Gli ingegneri della BAE Systems, società inglese che opera nel settore aerospaziale, stanno lavorando su alcune tecnologie futuristiche che potranno essere applicate agli aerei entro il 2040. Si tratta della possibilità di stampare droni, di rigenerare componenti danneggiate, di un’arma ad energia diretta e di raggruppare più aerei insieme. Vediamo più nello specifico in cosa consistono.

Aerei che stampano droni

Nel 2040 le stampanti 3D saranno così tecnologicamente avanzate che potranno consentire a un aereo di stampare dei droni. Questi droni potranno essere utili per missioni di sorveglianza prolungata o di salvataggio. In base al tipo di situazione, i droni verranno stampati con in dotazione uno specifico set di strumenti.

The Survivor: rigenerare le ferite

Questa tecnologia permette gli aerei rigenerare le parti che hanno subìto danni. Consiste in un fluido adesivo contenuto in un campione di nanotubi di carbonio che agisce nel momento in cui si verifica un guasto. Il meccanismo è simile alla guarigione da una ferita: cellule danneggiate vengono sostituite da cellule dello stesso tipo. Solo che in questo caso il materiale è diverso e il processo di risanamento avviene molto più velocemente.



Arma ad energia diretta: neutralizzare l’attacco nemico

Quest’arma spara un fascio concentrato di energia alla velocità della luce. Potrà essere adottata per proteggere le truppe di terra dal fuoco nemico, ma non è escludibile l’ipotesi di un utilizzo più offensivo. Armi del genere non sono del tutto nuove per gli appassionati di giochi d’azione ambientati nel futuro. Ma se i calcoli degli ingegneri della BAE Systems sono esatti, questo futuro non è poi così lontano.
 


The Transformer: come i famosi robot, o quasi.

Si tratta di un sistema aereo flessibile che è composto da velivoli più piccoli. Grazie all’unione di questi velivoli verrà risparmiato tempo per le operazioni di coordinazione in volo e anche carburante. Durante il volo poi, i piccoli velivoli potranno sganciarsi e agire in maniera indipendente per svolgere ognuno un determinato compito. A missione ultimata potranno riagganciarsi e tornare alla base. Montaggio e smontaggio: è inevitabile pensare ai robot giocattoli giapponesi e alle saghe che ne sono derivate.


Le idee agli ingegneri della BAE Systems non mancano. Chissà se riusciranno a raggiungere l’obiettivo entro la data prestabilita. Tra trent’anni potrebbe succedere di tutto e magari potremo andare anche oltre ciò che hanno in mente oggi i nostri scienziati.

Fonti: baesystems.com
theguardian.com

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