Un nuovo studio ha dimostrato che l’erbicida di Monsanto può causare seri danni al DNA e una morte cellulare molto elevata. La sostanza che crea più problemi è il glifosato, contenuto nell’erbicida Roundup prodotto dalla multinazionale americana di biotecnologie.

 

Lo studio

Tra i lavoratori di soia in Brasile esposti a insetticidi, fungicidi ed erbicidi c’è un’alta probabilità di contrarre l’apoptosi cellulare, ovvero la morte cellulare programmata. Ciò è stato confermato da uno studio pubblicato da Elsevier chiamato Mutation Research/Genetic Toxicology and Environmental Mutagenesis.

Lo studio ha preso in considerazione due sostanze: il glifosato e il 2,4-D (acido 2,4-diclorofenossiacetico), due sostanze chimiche molto presenti nei campi coltivati americani. Oggi negli USA il glifosato, da solo, viene usato il doppio rispetto a 5 anni fa. L’erbicida 2,4-D, invece, viene usato da molto più tempo: dagli anni ’40. Ora puoi ben immaginare quanto siano contaminati questi campi.

Danieli Benedetti, uno degli autori dello studio, ha scoperto che la diffusa coltivazione di soia geneticamente modificata nello stato di Rio Grande do Sul (Brasile), in particolare nella città di Espumoso, è particolarmente tossica:

“Un totale di 127 persone, 81 controlli esposti e 46 non esposti, è stato valutato. I dati del test della cometa e del BMCyt (micronuclei e gemme nucleari) hanno rivelato danni al DNA nei lavoratori di soia. È stata osservata anche la morte cellulare (cromatina condensata, carioressi e le cellule cariolitiche). L’inibizione di colinesterasi (BchE) non-specifica non è stata osservata nei lavoratori. Le traccie di elementi contenenti campioni boccali sono stati analizzate mediante la tecnica Particle-Induced X-ray Emission (PIXE). Concentrazioni più elevate di Mg, Al, Si, P, S, e Cl sono state osservate nelle cellule dei lavoratori. Non sono state osservate associazioni con utilizzo di dispositivi di protezione individuale, genere, o modalità di applicazione di pesticidi. I nostri risultati indicano l’opportunità di monitorare la tossicità genetica in lavoratori agricoli soia esposti ai pesticidi.

 

Altri studi

Ci sono stati anche altri studi che hanno dimostrato gli effetti tossici per il DNA dovuti all’esposizione al glifosato. In quello di V. J. Koller si può leggere:

“[…] i linfociti e gli organi interni indicano che le cellule epiteliali sono più suscettibili alle proprietà citotossiche e dannosa per il DNA dell’erbicida e del suo sviluppo. Dal momento che abbiamo trovato effetti genotossici dopo una breve esposizione a concentrazioni che corrispondono a una diluizione 450 volte dell’irrorazione adottata in agricoltura, i nostri risultati indicano che l’inalazione può causare danni al DNA agli individui esposti.”

L’Institute of Science in Society ha mostrato che il glifosato è tossico per le cellule della bocca e quelle dei reni dell’uomo. Nonostante questi risultati, Monsanto continua a far finta di nulla e a vendere i suoi prodotti. Il business conta più della salute delle persone.

D’altronde non possiamo meravigliarci visto che la multinazionale americana ha fatto di tutto per nascondere i test sulla tossicità dei suoi prodotti. Monsanto ha giustificato il suo gesto sostenendo che ha voluto proteggere il suo “segreto commerciale”. Un segreto che però è pericoloso per la salute delle persone.

 

La questione degli OGM

Circa il 92% di tutta la soia coltivata negli Stati Uniti è geneticamente modificata. Ciò significa che questa è cresciuta a contatto con il Roundup o agenti chimici contenenti glifosato, sostanze che danneggiano il DNA.

Non mi schiero completamente contro le biotecnologie, ma bisogna fare delle precisazioni. Spesso, chi sostiene l’utilità e l’efficacia degli OGM afferma anche che questi sono sicuri e che numerosi studi lo confermano. Nulla di più falso. Gli studi che confermano in assoluto la non pericolosità degli OGM non esistono. E se esistono, sono (guarda caso) gestiti dalle multinazionali che devono vendere i loro prodotti OGM.

Gli studi veri sugli OGM dicono tutt’altro. Ci avvertono sui alcuni rischi e pericoli, sui danni che hanno provocato in passato e che potrebbero provocare in futuro. Magari un giorno le biotecnologie verranno migliorate a tal punto che potremo applicarle negli alimenti e risolvere alcuni problemi. Ma per ora non abbiamo questa certezza. Ecco perché su questo tema il mio atteggiamento è del tipo “Andiamoci piano”.

Mi auguro potranno esserci dei passi avanti, questo è poco ma sicuro. Si potrebbe iniziare con l’impedire alle aziende come Monsanto di farla da padrone, impostando dei limiti, delle regole per informare i consumatori su ciò che comprano. Con l’aiuto di altri studi indipendenti potremo conoscere la verità e perfezionare questo tipo di tecnologia, se sarà necessario.

Fonti: Natural SocietyGMO Evidence
Immagine: Flickr

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