Un graffito raffigurante l'acquila simbolo degli USA equipaggiata con armi di spionaggio digitale

La NSA prepara armi informatiche per dominare la guerra digitale

La National Security Agency (NSA) continua prosegue imperterrita verso lo sviluppo di strumenti digitali molto potenti. Nonostante lo scandalo Datagate, l’indignazione di milioni di persone e le continue rivelazioni di Edward Snowden, l’agenzia americana non fa alcun passo indietro. Anzi, ha intenzione di sviluppare armi informatiche in grado di dominare quella che ormai è una vera e propria guerra digitale. Tra chi “spia per garantire la sicurezza”, chi sbircia per farsi gli affari degli altri e chi desidera maggiore tutela della privacy la situazione torna a infiammarsi.

 

Controllo totale

A quanto pare, le operazioni di sorveglianza della NSA costituivano solo il primo passo verso la costruzione di un progetto più grande e ambizioso. Gli ultimi documenti diffusi da Snowden, infatti, mostrano come l’agenzia di sicurezza nazionale americana si stia preparando alle future guerre informatiche. Obiettivo primario dell”NSA sarà il controllo di internet e dei network dei nemici della nazione, come risorse idriche, elettriche, fabbriche, aeroporti e banche.

 

Pericolo

Ormai sono stati scoperti tantissimi programmi e malware sviluppati dalla NSA che le hanno consentito di spiare in lungo e in largo qualsiasi cosa: accessi, telefonate, sms, connessioni, eccetera. Tutti questi strumenti hanno più volte violato la privacy dei cittadini, ma la NSA si è sempre giustificata sostenendo che le operazioni erano indispensabili per la sicurezza nazionale e per combattere il terrorismo.

Il pericolo era e rimane proprio quello di non poter proteggere i dati sensibili. Come in ogni guerra, potranno esserci delle vittime innocenti. Nelle guerre informatiche le vittime possono subire danni per la diffusione di informazioni personali e per la sicurezza dei propri dispositivi.

Nulla di nuovo, quindi, per quanto riguarda le conseguenze negative di queste operazioni. La novità, piuttosto, risiede nel fatto che la NSA continua a infischiarsene di quanto è accaduto e che fino ad oggi non si è fatto nulla a livello legislativo per limitare questo potere.

 

Andare avanti

Si continua a parlare di Datagate e delle operazioni di sorveglianza della NSA, e questo è un bene. Ma non basta. È dal giugno 2013 che Snowden rivela le ingiustizie dell’agenzia americana per cui lavorava. Bisogna continuare a condividere queste informazioni affinché tante altre persone si rendano conto di quanto è accaduto e di quanto potrà accadere.

L’Italia non è molto lontana da questa faccenda. Le operazioni dell’NSA sono avvenute soprattutto al di fuori del territorio americano, per questo motivo continuo a sostenere che Datagate riguarda tutti, non solo gli americani. Soprattutto se poi consideriamo che stiamo parlando dell’infrastruttura internet, lo strumento di connessione mondiale per eccellenza.

Purtroppo è così: fin quando non sentiamo il fiato sul collo e gli occhi addosso non ci preoccupiamo. Quando ci accorgeremo personalmente e direttamente del problema, allora inizieremo a preoccuparci. Inizieremo a domandarci se è possibile risolverlo e come risolverlo. E le risposte si potrebbero iniziare a cercare da subito, da questo momento.

Bisogna andare avanti: capire cosa è successo, cosa succederà, se saremo dei facili bersagli, se possiamofare qualcosa già da ora per la nostra sicurezza digitale, quali strumenti possediamo e quali no, quali dovremmo possedere e quali dovremmo evitare. Insomma in questo caso, andare avanti, per me, significa cercare maggiore chiarezza.

Fonte: infowars
Foto: Flickr


Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.