La startup Chai Biotechnologies dal 2010 cerca di rendere le biotecnologie più accessibili agli addetti ai lavori e non solo. Il loro primo progetto lanciato su Kickstarter e che ha ottenuto un grande successo fu Open PCR, un termociclatore open source. Ora l’intenzione della startup è quella di migliorare il dispositivo con nuove funzionalità. Per questo hanno lanciato un nuovo progetto chiamato Open qPCR, uno strumento che consente di ottenere una diagnosi del DNA. È open source, quindi modificabile anche da programmatori esterni.

Le funzioni
PCR sta per Polymerase Chain Reaction, ovvero reazione a catena della polimerasi. Questo metodo, in sintesi, permettere di copiare le molecole del DNA. Con questa tecnologia Open qPCR è in grado di individuare contaminanti di origine alimentare, infezioni come l’HIV, la malaria e l’ebola, mutazioni genetiche che aumentano il rischio di contrarre tumori; monitorare la qualità dell’acqua e scoprire cosa dicono i tuoi geni sulle tue abilità atletiche. La principale differenza rispetto al vecchio modello è che Open qPCR non solo copia il DNA, ma lo converte anche in dati. Attraverso i dati, il lavoro di biologi e ingegneri genetici sarà enormemente facilitato. E la facilità si riscontra anche nel software che è caratterizzato da un’interfaccia utente semplice ed intuitiva e che si basa su linguaggi moderni come HTML5 e Javascript. Questo è un requisito fondamentale per un progetto open source.


L’obiettivo
Il primo obiettivo della Chai Biotechnologies passa proprio per l’open source: rendere questa tecnologia alla portata di tutti. Il team è composto da esperti di biologia molecolare, meccanica, elettrotecnica e sviluppatori di software e interfacce utenti. Ma, come si evince dal video di sopra, Open qPCR non è stato progettato per soddisfare le esigenze di una specifica categoria di professionisti. Le persone che potranno beneficiare di questa tecnologia sono medici di paesi in via di sviluppo, studenti, biohacker e scienziati che lavorano nei laboratori alimentari. Macchine di questo tipo, di solito, costano intorno ai 20.000 dollari: un prezzo che non è affatto alla portata di tutti. Ma con Open qPCR gli scienziati vogliono risolvere questo problema. Ce la faranno?

Viva l’open source
Credo che l’open source, negli ultimi anni, stia davvero facendo la differenza per quanto riguarda l’innovazione tecnologica e la democratizzazione dell’accesso a progetti software ed hardware. Spesso i brevetti contribuiscono a rallentare lo sviluppo, a innescare processi burocratici lunghi e complessi e a limitare la conoscenza. Invece, nei siti di crowdfunding è facile trovare idee alla cui base vi è tutta un’altra filosofia. Open source significa condividere informazioni e lavorare insieme per uno scopo comune. E forse sarà proprio questa filosofia a consentire la realizzazione di altri grandi progetti per il futuro. Un’altra sorprendente tecnologia open source di cui ho parlato nel mio blog è OpenTrons, un robot in grado di manipolare materiale biologico liquido. Se queste macchine in futuro saranno accessibili a gran parte delle persone, allora potremo assistere ad enormi cambiamenti non solo nell’ambito scientifico, ma anche in quello domestico, quello di casa nostra.

Tu che ne pensi di Open qPCR e, in generale, delle tecnologie open source? Sono curioso di conoscere la tua opinione. Se vuoi sapere altri dettagli su Open qPCR puoi consultare la pagina del progetto su Kickstarter o visitare il sito openpcr.org.

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