Un sistema per la lettura labiale con il 76% di accuratezza

Fonte immagine: Flickr

Uno scienziato giordano ha creato un sistema di lettura labiale automatizzato che permette di identificare le parole pronunciate da una persona con probabilità di esito positivo del 76%. I recenti sviluppi della tecnologia basata sulla visione artificiale e il riconoscimento di pattern dimostrano che, un giorno, i computer in grado di leggere le labbra saranno così sofisticati da sollevare problemi non indifferenti per la privacy.

Il sistema e il suo inventore

Lo sviluppatore del sistema è Ahmad Hassanat, ricercatore presso la Mu’tah University della Giordania. Hassanat sostiene che la tecnologia per la lettura labiale è migliorata molto negli ultimi anni, ma dovrà essere sviluppata ancora di più prima di risultare totalmente efficace. I lettori labiali umani riescono a lavorare bene quando conoscono il contesto della conversazione presa in esame: nel momento in cui i computer raggiungeranno un simile livello di accuratezza, allora il loro margine di errore sarà ridottissimo. Hassanat, inoltre, esprime un parere anche per quanto riguarda il campo di utilizzo della tecnologia per la lettura labiale: oltre al settore dell’interazione uomo-computer, non nasconde la possibilità della videosorveglianza. In futuro un sistema di lettura labiale potrà essere installato nelle videocamere per la sorvegliare determinati luoghi. Uno scenario del genere non può che alimentare discussioni intorno al tema della privacy.

La privacy

Le videocamere di sorveglianza utilizzate oggi possono fornire immagini (senza audio) per l’identificazione di persone che, ad esempio, hanno commesso un crimine in un determinato momento e in un determinato luogo. Con l’introduzione di un sistema per la lettura labiale le cose potranno cambiare e non poco. Se il software per la lettura labiale sarà in grado di interpretare le conversazioni anche attraverso una mediocre qualità delle immagini, allora il problema persisterà davvero. Immaginate politici o figure di spicco che sono costantemente monitorate per la loro sicurezza: certo, ogni tanto farebbe piacere sapere cosa dicono, soprattutto se si tratta di questioni pubbliche. Ma se ci finisse di mezzo anche la vita privata allora sarebbe un grosso problema, per tutti.

Informarsi e capire

Potrà essere una tecnologia utile per inchiodare criminali e truffatori, ma siamo sempre lì. Ci sarebbero tantissimi aspetti da considerare e regolare, ad esempio chi ha accesso al sistema, in quali casi raccogliere i dati, per quali tipi di indagini andrebbe adottata la tecnologia, eccetera. Come sostengo solitamente, non è ancora tardi per pensarci un po’ su e capire come funzionano questi tipi di tecnologie. D’altronde, lo stesso Hassanat ha dichiarato che ci vorrà ancora del tempo prima che il sistema funzioni alla perfezione, o quasi. Quindi perché non approfittarne per guardarci un po’ intorno? Ormai spunti di riflessione non mancano (il sistema di riconoscimento facciale dell’FBI, le recenti rivelazioni di Snowden, il software Janus). Sta anche a noi informarci e comprendere.

Fonti:
survivalbackpack.us
massprivatei.blogspot.it
theweek.co.uk


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