È leggera, flessibile e allo stesso tempo molto resistente. Così resistente che il suo carico di rottura è circa pari a quello dell’acciaio di alta qualità. La ragnatela, proprio per essere uno dei materiali più resistenti in natura, in futuro potrà essere utilizzata per la costruzione di giubbotti antiproiettile che indosseranno i militari. Ma bisogna procedere per gradi: c’è prima l’intimo.

La società Kraig Biocraft Laboratories, con sede a Lansing ( Michigan ) è stata una delle prime ad affrontare questa sfida. Le parole dell’amministratore delegato della società, Kim Thompson, sono molto interessanti: “La ragnatela in natura ha in natura caratteristiche davvero uniche. Se pensate a una tela di ragno, questa è stata progettata dalla natura per intercettare un missile in volo, una mosca o un qualsiasi altro insetto volante“. Ha poi aggiunto: “Se fate calcoli matematici – il peso della mosca, la sua velocità e la dimensione della singola fibra – il rapporto forza-peso è fuori scala“. Thompson sta lavorando a questo progetto da 10 anni: il problema più rilevante era quello della ripetibilità, cioè modificare geneticamente un baco da seta in modo che possa produrre la ragnatela e trasmettere questo tratto genetico ai suoi discendenti. E pare che Thompson e il suo team di scienziati siano riusciti nell’impresa.

Per quanto riguarda l’aspetto economico, si possono già fare alcune previsioni. Secondo Thompson, la tela così prodotta costerà non più di 150 dollari al kg e potrà essere utilizzata già entro il 2015 per creare diversi capi d’abbigliamento che saranno poi disponibili per i consumatori. L’amministratore delegato ha considerato anche il campo militare: la sua intenzione è quella di puntare sulla biancheria intima e su altri indumenti in cui la tela sarà più resistente e meno soggetta a strappi. Ma Thompson lascia intendere anche qualcos’altro, come se l’intimo fosse solo un pretesto per poi accedere a quello che sarà un mercato molto più vantaggioso: “Non c’è dubbio che abbiamo il nostro occhio puntato sul potenziale per la proiezione balistica. E ‘un mercato enorme, e un mercato sexy“. A proposito di cosa è sexy e cosa non lo è, credo che molti saranno anche interessati a vedere com’è fatta questa biancheria intima militare. Semplice curiosità, vero?

Fonte: livescience.com

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