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In un futuro non molto lontano, i robot entreranno a far parte della nostra vita quotidiana e ci abitueremo alla loro presenza. La convivenza, secondo gran parte degli scienziati, sarà possibile nel momento in cui le macchine impareranno ad analizzare e memorizzare perfettamente gli ambienti attraverso i loro occhi che sono un po’ diversi rispetto ai nostri.

Osservazione dell’ambiente

Hai presente i veicoli automatizzati di Google? Anche quelli sono tipi particolari di robot: auto senza pilota capaci di percorrere autonomamente diversi chilometri, senza creare problemi. Queste auto spesso sono dotate di videocamere e di sensori di parcheggio, ma recentemente sono state adottate anche altre tecnologie: ultrasuoni, radar, laser e infrarossi. Robot di questo genere inviano lampi di luce invisibile e onde sonore per osservare l’ambiente circostante (pedoni, ciclisti e altri veicoli). Ma osservare è diverso da comprendere. L’obiettivo degli scienziati come Peter McOwan è quello di replicare la funzione del cervello umano (ancora misteriosa) nei cervelli dei robot:

“L’intero sistema visuale spezza le immagini, le riduce a mappe di colori, mappe di movimento, e così via, e in qualche modo le organizza per reintegrarle”

 I robot potrebbero non avere problemi con le illusioni ottiche, ma hanno difficoltà nel riconoscere le ombre. Infatti, molto spesso i robot considerano le ombre come se fossero degli oggetti: un problema non da poco se si considera che durante la giornata le variazioni di luce possono avvenire più o meno spesso anche in base al meteo.

Gli occhi dei robot

I robot devono ricevere maggiori informazioni per comprendere l’ambiente circostante rispetto a quanto ne abbiamo bisogno noi. Ecco perché hanno in dotazione strumenti come laser e radar: non devono riconoscere solo oggetti. Per essere davvero efficienti, devono riconoscere le persone e le loro intenzioni. Il direttore esecutivo del Center for Automotive Research a Standford, Sven Beiker, ha spiegato con un buon esempio tale questione rimanendo in tema di veicoli automatizzati: una palla di plastica rotola per strada; la maggior parte degli automobilisti si aspetta che un bambino possa inseguirla, per cui rallentano; anche il robot può rallentare, ma a causa dei numerosi algoritmi e sensori, sarebbe molto difficile per esso distinguere una palla da una borsa di plastica.

Verso il futuro

L’intelligenza artificiale raggiunge ogni anno ottimi risultati: i problemi come quelli descritti prima verranno risolti, prima o poi. Un’altra questione che gli scienziati sperano di risolvere in fretta riguarda anche la delinquenza, ovvero i possibili tentativi di sabotare un robot per commettere dei crimini. Ma McOwan è tranquillo:

“Dipende da cosa faresti e da cosa ti aspetteresti che un robot faccia. Alla fine della giornata, se entri in un veicolo auto-pilotato sei in balia dei sistemi che ti circondano”

Con questo, lo scienziato non ha voluto dire che non ci si preoccupa della sicurezza. Piuttosto, ha voluto sottolineare l’importanza della necessità di consapevolezza quando si vuole adottare una tecnologia, soprattutto se si tratta di una tecnologia emergente.

Fonte: bbc.com

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