Una scuola in Nuova Zelanda ha intenzione di introdurre un sistema per identificare gli alunni attraverso dei microchip installati in braccialetti. Molti genitori non sono stati avvisati della decisione, anche per questo motivo l’idea della Swannanoa School ha scatenato molte critiche. Solo quando i media locali hanno approfondito la proposta la scuola ha avvisato le famiglie.

Se ti comporti bene guadagni punti
La proposta della scuola neozelandese ( il cui costo si aggirerà intorno ai 7000 dollari ) si è trasformata rapidamente in azione: i polsi dei bambini sono stati già misurati. L’intenzione è quella di consentire agli insegnati di usare degli scanner portatili per aggiungere punti premio al database dell’alunno che si sta comportando bene. I microchip conterranno informazioni come nome, punteggio ed edificio scolastico di appartenenza. Se gli insegnanti riterranno positivo il comportamento degli studenti, allora li premieranno con dei punti e li incentiveranno promettendo premi al raggiungimento di un determinato punteggio. I braccialetti non dovrebbero contenere un sistema GPS.

Mamme e papà non sono convinti
Molti genitori, però, sono convinti che questo non sia un metodo per incoraggiare il buon comportamento degli alunni, ma un monitoraggio come quello che si effettua con i delinquenti in libertà vigilata.
Oggi braccialetti di questo tipo sono adottati soprattutto nei parchi a tema e in occasione di eventi e concerti per pagamenti digitali. Ma una simile tecnologia, usata per controllare una persona, è sicuramente invasiva e può essere un problema per la privacy. Quindi, in un contesto come quello scolastico, varrà davvero la pena applicare questa tecnologia? Una mamma, Liz Rutherford, ha promesso di portare via i figli dalla scuola se il piano proseguirà: “Se è solo per il buon comportamento, perché investire così tanti soldi?“.

Fonte: infowars.com

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