Fonte immagine: Flickr

Quando leggi è come se ci fosse una voce nella tua testa. Probabilmente sta succedendo anche ora. Alcuni scienziati stanno progettando un metodo per decifrare questa voce interiore e quindi leggere la mente. Lo scopo è aiutare quelle persone che non riescono a comunicare con la loro voce.

L’algoritmo
Il neuroscienziato Brian Pasley (Berkley, California) si sta occupando del progetto ed è convinto che presto si potranno raggiungere ottimi risultati:

“Stiamo cercando di decodificare l’attività cerebrale relativa a quella voce per creare una protesi medica che può permettere a qualcuno che è paralizzato o bloccato di parlare”

Pasley e il suo team di ricerca sostengono che attraverso un particolare algoritmo sarà possibile identificare le parole che una persona pensa. L’algoritmo in questione è in grado di decodificare le parole ascoltate basandosi sulla sola attività neurale.

L’esperimento
I ricercatori hanno fatto un test su 7 persone con epilessia che dovevano sottoporsi a un intervento chirurgico. A ogni partecipante è stato chiesto di leggere un testo su uno schermo prima ad alta voce, poi nella loro testa e infine di non fare nessuna delle due cose. Mentre i pazienti leggevano ad alta voce, gli scienziati rilevavano i neuroni che reagivano in relazione al tipo di discorso e hanno creato un decifratore personalizzato per interpretare le informazioni. Il decifratore è stato utilizzato poi per produrre uno spettrogramma (una rappresentazione grafica delle frequenze delle onde sonore): ogni frequenza corrisponde a una specifica parola. In questo modo lo spettrogramma può, grosso modo, ricostruire un discorso mentale.

Possibili traguardi
Siamo solo all’inizio, bisognerà lavorarci ancora perché l’algoritmo non è perfetto. Stephanie Martin, che ha lavorato all’esperimento, ha affermato: “Abbiamo ottenuto risultati significativi, ma non è ancora abbastanza per costruire un dispositivo“. Inoltre Martin sostiene che se un giorno verrà costruito un dispositivo per le persone che non possono parlare, questo dovrà essere basato più su ciò che ascolteranno piuttosto che su ciò che penseranno. Ma non sarà un problema, perché le aree del cervello deputate all’ascolto e al pensiero si sovrappongono.

Ci sono studi e progetti riguardo la registrazione dei sogni, le attività neurali che rappresentano determinati concetti nel cervello e la lettura del pensiero in generale. Se i risultati di questi studi, un giorno, potranno essere combinati, allora probabilmente potremo costruire un dispositivo per leggere la mente. Ma non è facile, il nostro cervello elabora costantemente una marea di dati. Per mettere a punto un dispositivo che riesca a registrare una simile quantità di informazioni ci vorrà molto lavoro.

Fonte:
newscientist.com

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