Videocamera indossabile
Una videocamera indossabile
della West Midland Police (Regno Unito)
Fonte: Flickr

Alla luce di quello che è successo a Ferguson per l’omicidio di Michael Brown e dopo la decisione del gran giurì di non incriminare il poliziotto Darren Wilson, l’amministrazione Obama ha deciso di stanziare 263 milioni di dollari per la formazione delle forze dell’ordine e di finanziare l’acquisto di 50.000 videocamere indossabili per la polizia. Sarà una soluzione efficace per limitare gli abusi di potere della polizia e gli incidenti in cui persone innocenti perdono la vita? La questione è molto delicata e conviene approfondirla prima di arrivare a conclusioni affrettate.

La proposta di far indossare una videocamera ai poliziotti americani è arrivata proprio dalla famiglia della giovane vittima. La Casa Bianca ha quindi deciso di rispondere alla campagna della famiglia Brown con 75 milioni di dollari per acquistare le videocamere indossabili. Questa spesa, però, riuscirà a fornire l’attrezzatura solo a una parte dei poliziotti americani. Si tratta comunque di un tentativo, di una risposta alla rabbia dei cittadini che speravano nella giustizia e che invece sono rimasti molto delusi.

Migliorare i comportamenti
Questo metodo di controllo, che sembra essere particolarmente efficace, non sarebbe del tutto nuovo. Già dal 2012, in Rialto (California), i poliziotti hanno iniziato a indossare delle videocamere. Da allora nel primo anno le proteste contro i poliziotti sono calate dell’88% e l’uso della forza da parte degli agenti è diminuito del 60%. Questo significa che la consapevolezza della presenza di una videocamera può portare a un cambiamento del comportamento. Un capo della polizia di Rialto ha dichiarato al New York Times: “Quando si mette una videocamera su un ufficiale di polizia, tendono a comportarsi un po’ meglio, seguono le regole un po’ meglio. E se il cittadino sa che l’ufficiale indossa una videocamera, ci sono possibilità che il cittadino si comporterà un po’ meglio“. Dunque, con queste videocamere indossabili pare che i comportamenti migliorerebbero sia da una parte sia dall’altra. Ma c’è anche chi la pensa diversamente.

Questione di interpretazione
Alcuni criminologi, invece, sostengono che i video non sono così imparziali come possiamo pensare. Anche i ricercatori dell’Arizona State University Justin Ready e Jacob Young sono dell’idea che i video sono suscettibili di interpretazioni diverse: “Le persone interpretano ciò che guardano in un video attraverso il filtro delle loro esperienze. Un ufficiale di polizia può interpretare ciò che vede in un video in modo diverso rispetto a un avvocato per i diritti civili o a un giovane proveniente da una zona urbana“.

Secondo quanto scritto dai ricercatori, la tecnologia non è in grado di analizzare il contesto. Invece, l’essere umano si. Inoltre, i due ricercatori hanno evidenziato che le videocamere indossabili hanno degli angoli ciechi che non permettono di riprendere al meglio gli eventi. Ma questa tecnologia non dovrebbe limitarsi a fornirci delle immagini nel modo più oggettivo possibile? L’interpretazione sarà sempre umana. Lo scopo delle videocamere dovrebbe essere quello di dare a chi di dovere delle immagini chiare e precise, che non lascino spazio a dubbi.

Eppure…
Ready e Young, tuttavia, fanno notare che ci sono anche degli innegabili vantaggi. Per un loro studio, hanno fissato 50 videocamere indossabili ad altrettanti poliziotti e hanno confrontato i loro comportamenti con quelli di poliziotti che non avevano videocamere indossabili. Risultato: i poliziotti con le videocamere hanno effettuato meno perquisizioni e meno arresti rispetto ai poliziotti senza videocamere.

Forse l’unico vero problema delle videocamere indossabili per i poliziotti riguarda l’accesso ai filmati. Chi può guardare i video? Quando si possono guardare? Le risposte si trovano nella legge. Per esempio, a Washington la legge sulle registrazioni pubbliche richiede alle agenzie governative di rilasciare quasi tutte le registrazioni in modo tempestivo, altrimenti sono costrette a pagare una multa. Ogni giorno ci sarebbero ore e ore di video: bisogna tutelare la privacy dei cittadini e questo impegno non possono mantenerlo i soli distretti di polizia. Il finanziamento della Casa Bianca dovrà attendere l’approvazione del Congresso.

Ma non sono del tutto d’accordo con Ready e Young riguardo l’impossibilità di ricostruire i fatti tramite la tecnologia a causa delle possibili diverse interpretazioni dei video. O meglio, non sono d’accordo nel momento in cui ci sia ben poco da interpretare. La loro idea, piuttosto, deve farci riflettere su un altro aspetto: quello del livello tecnologico. È chiaro che delle videocamere indossabili che non riescono a riprendere bene l’ambiente circostante, con microfoni scarsi e con una bassa definizione possono indurre a interpretazioni falsate.

La vicenda di Eric Garner
Una videocamera indossabile, in molti casi, potrebbe fare la differenza. Oltre alla vicenda di Ferguson, ce n’è stata un’altra questa estate (17 luglio 2014) che mi ha davvero colpito. La vittima era Eric Garner, un afroamericano di 43 anni che pesava circa180 kg e che soffriva d’asma. I poliziotti spesso gli stavano addosso perché, secondo le loro accuse, l’uomo non aveva la licenza per vendere le sigarette. Eric Garner è morto mentre i poliziotti tentavano di arrestarlo. L’uomo non ha mai reagito con la forza, esclamava solo di essere stanco e di non voler essere perseguitato. Improvvisamente si è ritrovato 4 poliziotti addosso: uno di loro lo ha afferrato con una morsa stretta al collo e dopo gli ha tenuto con forza la testa sul pavimento. Nel frattempo, Eric continuava a ripetere “Non posso respirare” (“I can’t breathe“). Ma nulla da fare, i poliziotti non si sono fermati e poco dopo Eric Garner ha perso la vita.

Ora ti chiedo di fare un piccolo sforzo. Il video di seguito è stato girato da una persona che in quel momento si trovava nelle vicinanze e che è stata allontanata diverse volte. Immagina se quei poliziotti, tutti e 4, avessero avuto una videocamera indossabile. Quante interpretazioni diverse si sarebbero potute ottenere dalle registrazioni video?


Forse nessuna. Eric Garner vendeva davvero sigarette senza licenza e si guadagnava da vivere in quel modo. I poliziotti volevano fare il loro lavoro, ma l’hanno fatto male. Questa mi sembra essere l’unica interpretazione nonostante la qualità del video non sia granché. Ma può darsi che sia stato un caso in cui era facile interpretare cosa era successo. O forse no, perché quello era un omicidio e il poliziotto che l’ha commesso, Daniel Pantaleo, non è stato condannato. Non è uno scherzo. C’è un video chiaro a testimoniarlo, ma evidentemente non è bastato. E non è la prima volta che succede una cosa del genere in America. 

Qual è la tua interpretazione? Una videocamera indossabile per i poliziotti è la soluzione per evitare che si verifichino episodi del genere? Casi simili accadono anche in Italia, purtroppo. Sia chiaro, non ce l’ho con la polizia. Ci sono poliziotti che svolgono benissimo il loro lavoro e per questo dobbiamo essere loro grati. Quello che è inaccettabile è l’abuso della forza, la brutalità, il fatto di non essere consapevoli che l’uomo, la donna o il ragazzino di fronte a te sta rischiando la pelle nonostante non abbia reagito con violenza. 

Fonti:
wired.com
slate.com
nextquotidiano.it

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