Edward Snowden

Snowden: la cyberguerra è più dannosa per gli USA

L’ex tecnico della CIA Edward Snowden ha parlato nel programma NOVA di PBS sostenendo che gli Stati Uniti d’America, per quanto riguarda la cyberguerra, hanno più da perdere rispetto a qualsiasi altro paese. L’intervista è stata condotta lo scorso giugno dal giornalista James Bamford, il quale sta lavorando con NOVA per la creazione di un film sulla guerra informatica che probabilmente verrà trasmesso quest’anno. Snowden discute di quanto il dominio del cyberspazio possa essere pericoloso per la sicurezza nazionale degli USA e dell’importanza di internet.

 

Decidere cosa è appropriato e cosa no

Bamford, ad un certo punto dell’intervista, parla dell’attacco tramite Stuxnet, il virus informatico creato e diffuso volontariamente dagli Stati Uniti in collaborazione con il governo israeliano. Quindi ha chiesto a Snowden: “Puoi dirmi solo che tipo di pietra miliare è stata per gli Stati Uniti lanciare il loro primo cyber-attacco distruttivo?

Snowden: “Beh, è difficile dire che è il primo in assoluto, perché l’attribuzione è sempre molto difficile con questo tipo di campagne. Ma è giusto dire che è stato il cyber-attacco più sofisticato che nessuno aveva mai visto prima. E il fatto che è stato lanciato come parte di una campagna statunitense autorizzata ha fatto segnare una svolta radicale della nostra tradizionale analisi dei livelli di rischio che vogliamo assumere per una ritorsione.

Quando si utilizza qualsiasi tipo di capacità basata su internet, qualsiasi tipo di capacità elettronica, di causare danni a un ente privato o una nazione straniera o a un attore straniero, questi sono potenziali atti di guerra. Ed è fondamentale tenere presente quando discutiamo su come vogliamo utilizzare questi programmi, queste capacità, dove vogliamo disegnare la linea, e chi dovrebbe approvare questi programmi, queste decisioni, e a quale livello, per effettuare operazioni che potrebbero condurci come nazione in una guerra.

La realtà è che se ci sediamo e lasciamo a un paio di funzionari a porte chiuse di lanciare attacchi offensivi, senza alcuna supervisione contro le nazioni straniere, nei confronti delle persone che non ci piacciono, contro i gruppi politici, i radicali, e gli estremisti le cui idee non potremmo condividere, e potrebbe essere ripugnante o anche violento – se lasciamo che questo accada senza un consenso pubblico, non avremo alcun posto al tavolo del governo per decidere se è opportuno che questi funzionari ci trascinino in una sorta di attività di guerra che non vogliamo, ma di cui non eravamo a conoscenza in quel momento.

 

Difesa > Attacco

Secondo l’informatore americano, gli Stati Uniti dovrebbero investire più risorse nell’ambito della difesa, e non dell’attacco, del cyberspazio.

Snowden: “Sono d’accordo sul fatto che quando si parla di guerra informatica abbiamo più da perdere rispetto a qualsiasi altra nazione sulla Terra. Il settore tecnico è la spina dorsale dell’economia americana, e se iniziamo a impegnarci in questi tipi di comportamenti, in questi tipi di attacchi, stiamo impostando uno standard, stiamo creando una nuova norma di comportamento internazionale che dice che questo è ciò che le nazioni fanno. Questo è quello che fanno le nazioni sviluppate. Questo è ciò che fanno le nazioni democratiche. Così gli altri paesi che non hanno molto rispetto per le regole come lo abbiamo noi andranno anche oltre.

E la realtà è che quando si tratta di conflitti informatici tra, per esempio, l’America e la Cina o addirittura una nazione mediorientale, una nazione africana, una nazione latinoamericana, una nazione europea, noi abbiamo più da perdere. Se attacchiamo un’università cinese e rubiamo i segreti del loro programma di ricerca, quanto è probabile che sia più prezioso per gli Stati Uniti rispetto a quando i cinesi reagiranno e rubaranno i segreti di una università degli Stati Uniti, da un appaltatore della difesa degli Stati Uniti, da un’agenzia militare degli Stati Uniti?

Spendiamo di più in ricerca e sviluppo rispetto questi altri paesi, quindi non dovremmo rendere Internet più ostile, un territorio più aggressivo. Dovremmo raffreddare le tensioni, renderlo un ambiente più affidabile, renderlo un ambiente più sicuro, perché è il fondamento della nostra economia e del nostro futuro. Dobbiamo essere in grado di contare su un‘internet sicura e interconnessa per competere.”

Dando priorità alle misure offensive come sta facendo la NSA si rende l’America più debole. Infatti, le agenzie di sicurezza nazionale come la NSA stanno scoprendo, creando e sfruttando vulnerabilità nello stesso tipo di tecnologie che usano gli americani. Per questo sarebbe meglio che la NSA si concentrasse sulle modalità difensive piuttosto che scatenare una guerra informatica contro paesi che sono militarmente ed economicamente meno potenti.

 

Internet

Snowden ha quindi parlato di internet e della sua importanza al giorno d’oggi:

Internet è un’infrastruttura fondamentale per gli Stati Uniti. Usiamo internet per ogni comunicazione a cui le imprese si affidano ogni giorno. Se un avversario non bersaglia le nostre centrali ma il cuore dei router, le dorsali che collegano insieme le nostre connessioni internet, intere zone degli Stati Uniti potrebbero essere tagliate fuori. Potrebbero essere spostate offline e potremo andare nell’oscurità in termini di economia e di business per minuti, ore, giorni. Ciò avrebbe un impatto enorme su di noi come società e potrebbe avere un contraccolpo politico negativo.

La soluzione, però, non è quella di dare al governo più autorità segrete per mettere interruttori di emergenza e monitor e dispositivi di spionaggio su internet. È quella di riordinare le nostre priorità per il modo in cui affrontiamo le minacce alla sicurezza della nostra infrastruttura critica, della nostra infrastruttura elettronica. E questo significa prendere corpi come la National Security Agency che tradizionalmente hanno avuto lo scopo di proteggere la nazione e fare in modo che questo diventi il loro primo obiettivo.”

 

Più che una violazione di privacy

Gli attacchi informatici sono molto pericolosi e molti di questi possono essere considerati dei veri e propri atti di guerra. Snowden sostiene che, sul fronte della guerra informatica, gli Stati Uniti dovrebbero smettere di pensare all’attacco e di dedicarsi più alla difesa, altrimenti il paese si indebolirà sempre più, fino a raggiungere quasi l’autodistruzione.

Internet dovrebbe essere tutelata, ma non nel senso interpretato dal governo americano, cioè applicando norme restrittive e misure di sorveglianza in lungo e in largo. È uno strumento democratico e in quanto tale, ogni qual volta entrano gioco politiche estere, bisognerebbe innanzitutto aprire un dibattito pubblico e informare i cittadini su quanto sta accadendo, su cosa si potrebbe fare e sulle conseguenze che potrebbero esserci in base alle decisioni che si vorrebbero prendere.

La soluzione di Snowden è quella di stabilire determinate priorità per la sicurezza nazionale e fare in modo che le agenzie governative si concentrino su queste priorità, senza andare oltre, rischiando una guerra informatica o addirittura una guerra fisica. Si, perché è ormai chiaro che la sorveglianza di massa non riguarda solo ed esclusivamente la semplice violazione di privacy. Significa anche e soprattutto oltrepassare i confini e mettere a rischio relazioni internazionali.

Fonti: pbsinfowars

Foto: Flickr