Le macchine diventeranno più intelligenti degli esseri umani. Questo è lo scenario futuro che molti esperti di tecnologia prospettano per la nostra società. E alcuni di loro stanno cercando di capire cosa succederà nei prossimi anni, cosa cambierà e se l’intelligenza artificiale ci fornirà più problemi che soluzioni. C’è chi è più ottimista e chi, invece, raccomanda di prestare attenzione.

Nate Soares

Programmare per sopravvivere
La tecnologia spesso semplifica la vita dell’uomo; alcune volte la salva. Per questo il futuro dell’umanità dipende anche dallo sviluppo delle tecnologie. L’ex ingegnere di Google e ora ricercatore presso il Machine Intelligence Research Institute (MIRI), Nate Soares, è uno di quelli che si preoccupa delle conseguenze che potranno esserci quando l’intelligenza artificiale raggiungerà quella umana, per poi superarla. Soares è uno dei pochi esperti al mondo che si sta occupando della programmazione di macchine super-intelligenti per assicurarsi che queste rimangano “amiche” dell’uomo. Si, perché il ricercatore sostiene che le macchine un giorno saranno così intelligenti da riuscire a riprodursi da sole e non aver più bisogno dei loro creatori, cioè noi. Un finale tipo quello di Frankenstein di Mary Shelley andrebbe evitato, giusto?

Peter Diamandis
Fonte immagine: Flickr

Le macchine “vivranno” in autonomia
Poi c’è chi è semplicemente ottimista per il futuro dell’intelligenza artificiale. Peter Diamandis (fisico, ingegnere, imprenditore, fondatore dell’X PRIZE Foundation e cofondatore della Singularity University) ritiene che il sorpasso dell’intelligenza artificiale su quella umana sarà un evento da celebrare. Secondo Diamandis le macchine non potranno mai farci del male perché avranno altro a cui pensare: “Non c’è motivo per loro di rimanere qui e combattere contro di noi – possono scappare alla velocità della luce se vogliono“. Quindi, secondo Diamandis non dovremo preoccuparci di un’eventuale pericolosità delle macchine, perché probabilmente saranno così intelligenti rispetto a noi che ci troveranno interessanti quanto “i batteri nel terreno fuori il cortile di casa“. Il pensiero di Diamandis sembra quasi più che ottimistico ed è incentrato soprattutto sulla cultura dell’innovazione. Non possiamo stupirci se scopriamo che uno dei suoi progetti è quello di estrarre minerali dagli asteroidi.

Elon Musk
Fonte immagine: Flickr

L’estinzione del genere umano
La tecnologia è “potenzialmente più pericolosa delle armi nucleari“. Lo ha detto Elon Musk, CEO di SpaceX e Tesla Motors. Musk è convinto che sarà proprio la tecnologia lo strumento attraverso il quale l’uomo provocherà un’estinzione auto-indotta. Questo tipo di dibattito ha suscitato molto interesse di recente, così tanto che l’università di Cambridge ha creato il Centre for the Study of Existential Risk (Centro per lo Studio del Rischio di Estinzione). Per Musk non si tratta di un futuro in cui le persone non potranno lavorare perché sostituite dalle macchine. Piuttosto, si tratta di un futuro in cui il genere umano verrà spazzato via. Sembra strano che un appassionato di tecnologia prospetti uno degli scenari peggiori tra quelli che potranno scaturire dallo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Tuttavia, anche per uno come Musk esiste un briciolo di ottimismo: uno dei suoi progetti è quello di colonizzare Marte. E meno male che è tra quelli che vedono un demone nella tecnologia.

Certezze e incertezze
A quanto pare, gran parte degli esperti sono concordi nel prevedere che l’intelligenza artificiale raggiungerà quella umana e la supererà. Ma non tutti sono d’accordo sulle conseguenze che ne deriveranno. Alcuni, come Peter Diamandis e Ray Kurzweil, sono del tutto ottimisti. Altri lo sono un po’ meno. L’equilibrio sta nel mezzo. Non si può che essere entusiasti per lo sviluppo di tecnologie che porteranno dei benefici per l’uomo, ma è anche vero che bisognerà sempre prestare attenzione ai possibili effetti di tutte le applicazioni tecnologiche. In fondo, anche i pessimisti pensano che potrà esserci un futuro ricco di speranza grazie a strumenti più precisi, immediati ed efficaci.
E tu cosa pensi del futuro dell’intelligenza artificiale? Sei ottimista o pessimista?

Fonti:
ft.com
punto-informatico.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.