etichette piuttosto che un aumento dei prezzi dei prodotti.

Ma la verità è un’altra. I prezzi aumenterebbero non per il costo aggiuntivo dovuto all’etichettatura, ma perché le società sostituirebbero gli ingredienti OGM con quelli non-OGM. Ci sono degli studi e analisi economiche su questo argomento.

È una tendenza: appena le multinazionali adocchiano un regolamento che limiterebbe i loro guadagni, queste mettono in ballo quella che si potrebbe definire a mio parere una minaccia: “Volete l’etichettatura? Allora pagate di più!”. Intanto, il deputato Mendez ha dichiarato che l’approvazione dell’etichettatura per gli OGM non comporterà alcun costo aggiuntivo per i cittadini dell’Arizona.

Io credo che quella contenuta nel disegno di legge sia una soluzione giusta ed equa. Sono i consumatori a dover essere tutelati per primi, i quali sono liberi di scegliere se mangiare OGM oppure no. Gli interessi delle grandi multinazionali non possono averla vinta anche su questo.

Fonti: naturalsociety
Foto: Flickr

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.