Treasure Map: il programma della NSA per mappare internet

Fonte immagine: Flickr

I documenti pubblicati da Edward Snowden, ex dipendente della CIA divenuto famoso per lo scandalo Datagate, hanno rivelato un altro programma utilizzato dalla NSA (National Security Agency) per mappare l’intera rete internet: Treasure Map, la mappa del tesoro. Le novità dunque non sono finite visto che la NSA, oltre a costringere i grandi fornitori di servizi online a fornire dati sugli utenti (vedi il caso Yahoo), si è impegnata anche a elaborare una mappa in scala mondiale per raccogliere informazioni su utenti, router e dispositivi connessi alla rete.

I dati degli utenti sono il tesoro
In realtà, Treasure Map è stato rivelato già l’anno scorso dal New York Times, ma veniva descritto non come un programma di sorveglianza, ma come strumento per comprendere i network dei computer. Ora, invece, sono emersi i reali obiettivi della NSA: il programma è molto più aggressivo di quanto si pensasse. Ogni singolo dispositivo connesso alla rete era identificato, mappato e catalogato nella Treasure Map per acquisire informazioni dettagliate sugli utenti in qualunque parte del mondo e in ogni istante. Si tratterebbe, quindi, di una vera e propria mappa globale di internet in grado di fornire informazioni sulla data e i luoghi degli accessi e sui tipi di dispositivi adottati dagli utenti.

A ogni programma il suo scopo
Si sta perdendo il conto del numero di programmi adottati dalla NSA per la sorveglianza di massa. Nymrod permetteva di tenere sotto controllo alcuni leader mondiali, MYSTIC permetteva di sorvegliare le telefonate di un intero paese e tanti altri programmi sono stati utilizzati per raccogliere dati di qualsiasi tipo. Ormai non ci si può sorprendere più di tanto se escono fuori altre losche operazioni della NSA. Ma questo non deve renderci meno attenti, si tratta pur sempre di violazione della privacy dei cittadini. E capire gli strumenti di un’agenzia di spionaggio può aiutarci a prestare più attenzione alle dinamiche di internet e del web.

Fonti:
infowars.com
punto-informatico.it
spiegel.de
theintercept
venturebeat.com


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