Il verme c. elegans al microscopio
C. elegans

Se visitiamo la home page di OpenWorm possiamo trovare l’invito alla partecipazione del progetto che recita: “OpenWorm – Costruire la prima forma di vita digitale. Open source.“. Una frase che riassume l’obiettivo del progetto che è stato raggiunto con buoni risultati. Vediamo come.

Un verme e un robot
I ricercatori del progetto OpenWorm hanno trasferito la simulazione del cervello di un verme in un robot a ruote. Il cervello preso in esame è stato quello del verme Caenorhabditis elegans, o più semplicemente C. elegans. Questo verme è lungo circa un millimetro, vive nel suolo ed è un organismo modello molto usato nel campo della biologia.

Nel 1986 furono mappate tutte le connessioni sinaptiche (Connettoma) del c. elegans, poi rifinite nel 2006. Avendo a disposizione la mappatura, i ricercatori di OpenWorm non hanno fatto altro che costruire un corpo robotico in grado di eseguire le istruzioni fornite dal cervello, a sua volta stimolato da alcuni sensori esterni.


Esperimento riuscito
Il risultato, come si evince dal video, è che il robot si muove come farebbe un verme. Il sensore del naso tocca la parete e di conseguenza il robot si ferma e gira verso sinistra. Abbiamo visto fare questi movimenti da diversi robot già in passato, ma in questo caso c’è una differenza fondamentale. Non è un software che indica al robot di fermarsi e girarsi, ma è il Connettoma del verme, costituito da 302 neuroni.

La simulazione non è ancora perfetta, naturalmente. Il robot non ha ancora tutti gli input sensoriali necessari che invece un verme possiede, ma il progetto OpenWorm ha dimostrato che un cervello digitale può comportarsi in modo molto simile a un cervello biologico. Siamo ancora all’inizio, si tratta di comportamenti molto semplici. Ma cosa succederà se un giorno riuscissimo a simulare anche comportamenti di organismi più complessi? Per ora, possiamo solo immaginarlo.

Il nostro cervello
Per quanto riguarda la mappatura del cervello umano esistono già alcuni progetti: BRAIN negli Stati Uniti e Human Brain Project in Europa. Attraverso questi progetti, gli scienziati vogliono comprendere meglio le malattie cerebrali ed effettuare nuove scoperte nel campo dell’informatica. Ma non è così semplice. La simulazione del cervello di un verme non è roba da poco, figuriamoci quella di un cervello umano. Per rendercene conto basta fare un breve confronto: il cervello del C. elegans possiede 302 neuroni e 7.000 sinapsi; quello dell’uomo 86 miliardi di neuroni e 100 trilioni di sinapsi. Sarà mai possibile mappare completamente il cervello dell’uomo? Tra gli scienziati la questione è molto dibattuta.

Fonte:
singularityhub.com

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