All’Università di Yale, alcuni ricercatori hanno utilizzato uno scanner cerebrale per identificare, attraverso la sola attività del cervello, il volto che una persona sta osservando in un certo momento. La lettura del pensiero affascina molti studiosi e recentemente l’interesse verso questa possibilità sta crescendo sempre più.

L’autore del lavoro di Yale, Marvin Chun, vede ancora dei limiti nella possibilità di lettura del pensiero con la tecnologia attuale della risonanza magnetica che misura il flusso di sangue nel cervello. Per l’esperimento, uno studente che lavora nel suo laboratorio ha sviluppato un modello matematico per consentire a un computer di riconoscere le diverse parti dei volti. Durante la scansione del cervello di alcuni volontari che guardavano diversi volti, i ricercatori hanno impostato il computer in modo che potesse analizzare le reazione dei volontari per ogni volto osservato. Dopodiché, ai volontari è stato chiesto di guardare altri volti durante la scansione del cervello, consentendo al computer di distinguere quale dei volti i volontari stessero osservando. Il computer ha risposto bene il 60-70% delle volte.

Il neuroscienziato cognitivo Marcel Just, dell’Università Carnegie Mellon ( Pittsburgh ), immagina di andare oltre a ciò che offrono tecnologie come quella dei Google Glass. Invece di sfruttare il movimento dell’occhio per guidare un cursore, ha pensato a un dispositivo che possa interpretare i pensieri delle persone per poi svolgere determinate funzioni. Just ha anche precisato che siccome questo processo richiede la piena partecipazione dei volontari, questo approccio non può essere utilizzato per leggere la loro mente contro la loro volontà. Inoltre, il neuroscienziato introduce un interrogativo interessante: “In linea di principio, i nostri pensieri potrebbero un giorno essere leggibili. Non credo che dobbiamo preoccuparci di questo nei prossimi 5-10 anni, ma è interessante pensarci. E se tutti i nostri pensieri fossero pubblici?“.

È una bella domanda. Immaginare uno scenario negativo in cui i funzionari del governo potranno leggere il pensiero per avere più controllo  può essere molto utile. Perché ci consente di capire a cosa potremo andare incontro nel prossimo futuro, quali potranno essere le possibilità e quali i limiti di questo tipo di tecnologie. Ma per molti è più facile pensare a uno scenario positivo, in cui persone con particolari disabilità potranno esprimersi e vivere meglio.
Scommetto che ora starai immaginando entrambi gli scenari, analizzando i pro e i contro. Magari alla fine potrai pensare anche alla possibilità di trovare una via di mezzo, a una soluzione. Ho indovinato?

Fonte: www.usatoday.com

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