Internet delle cose

Internet delle cose ed NSA

L’internet delle cose crescerà ogni anno sempre di più. Gran parte delle nostre case e dei suoi oggetti saranno connessi a internet. Con uno smartphone potremo aprire o chiudere la porta di ingresso, il garage, accendere o spegnere la luce, il gas, il climatizzatore e molto altro ancora. Sarà tutto più comodo e gestibile con una facilità mai vista fino ad ora.

Ma internet è anche vulnerabile. Se dico “NSA“, cosa ti viene in mente? La risposta dovrebbe essere più o meno “Sorveglianza di massa tramite strumenti digitali”. Ecco, internet è un mezzo utile e potente, per questo dovremo fare in modo di proteggerci da attacchi esterni. E la National Security Agency non sarà di certo l’unico pericolo, ma sicuramente è un ottimo esempio per capire quale rischi bisogna limitare per ciò che riguarda l’internet delle cose.

 

I pericoli dell’internet delle cose

I nuovi documenti diffusi da Edward Snowden hanno rivelato che la NSA si sta preparando alla guerra digitale, nonostante lo scandalo Datagate. Ora le guerre non si combattono solo con le ABC weapons, ovvero armi atomiche, biologiche e chimiche. Ora le guerre si combattono con le D weapons, cioè le armi digitali.

Le armi digitali bloccheranno i computer e le infrastrutture sotto il loro controllo. Gli acquedotti, i gasdotti, le fabbriche e le banche saranno i principali bersagli. Se le agenzie governative saranno in grado di danneggiare queste infrastrutture, immagina quanto potrebbe essere facile violare l’internet di casa tua.

Secondo il capo della CIA, David Petraeus, l’internet delle cose avrà un grandissimo impatto sulle tecniche di spionaggio informatico:

“Oggetti di interesse saranno localizzati, identificati, monitorati e controllati da remoto attraverso tecnologie come l’identificazione con radio frequenza, reti di sensori, piccoli server incorporati e mietitrici di energia – tutte collegate all’internet di prossima generazione usando un’abbondante, economica e alta potenza di calcolo.”

 

Il prezzo da pagare

Ciò significa che anche i nostri computer, i nostri frigoriferi, i nostri televisori, le nostre stampanti e i nostro cellulari potranno comunicare tra loro e renderci la vita più semplice. Tutto questo, però, ad un prezzo: la nostra privacy.

La NSA potrà sfruttare benissimo tutte queste tecnologie e accedere a numerosi dispositivi, domestici e non. I dati sensibili memorizzati nei computer saranno un facile bersaglio. In particolare, potranno essere violati anche i dispositivi medici, come pacemaker, pompe per l’insulina o chip impiantati sotto pelle.

Per non parlare dei dispositivi che utilizzano l’applicazione di riconoscimento vocale. Smartphone e smart tv saranno  i mezzi principali che, connessi a internet, potranno fornire informazioni a chi si è intrufolato nella rete. Questo non è un pericolo poi così lontano. Un esempio? Una smart tv di Samsung.

Nello spot non si può notare nulla di strano. Ma se si leggono attentamente le istruzioni, allora sì che noteremo qualcosa di “strano”. Infatti, alla voce “Voice Recognition” possiamo leggere: “Si prega di essere consapevoli che se le parole pronunciate contengono informazioni sensibili, personali o altro, quelle informazioni saranno tra i dati raccolti e trasmessi a una terza parte attraverso l’utilizzo del riconoscimento vocale“. Chiaro, no?

 

In guardia

Non voglio creare ansie o allarmismi inutili. L’internet delle cose potrà darci tante funzioni utili. Quello che voglio dire è che, allo stesso tempo, ci sarebbero alcuni punti deboli da prendere in considerazione. In generale, sappiamo che internet può essere sempre attaccata da malintenzionati di ogni tipo. L’internet delle cose potrà subire gli stessi attacchi se le aziende, per prime, non prenderanno seri provvedimenti.

La NSA è solo una delle grandi figure in gioco per quanto riguarda la sicurezza su internet. È l’agenzia governativa americana più famosa dell’ultimo anno e il suo recente operato continua a preoccupare. Come preoccupa anche il fatto che si sta parlando molto dei limiti da imporre all’agenzia americana, ma che non si stia facendo concretamente nulla per realizzare questo obiettivo.

Per questo motivo dico: l’internet delle cose sarà uno strumento eccezionale, ma porterà con sé anche dei pericoli. Se ci teniamo alla nostra privacy, allora che se ne parli di questi pericoli. Discutere solo dei vantaggi non serve a nulla, perché rischieremo di ritrovarci nel bel mezzo di un altro Datagate.

Fonti: oldthinkernewswired.comspiegelonline
Immagine: Flickr


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