Lo scorso sabato (08/11/’14) si è tenuto a Napoli, presso Città della Scienza, il Congresso Nazionale di Futurologia, organizzato dall’Italian Institute for the Future. Il Congresso era aperto al pubblico e diversi esperti hanno discusso sulla disciplina della “futurologia”. Nello specifico, il tema centrale verteva su “6 scenari per un futuro (non troppo) remoto“. Ho assistito al terzo panel, intitolato “Transumanesimo: la Singolarità è vicina?“. È stata una discussione molto interessante che ha fornito diversi spunti di riflessione.

Transumanesimo: alcune precisazioni

Il primo intervento è stato quello di Giancarlo Stile, membro e coordinatore del Network Transumanisti Italiani. È stata interessante la precisazione sulla differenza esistente tra i termini transumano e post-umano, spesso usati come sinonimi. Il secondo termine è fuorviante. Dà l’idea di uno scenario in cui ci sarà ben poco di umano, uno scenario in cui l’uomo perderà tutte le sue caratteristiche di soggetto a causa del sopravvento della tecnologia. Il Transumanesimo, invece, vuole recuperare la centralità dell’uomo attraverso la scienza.

Ma la centralità dell’uomo si può recuperare anche attraverso l’autonomia della scelta. Assisteremo sempre più alla convergenza tra la biologia e l’informatica. Non parleremo tanto di evoluzione, ma di coevoluzione tra uomo e tecnologia. Sarà come innescare un nuovo tipo di evoluzione in cui saremo noi a scegliere quale trasformazione, mutamento o sviluppo attuare, grazie soprattutto alle conoscenze acquisite con la scienza e la tecnologia. Tutto questo, però, essendo consapevoli dei rischi.

Si, perché ci sono dei rischi che andrebbero evitati. Spesso i transumanisti vengono etichettati come iper-ottimisti che non badano alle conseguenze del loro pensiero. Ma Giancarlo Stile ha voluto sottolineare che il loro non è un movimento dalle idee superficiali. Ha quindi elencato due tipologie di rischi possibili.

Un approccio individualista estremo, dove l’accesso alle nuove tecnologie dipenderà dalla disponibilità economica individuale e dove la scelta del se e come potenziarsi sarà unicamente personale, in totale assenza di una precisa regolamentazione.

E un approccio organicistico estremo, in cui l’individuo avrà un ruolo ben definito fissato su base biologica e dove verrà considerato come un mero ingranaggio di una società fortemente gerarchica e ineguale (caste bio-ingegnerizzate), dove non avrà possibilità di autodeterminazione vivendo come uno schiavo incapace di ribellarsi.

Questi scenari sono contrastanti con la visione transumanista perché l’uomo tornerebbe a essere un oggetto, un mezzo. La concezione transumanista, invece, vede l’uomo come soggetto libero.

Insomma, il succo è questo: sperimentare, innovare e progredire tenendo sempre presente i rischi, affinché si possa migliorare la condizione umana.

 

L’estensione della vita

I transumanisti sostengono che si potrà combattere anche l’invecchiamento. Il secondo intervento è stato quello di Bruno Lenzi, membro del Network dei Transumanisti Italiani e fondatore di LIFEXT e dell’Open Biomedical Foundation. Lenzi ha parlato dell’estensione della vita e di come si potrà combattere efficacemente l’invecchiamento. Una delle tecniche citate dall’esperto è quella della crionica, cioè il congelamento di un corpo umano dopo la sua morte. Per quale motivo? In futuro è probabile che una nuova tecnologia potrà far rivivere il corpo e poi magari ringiovanirlo e rinforzarlo.

L’estensione della vita è sempre più discussa negli ultimi anni, soprattutto grazie alla pubblicazione di lavori come quello di Aubrey de Grey e progetti come Calico (Google). Ad un certo punto poi, Lenzi ha posto una domanda. Sarà possibile raggiungere l’immortalità? La risposta di Lenzi è stata “No”, perché continueranno ad esserci catastrofi naturali e morti accidentali. Ma l’uomo avrà tutto il diritto di scegliere potenzialmente quanto poter vivere, se un giorno ne avrà la possibilità.

Se non possiamo ancora estendere significativamente la vita dell’uomo, almeno cerchiamo di migliorarla. A riguardo merita grande attenzione il lavoro della Open Biomedical Iniative. Si tratta di un’organizzazione non-profit che ha l’obiettivo di diffondere le tecnologie biomediche e che si basa su alcuni punti principali: open source (progetti accessibili a tutti), low cost (prezzi bassi) e stampa 3D. In questo modo l’organizzazione spera di migliorare le condizioni di salute di persone meno fortunate, in paesi sviluppati e non, e di incentivare la collaborazione tra le persone (professionisti o meno) in tutto il mondo.

 

Transumanesimo: dal passato al presente

È intervenuto infine Giuseppe Vatinno, fisico, membro dello IEET (Institute for Ethics and Emerging Technologies) e del Direttivo Nazionale dell’Associazione Italiana Transumanisti. Vatinno ha esposto rapidamente la storia del Transumanesimo partendo dalla coniazione del termine da parte di J. Huxley (1957), passando per personaggi di spicco come Marvin Minsky (Prototransumanesimo, 1960), Fereidoun M. EsfadiaryMax MoreTom Morrow (Estropianesimo, 1988), Nick Bostrom e David Pearce (1998), Raymond Kurzweil (Singolarità, 2005), arrivando fino ai giorni nostri. Ciò a sottolineare che il Transumanesimo non è un movimento nato di recente. Ha delle radici e degli studi scientifici che risalgono a più di 50 anni fa.

 

Proprio con l’attualità Vatinno è giunto alla conclusione del suo intervento. Ha infatti citato Zoltan Istvan, uno scrittore e filosofo transumanista americano che lo scorso Ottobre ha annunciato di voler candidarsi alla presidenza degli Stati Uniti del 2016 con il suo Partito Transumanista. Fino ad ora non era mai stato fondato un partito del genere. Un partito con obiettivi come il superamento della morte e dell’invecchiamento entro 15-20 anni, la diffusione della cultura della tecnologia e della scienza e la creazione di programmi nazionali e internazionali per proteggere i cittadini dalla tecnologia abusiva nel momento della transizione verso l’era transumanista. Sarà interessante seguire le vicende del partito durante i prossimi anni per osservare le reazioni e i pareri degli americani sul partito e sulle tematiche del Transumanesimo.

 

Tiriamo le somme

Il Transumanesimo sembra ormai aver conquistato l’attenzione dello scenario scientifico e tecnologico mondiale. Al termine degli interventi, il pubblico ha avuto l’opportunità di fare qualche domanda agli esperti. Come muoversi per far capire ai più scettici che si tratta di un movimento di innovazione? Come far capire che non si vuole “giocare a fare Dio”? Come diffondere l’obiettivo principale, ovvero migliorare la vita delle persone? Se riuscissimo a rallentare l’invecchiamento, non ci sarà poi un problema di sovrappopolazione? Le risposte degli esperti sono riassumibili in questi punti:

  • Capire il presente per migliorare in futuro. Per sapere dove ci stiamo dirigendo, dobbiamo capire il contesto attuale, informarci e informare in modo adeguato. È inoltre opportuno fare un piccolo sforzo per parlare della morte, un argomento che gran parte di noi tende ad evitare.
  • Smettere di etichettare con “fantascienza” quei progetti e quella tecnologia che invece hanno concrete possibilità di vedere la luce in futuro. Oggi abbiamo un ottimo strumento che ci può aiutare a capire cosa può essere fantascienza e cosa no: internet.
  • Gestire le risorse nel modo ottimale. Negli ultimi anni abbiamo sprecato e gestito male le nostre risorse, ecco perché la preoccupazione di una futura sovrappopolazione mondiale è giustificata. Ma gli esperti hanno detto che in futuro proprio la tecnologia ci aiuterà ad evitare uno scenario simile. Giocherà un ruolo fondamentale anche la politica.
  • Discutere questi temi a livello mondiale. È necessario un confronto globale fra diverse discipline come la sociologia, l’economia, l’antropologia, la psicologia, eccetera affinché si possa comprendere il presente e si possano costruire le basi di un futuro migliore.

 

Informazione, confronto, circolazione delle conoscenze. Questi sono gli ingredienti giusti per fare bene oggi e vivere meglio domani. Forse ci vorrebbero più congressi di questo tipo, aperti al pubblico, dove ognuno potrebbe avere la possibilità di farsi un’idea su certi argomenti, o approfondire determinati temi, oltre a condividere le proprie opinioni e le proprie esperienze.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.