Il drone Slocum
Foto da stem-worksblog.com

Secondo gli scienziati della marina militare americana, tra circa un decennio sarà possibile effettuare le previsioni meteo fino a 90 giorni prima grazie allo sviluppo di modelli matematici, satelliti e droni sottomarini. Si, perché i droni, generalmente associati a particolari velivoli di dimensioni ridotte e teleguidati a distanza, ora possono anche attraversare i mari degli oceani senza tanti problemi.

Il mini sottomarino Slocum (nella foto) rappresenta attualmente il drone più riconosciuto che la marina militare americana utilizza per la ricerca. Questo tipo di drone sottomarino lungo solo 5 metri può raggiungere i 1200 metri di profondità e raccogliere informazioni sull’ambiente da loro attraversato, come la salinità e la temperatura. Queste informazioni sono utili per prevedere la formazione di vortici e di grandi correnti oceaniche, ma si spera che in futuro si potranno utilizzare tali dati per fornire delle previsioni meteo in anticipo di alcuni mesi. Lo scopo della progettazione dei droni sottomarini sembra abbastanza evidente: agevolare le operazioni strategiche militari navali per evitare incidenti di percorso durante particolari missioni. Secondo gli scienziati, questa tecnologia risulterà molto utile nel prossimo futuro, considerando i problemi che invece avranno i mezzi dello spazio: infatti, 6 dei 13 satelliti della NASA non saranno più operativi entro il 2016. Quindi, molto probabilmente, tra qualche anno avremo più droni e meno satelliti per raccogliere dati meteoreologici.

Potrà allora questa tecnologia, un giorno, sostituire quella dei satelliti per quanto riguarda la previsione meteo? Per ora è difficile immaginare una cosa del genere. I satelliti rappresentano una delle tecnologie più sofisticate in merito alla raccolta, al monitoraggio e alla elaborazione dei dati ambientali. D’altra parte, però, la situazione della NASA fa riflettere: i costi sono molto elevati, ed è difficile che vengano implementati altri satelliti a distanza di pochi anni (pare che potrebbero essere pronti entro il 2020). Sarà interessante notare se ci sarà un cambiamento radicale nell’utilizzo degli strumenti tecnologici per scopi scientifici.

Fonte: defenseone

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