Iron Man

È stata commissionata lo scorso ottobre e potrebbe essere pronta entro l’agosto 2018: alcuni sono più propensi a definirla tuta, altri invece sono convinti che sia una vera e propria armatura, come quella che indossa l’eroe dell’omonimo fumetto Iron Man. Certo è, invece, che i primi prototipi di questa armatura militare saranno testati quest’estate. Lo conferma il capo del Comando Operazioni Speciali degli Stati Uniti, William McRaven, il quale ha affermato che tre prototipi attualmente sono in fase di montaggio e saranno pronti per giugno.

Il nome di questa armatura, o meglio, di questo esoscheletro è TALOS (Tactical Assault Light Operator Suit). In una conferenza speciale avvenuta a Washington DC, McRaven ha evidenziato la potenzialità della tuta riguardo al salvataggio di vite umane: “Questa tutta, se fatta correttamente, produrrà un miglioramento rivoluzionario nella sopravvivenza e nelle capacità degli operatori speciali“. Quando l’esoscheletro sarà completamente sviluppato, potrà essere equipaggiato con computer interno, sistemi di monitoraggio della salute e altri accessori tecnologici che permetteranno al soldato che la indossa di affrontare senza pericolo una raffica di proiettili.

Sembra proprio che l’idea di base sia quella di imitare il funzionamento dell’armatura di Iron Man. Ma una struttura come quella dell’eroe della Marvel, nello stato tecnologico attuale, limiterebbe la mobilità dei soldati. Per questo motivo i tecnici hanno adottato un materiale molto particolare: si tratta di un liquido che in pochi millisecondi si solidifica quando su di esso vengono applicati un campo magnetico o la corrente elettrica. Questa tecnologia è stata sviluppata dagli scienziati del MIT (Massachusetts Institute of Technology): rimarrà morbida e malleabile durante le operazioni militari di routine, mentre si solidificherà a contatto con i colpi dei nemici e con le schegge delle bombe esplose durante una battaglia.


E l’intenzione è seria, basta dare un’occhiata a questi numeri: 56 corporation, 16 agenzie governative, 13 università e 10 laboratori nazionali stanno collaborando per la buona riuscita del progetto. Inoltre, il nome della tuta è volontariamente ambivalente: Talos è il nome greco del gigante di bronzo creato da Efesto e donato a Zeus, divenuto poi guardiano dell’isola di Creta. Esistono diverse versioni di questa mitologia, accerchiate da un certo alone di mistero; tutte però si concludono con la morte del gigante, e quindi sottolineano che in fondo il colosso era vulnerabile.

Secondo i calcoli di McRaven, potremmo vedere indossare queste armature ai militari americani nel 2018. Chi di noi non ha mai immaginato di vestire i panni di un supereroe dei fumetti che possa utilizzare apparecchi tecnologici per sconfiggere i nemici? Peccato che però qui ci sia la vera guerra in ballo. Sviluppiamo tecnologie che possono migliorare la vita, ma anche tecnologie che possono strapparla via.

Questo è solo uno stralcio di quelli che potrebbero essere i supersoldati del futuro. Anche le loro armi saranno ancora più potenti e devastanti. L’intelligenza artificiale in guerra, inoltre, renderà i loro colpi ancora più letali. Ci stiamo davvero avviando verso la costruzione di simili tecnologie? Ne avremo davvero bisogno? Le guerre non finiranno mai?

Fonti:
The Verge
Next Big Future

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