La mano bionica di Nigel Ackland

Nel 2006 Nigel Ackland ebbe un terribile incidente sul posto di lavoro. Mentre fondeva il metallo, la sua mano destra venne schiacciata da un miscelatore industriale. La mano era ridotta così male che sei mesi dopo l’incidente dovettero amputargliela. Da quel momento per Nigel cominciò una sfida: come affrontare la vita con questa disabilità. All’inizio era dura. Poi arrivò una telefonata…

La svolta

Un anno dopo l’incidente, Nigel Ackland ha dovuto lottare contro attacchi di rabbia improvvisi. Le persone lo evitavano o lo fissavano, provavano pietà o disgusto nei suoi confronti. Nigel si sentiva sempre più debole e quando si guardava allo specchio vedeva un uomo devastato: “Psicologicamente, ero in un posto molto buio“. Ma poi arrivò una telefonata dalla RSL Steeper, una società inglese specializzata nella produzione di protesi. E così è nata Bebionic, una mano protesica in grado di rilevare i segnali elettrici dei muscoli. In base a quali muscoli si contraggono, infatti, la mano bionica può eseguire determinati movimenti. Così nel 2012 Nigel pubblicò un video dove mostrava cosa poteva fare con la sua nuova mano bionica:


I progressi

Un anno dopo, con pratica e dedizione, Nigel riesce a controllare meglio la sua mano bionica. Ma soprattutto, quando si guarda allo specchio non vede più l’uomo abbattuto che era una volta. Anche le persone per strada lo osservano diversamente: non più pietà, paura o disgusto, ma curiosità. Vogliono stringergli la mano bionica, sentire cosa si prova al contatto e osservare quali movimenti è in grado di compiere. Per gli altri, ora, Nigel è un uomo speciale, anche se lui non la pensa esattamente in questo modo: “Sono solo un ragazzo normale abbastanza fortunato da indossare uno straordinario pezzo di tecnologia“. 

Un gran pezzo di tecnologia che, si spera, possa aiutare molte altre persone con simili disabilità. Infatti, Nigel ha detto che ogni 30 secondi qualcuno subisce una mutilazione. Una statistica spaventosa. Da quando ha iniziato il test con Bebionic, altre 20 persone hanno seguito il suo esempio. E a distanza di un anno, proprio per soddisfare la curiosità di chi ha trovato interessante questa tecnologia e di chi purtroppo si ritrova ad affrontare problemi simili, Nigel ha mostrato di nuovo i suoi progressi attraverso un video. È riuscito persino a girare la mano di 360°.
 

Ci sono molte probabilità che questa mano bionica diventi ancora più precisa in futuro. Molto dipende dal progresso della tecnologia, ma anche dall’esperienza di chi la usa. Il contributo di Nigel Ackland, infatti, è molto importante sia per gli sviluppatori di protesi bioniche sia per le persone che sfortunatamente hanno perso una mano. Per queste ultime, sapere che in commercio ci sono tecnologie del genere, è un gran conforto. Ecco perché è importante condividere queste esperienze. Abbiamo bisogno di osservare più spesso video come quelli di Nigel, dove le persone meno fortunate mostrano cosa possono fare con una mano bionica, anno dopo anno. Dove possono insegnarci che la tecnologia ci può aiutare. E dove possono dimostrare di essersi rimessi in gioco dopo un brutto episodio della loro vita. 

Fonte: singularityhub.com

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