Immagine da dailymail.co.uk

Un uomo australiano di nome Ben Slater ha deciso di farsi impiantare un microchip nella mano per poter controllare il suo iPhone 6 e magari trovare nuove possibilità per questa tecnologia.

Il microchip
Ben Slater ha sotto la pelle della sua mano sinistra (tra pollice e indice) un minuscolo microchip di identificazione a radiofrequenza. Il microchip gli è stato iniettato in un salone per tatuaggi a Melbourne.

Applicazioni attuali
Perché farsi impiantare un microchip sotto la pelle? Ben Slater spera di controllare, oltre il suo iPhone, anche altri dispositivi digitali con un gesto della mano. Per ora, l’australiano può “semplicemente” controllare l’iPhone, aprire le porta principale di casa, accendere le luci e memorizzare le informazioni personali.

“La cosa più ovvia che il chip mi permette di fare è memorizzare le mie informazioni di contatto su di esso, in modo che io possa solo toccare un telefono cellulare con NFC e passare le mie informazioni. Questo è un grande trucco da festa”

Ben Slater ha deciso di farsi impiantare un microchip nella mano perché è sempre stato interessato al futuro della tecnologia e anche per “generare discussione” intorno all’argomento. Tuttavia, c’è ancora chi pensa che una tecnologia come questa sia pura fantascienza, uno strumento che si potrà costruire solo in un lontano futuro. Oppure che siano semplicemente teorie, molto spesso complottistiche, che non hanno niente a che fare con la realtà. La realtà, invece, è che questi microchip esistono già da un po’ di tempo e forse è giunta l’ora di parlarne seriamente.

Applicazioni future
L’impianto di microchip, per quanto possa sembrare un’operazione nuova, negli Stati Uniti è un trend in continua crescita da quando è stato introdotto nel 2004, con il via libera dell’FDA (Food and Drug Administration). Quindi, insieme allo sviluppo tecnologico di smartphone, tablet, iPhone e tanti altri dispositivi, probabilmente in futuro sarà più facile leggere notizie di microchip impiantati sotto pelle. Ciò di cui si parlerà poco, e di cui si parla poco anche ora, sono gli aspetti che riguardano la privacy: camminare con un microchip nel corpo e collegarlo a dispositivi digitali significa che si può essere continuamente tracciati. Magari per qualcuno non è un problema, ma per qualcun altro potrebbe esserlo. È necessario informare sulle conseguenze di questa tecnologia. E i primi a farlo dovrebbero essere i produttori.

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